Corsa contro il tempo a Palazzo di città per evitare la revoca dei fondi relativi al Teatro Mediterraneo, lavori finanziati dalla Regione Puglia negli scorsi anni con 6 milioni di euro. La scadenza per l’aggiudicazione dell’appalto, prevista originariamente al 31 dicembre 2024, è stata prorogata dalla Regione su richiesta dell’amministrazione Episcopo, che però ora ha solo pochi giorni per la gara, che sarà gestita da Invitalia. Il nuovo termine è stato infatti fissato al 28 gennaio prossimo, come spiega la nuova dirigente Irene Licari. I lavori dovranno essere ultimati entro il 31 luglio 2026, una scadenza ormai vicinissima.
Il dossier per far rinascere l’enorme e degradato contenitore culturale - inaugurato nel 1995 e chiuso dal 2010, ormai ridotto ad uno scheletro, spogliato di tutto dai vandali – fu proposto dal dirigente dei Servizi finanziari Carlo Dicesare al vicepresidente della Regione Raffaele Piemontese, che si attivò per consentire, coi fondi regionali, la realizzazione del progetto esecutivo, del valore di 5.956.000 euro. Il teatro, che nel 2006 ospitò il Nobel per la letteratura Bob Dylan, può rinascere grazie al coronamento del lavoro iniziato nel 2020, sotto l’amministrazione Landella, dall’allora assessora alla cultura Anna Paola Giuliani e da Dicesare. Si tratta, nello specifico, di lavori di adeguamento funzionale, normativo e strutturale, progettazione acustica e antincendio del contenitore di via Mazzei, che potrà ospitare 3.159 persone.
Il progetto – che porta la firma di Cooprogetti e dell’architetto foggiano Augusto Marasco, già assessore comunale Pd all’urbanistica con Mongelli sindaco – è stato finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri tramite l’avviso pubblico Italia City Branding 2020. L’obiettivo del bando era quello di accrescere l’attrattività dei territori valorizzando gli aspetti maggiormente identitari del tessuto produttivo, culturale e sociale (il brand) delle città beneficiarie e rafforzando, al contempo, la capacità delle amministrazioni di operare nel settore. Lo scorso 18 gennaio Licari ha avviato il procedimento per l’affidamento dei lavori di “Adeguamento funzionale, strutturale, impiantistico, acustica, antincendio, abbattimento barriere architettoniche dell’anfiteatro Mediterraneo - stralcio funzionale n. 1” delegando la gestione della gara a Invitalia in qualità di centrale di committenza, in esecuzione della convenzione stipulata il 23 dicembre scorso. L’ingegnera Ida Tarantino è stata nominata responsabile unica del progetto della centrale di committenza Invitalia per la fase di affidamento.
L’oggetto del contratto comprende: incremento condizioni di sicurezza del palco e dei locali annessi (camerini, sale prove e locali tecnici) con il rifacimento del palco, del graticcio di sospensione delle apparecchiature sceniche, delle quinte di scena e delle finiture dei locali; interventi di pulizia, ripristino e sostituzione delle parti ammalorate e sigillatura delle superfici orizzontali; ripristino delle condizioni igienico sanitarie e di dotazione impiantistica dei locali coperti (camerini, sale prove, bagni pubblici, locali tecnici, depositi, etc.); sistema di sedute con introduzione di poltroncine a norma; ripristino del sistema delle pavimentazioni esterne. L’importo a base di gara per lo stralcio funzionale n.1 è pari a 4.830.028,12 euro; l’importo massimo stimato è di 5.733.749,43 euro, comprensivo dell’importo dei lavori analoghi, pari a 903.721,31 euro, che la stazione appaltante si riserva di affidare.
Licari spiega che a novembre scorso il rup avanzò richiesta alla Regione Puglia di aggiornamento del disciplinare regolante i rapporti tra la Regione Puglia e il Comune di Foggia con contestuale richiesta di proroga a tutto il 28 gennaio quale termine per la pubblicazione del CIG rilevante (lavori) associato al CUP e che il tempo utile per ultimare i lavori è fissato al 31 luglio 2026. Si riuscirà a rispettare tali scadenze? E cosa si risponde all’interpellanza urgente con cui i consiglieri comunale di centrodestra chiedono conto della mancata attivazione della Stazione unica appaltante per la procedura di gara?
L’Attacco ha provato a contattare l’assessore all’urbanistica e lavori pubblici Giuseppe Galasso. “Attendiamo la pubblicazione del bando a breve e comunque entro fine mese, nel rispetto dei tempi fissati dal finanziamento”, si è limitato a dire Galasso, ricordando come al 30 dicembre scorso risalga l’approvazione del progetto esecutivo da parte della giunta.
L’interpellanza è stata presentata dai tre meloniani Claudio Amorese, Concetta Soragnese e Maurizio Accettulli, da Raffaele di Mauro e Marco Pellegrino (lista di Mauro sindaco), dal forzista Pasquale Rignanese, da Franco Nunziante (Prima Foggia) e da Gino Fusco (indipendente). Gli eletti chiedono: “I motivi per i quali è stato disatteso l’indirizzo del consiglio comunale che impegnava l’amministrazione comunale alla SUA Provincia di Foggia per le procedure di affidamento lavori di importi superiori a 500.000 mila euro; come giustifica l’aggravio di costi a carico del Comune di Foggia e della collettività per la gestione di questa procedura di appalto di lavori; con quale criterio è stata individuata la centrale di committenza Invitalia per la gestione della procedura in oggetto; con quali fondi si intende sostenere le spese in favore di Invitalia non previste dal quadro economico aggiornato e non recuperabili da eventuali ribassi d’asta; per quale motivo il quadro economico aggiornato prevede le spese per la Stazione unica appaltante; quali provvedimenti intende mettere in atto per individuare le responsabilità per le mancanze ed i ritardi sopra rappresentati”. “E’ stato disatteso”, a detta della minoranza, “l’indirizzo comunale anche alla luce della propaganda sulla Stazione unica appaltante come mezzo di trasparenza e legalità per la riduzione dei contenziosi e mezzo gratuito, cioè senza costi di adesione ma con costi di gestione percentuali agli importi delle gare. La sindaca Episcopo e la sua maggioranza avevano annunciato l'adesione alla Stazione unica appaltante come la panacea di tutti i mali e invece i buoni propositi sono stati ampiamente disattesi con aggravio di costi sui bilanci del Comune e sulla collettività come sperpero di denaro pubblico, sia per l'importo. sia perché si poteva procedere internamente alla struttura comunale risparmiando totalmente questi costi sia con la Stazione unica appaltante, con la quale avremmo speso molto meno ovvero 14.160 euro a fronte di 73.200 euro, senza dimenticare il rischio di perdere il finanziamento se non si firma il contratto entro la fine di gennaio. Una procedura nata male con ritardi e aumenti di costi per l'inerzia di questa amministrazione e che rischia di finire molto peggio”.
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