Avrebbe dovuto essere un incarico temporaneo, invece l’ex assessore del Comune di Monte Sant’Angelo Vincenzo Totaro è direttore facente funzioni dell’ente Parco nazionale del Gargano ormai da sei anni. Era il 10 settembre 2020 quando l’allora presidente Pasquale Pazienza, dopo aver licenziato la direttrice nominata dal Ministero Maria Villani, affidò l’incarico di vertice della tecnostruttura al discusso Totaro. Da quel momento nulla è cambiato, si è attesa invece una rotazione che non c’è stata. Pazienza disse di aver chiesto invano la disponibilità agli altri responsabili di area del PNG prima di scegliere Totaro, ma l’ex direttrice Carmela Strizzi rivelò in seguito di essersi fatta avanti senza venir presa in considerazione.
Da un anno l’ente è guidato dal commissario straordinario Raffaele di Mauro (consigliere comunale di Forza Italia a Foggia ed ex candidato sindaco-coordinatore provinciale del partito), che - incassata lo scorso 15 luglio la nuova proroga semestrale dal ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin – ha assunto lo scorso 28 luglio una delibera con cui ha indetto un interpello interno alla struttura organizzativa del PNG finalizzato all'individuazione del direttore facente funzioni, per un tempo determinato, tra il personale con contratto a tempo indeterminato inquadrato nell’Area funzionari (già Area C) del vigente CCNL, in possesso della responsabilità di Area organizzativa omogenea nonché della titolarità di posizione organizzativa. E’ stato approvato lo schema di avviso di selezione, spiegando che l'incarico avrà la durata di 12 mesi, prorogabili, e comunque cesserà alla data dell'insediamento del direttore nominato secondo le procedure di legge.
Nella propria delibera di Mauro ricorda che il consiglio direttivo dell’ente non è stato ancora ricostituito e, pertanto, non è possibile procedere all’attivazione della procedura di nomina del direttore (che per legge è nominato, con decreto, dal ministro dell'ambiente, scelto in una rosa di tre candidati proposta dal consiglio direttivo, soggetti iscritti ad un albo di idonei all'esercizio dell'attività di direttore di Parco istituito presso il Ministero dell'ambiente, al quale si accede mediante procedura concorsuale per titoli). Il commissario fa riferimento a note inviate dal Ministero rispetto ad analoghe situazioni in altri Parchi nazionali, per cui è necessario “avviare un procedimento di selezione interna per assicurare, nelle more dell’espletamento della nuova procedura di selezione del direttore, la dovuta rotazione dell’incarico per il direttore facente funzioni che, in ogni caso, dovrà essere conferito ad un dipendente apicale dell’ente, per un tempo determinato, con riferimento a compiti specifici, non prevalenti della qualifica di direttore”.
“Al fine di garantire l’applicazione del principio di rotazione, anche in ragione del tempo trascorso dalla nomina del direttore facente funzioni attualmente incaricato, si ravvisa la necessità di adottare tale atto”, sottolinea di Mauro. “La rotazione di dirigenti e funzionari, cosiddetta ordinaria, è una delle misure organizzative che le amministrazioni hanno a disposizione in materia di prevenzione della corruzione. Le pubbliche amministrazioni, nel conferimento degli incarichi dirigenziali, sono tenute ad attuare la misura della rotazione ordinaria. La norma ha previsto la rotazione di dirigenti e funzionari che operano in settori particolarmente esposti alla corruzione al fine di evitare, in via preventiva, il consolidarsi di relazioni che possano alimentare dinamiche improprie nella gestione amministrativa. L’applicazione della misura della rotazione ordinaria è strettamente connessa all’esigenza di assicurare il buon andamento e la continuità dell’azione amministrativa e di garantire la qualità delle competenze professionali necessarie per lo svolgimento di talune attività specifiche, con particolare riguardo a quelle con elevato contenuto tecnico”.
Da cui l’interpello interno, che potrebbe andare a buon fine visto che sono cinque i responsabili di area presenti in organico (non c’è più Strizzi, che dopo la guerra con Pazienza ha chiesto ed ottenuto il trasferimento presso la Regione Puglia). Qualcuno vorrà rendersi disponibile? Non è la sola novità attinente al PNG. Si sta rimettendo in moto anche la macchina organizzativa per la nomina del presidente dell’ente, che stando agli accordi interni al centrodestra locale e romano sarà di Mauro.
La nuova proroga al commissario serve chiaramente a prendere altro tempo: dopo la bocciatura dell’operatore turistico di Rodi Garganico Vincenzo D’Errico da parte della commissione ambiente della Camera (anticipata da l’Attacco), trapela che ci sarà a breve una nuova terna di candidati. Oltre a di Mauro compariranno anche stavolta due nomi di Forza Italia. Si era pensato inizialmente all’ex eletto foggiano Paolo La Torre, ipotesi venuta meno perché troppo riconducibile a di Mauro.
L’obiettivo è evitare che si ripeta il pasticcio del 2025, quando l’allora presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, in modo astuto, indicò al ministro per l’intesa due candidati che avrebbero dovuto rinunciare secondo i patti interni al centrodestra (il forzista ex attivista M5S D’Errico per il PNG e il meloniano Giuseppe Colucci per il Parco nazionale dell’Alta Murgia). Dalle nuove terne ministeriali da proporre all’attuale presidente della Regione Antonio Decaro, questa è la strategia, dovranno uscire presidenti Raf di Mauro e il gemmatiano Nicola Loizzo.
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