Il suo è uno dei nomi più discussi a Palazzo di Città. Non solo da quando, negli ultimi giorni, è finita al centro del caso politico e mediatico legato allo scontro sul Piao, ma da quando, nella coalizione di maggioranza guidata dalla Sindaca Maria Aida Episcopo, la tensione ha iniziato a salire fino a esplodere definitivamente. E cioè da quando le elezioni regionali dello scorso novembre hanno ridefinito la geografia interna al campo largo, aprendo la strada ad appetiti e rivendicazioni di ogni tipo. Daniela Patano, assessora al Personale del Comune di Foggia, è oggi il punto di rottura – più che di equilibrio – di una crisi che si trascina ormai da mesi. Avvocata, docente, amministratrice. Il suo profilo pubblico parte da qui. Foggiana, civilista con specializzazione in diritto del lavoro e previdenziale, consulente esterna per società agricole e zootecniche del territorio e per la pubblica amministrazione. In parallelo, l’insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado, con abilitazione nelle materie giuridico-economiche e specializzazione sul sostegno. Un curriculum tecnico, costruito tra professione forense e formazione, che rappresenta il punto di ingresso in una traiettoria politica più recente e, oggi, finita sotto i riflettori. Per comprendere il percorso che l’ha portata in giunta bisogna però tornare indietro. Secondo una fonte autorevole interna al campo largo, che con l’Attacco ne ha ricostruito la traiettoria, la sua origine politica affonderebbe nell’area del centrodestra cittadino, già ai tempi dell’amministrazione guidata da Paolo Agostinacchio. “Non era formalmente iscritta a partiti – racconta – ma, da avvocato, riceveva incarichi legati ai contenziosi delle società partecipate, in particolare Ataf. Anche il contesto familiare è sempre stato riconducibile a quell’area. A Foggia è una collocazione che molti conoscono, anche senza un’appartenenza dichiarata”. Un legame che, sempre secondo la stessa ricostruzione, non si è mai tradotto in militanza diretta, ma in una prossimità politico-culturale – e, di riflesso, anche professionale. “Parliamo di una famiglia con una realtà agricola importante alle spalle, e anche questo ha inciso sull’orientamento complessivo”. Poi il passaggio, più recente, verso il campo civico che ha sostenuto la candidatura di Maria Aida Episcopo. “Tre o quattro anni fa – prosegue la fonte – attraverso il rapporto con Sergio Clemente, entra nel contenitore Tempi Nuovi. È lì che matura la scelta di candidarsi alle comunali del 2023”.
Una lista composita, che metteva insieme Azione, Italia Viva, componenti socialiste e civiche. Patano non viene eletta, ma il suo percorso politico non si interrompe. “Clemente la indica come segretaria cittadina di Azione e, dopo il voto, insieme al segretario provinciale Matteo Iacovelli ne sostiene la nomina in giunta. Formalmente era una candidatura civica, ma solo dopo si chiarisce che è espressione di Azione”. Un passaggio che si inserisce in un equilibrio più ampio. “In quella fase – viene spiegato – c’erano figure con maggiore consenso nella lista, ma la scelta segue altre logiche. Anche la Sindaca ha un rapporto diretto con Clemente e avalla questa soluzione”.
Da quel momento, però, si apre un secondo capitolo: il progressivo sganciamento dai riferimenti di partito e il rafforzamento del legame diretto con la prima cittadina. “Oggi Patano sostiene di non essere più iscritta ad Azione. Come altri assessori, si è legata direttamente alla Sindaca. È un modello preciso, una vera e propria pretesa da parte della prima cittadina: gli assessori devono rispondere prima di tutto a lei”. Una dinamica che, nella fase attuale, rappresenta uno dei principali nodi politici. “Durante la verifica di maggioranza – osserva la fonte – la Sindaca punta a blindare figure come Patano, che considera fidate. Ma i partiti, a partire da Pd e M5S, non la pensano allo stesso modo”.
Il caso del Piao, in questo quadro, diventa il detonatore. “I partiti hanno colto l’occasione per uscire allo scoperto. Non è solo una questione tecnica, ma un problema di metodo e di rapporti politici. Non è accettabile scaricare responsabilità sulla presidente del Consiglio comunale. Se sei assessora, la responsabilità è tua. Sei stata nominata dalla politica e non puoi ignorare i partiti e il Consiglio”. Il punto, nella lettura interna al campo largo, riguarda la natura stessa dell’atto. “Il piano assunzionale è un atto di indirizzo politico, non solo gestionale.
Il Consiglio ha un ruolo di controllo e indirizzo che non può essere bypassato”. Una linea che segna la distanza crescente tra giunta e maggioranza consiliare. Come si chiuderà questa fase resta incerto. “La verifica va avanti da mesi e non si intravede una soluzione chiara. Non mi aspetto un esito positivo”, conclude la fonte.
Nel frattempo, il nome di Daniela Patano resta al centro del confronto politico, sospeso tra la dimensione tecnica del suo incarico e una crisi di fiducia che ha ormai assunto un profilo apertamente politico.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).