Crisi Ataf, il presidente Morsuillo: “Fase delicata, ma i conti stanno bene e vogliamo che lo rimangano”
L’Attacco ha intervistato il presidente di Ataf Domenico Morsuillo per fare il punto sulla vertenza e sulle richieste avanzate dai sindacati.
Di fronte alla richiesta dei sindacati di azzerare il Cda, è disposto a fare un passo indietro?
Giustamente i sindacati, se non vengono accontentati, chiedono conseguenze. Non c’è nulla di strano. Con loro abbiamo già avuto un incontro dal Prefetto, dove sia noi come azienda sia il Comune come ente avevamo fornito delle rassicurazioni. Poi i sindacati hanno proseguito con la proclamazione dello sciopero. Noi avevamo dato un segno di apertura, ma si vede che non è stato sufficiente.
I lavoratori chiedono anche un piano per assunzioni e turnover. Qual è la situazione sul fronte del personale?
Siamo in un momento molto delicato, nel quale stiamo cercando di riqualificare il personale già presente all’interno dell’azienda. Stiamo cercando di fare al meglio il nostro lavoro. L’incarico che ci è stato affidato è quello di lavorare in maniera certosina su determinate dinamiche. Sarebbe facile assumere alla cieca quello che serve, chiunque lo richieda, ma noi non operiamo in questo modo. Cerchiamo di operare nel modo giusto, senza salti in avanti, come chiedono invece i sindacati.
Ci sono le condizioni per riaprire il confronto con i sindacati e arrivare a un punto d’incontro?
Noi abbiamo già rappresentato ai sindacati le nostre aperture come azienda e lo stesso ha fatto il Comune. Bisogna sicuramente trovare un punto d’incontro. Gli strumenti che i sindacati utilizzano servono a sollecitare alcune decisioni ed è giusto che portino avanti la loro posizione.
Crisi Ataf, i sindacati chiedono l’azzeramento del Cda: oggi lo sciopero. La mappa politica della governance
È il giorno dello sciopero all’Ataf. Otto ore di astensione dal lavoro per il personale dell’azienda di trasporto pubblico urbano di Foggia, proclamate da Filt Cgil Foggia-Bat e Faisa Cisal Foggia. Per gli operatori di esercizio lo stop è previsto dalle 8:30 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 19:30, mentre per officine, impianti fissi, manutenzione e amministrazione riguarda le ultime quattro ore del turno. Il servizio sarà garantito nelle fasce previste dalla normativa. La protesta arriva al termine di una vertenza iniziata in primavera e progressivamente diventata uno dei tanti fronti problematici dell’amministrazione Episcopo. I sindacati contestano la mancata consegna del Piano industriale, attesa entro il 31 agosto, e della proposta sul Premio di risultato. Nel comunicato diffuso alla vigilia dello sciopero definiscono inadeguata la gestione del Cda e chiedono al Comune, socio unico di Ataf, di azzerarlo e di nominare un direttore generale tecnico e neutrale, con esperienza nel trasporto pubblico locale. Nel mirino ci sono anche l’affidamento in-house del servizio, la mancata applicazione degli accordi sottoscritti nel settembre 2025, la programmazione delle assunzioni e del turnover, la sicurezza del servizio e la contrattazione di secondo livello. Secondo Filt Cgil e Faisa Cisal, il Cda avrebbe rinviato più volte gli impegni assunti, fino a disattendere la scadenza del 31 agosto per Piano industriale e Premio di risultato. La vertenza parte tra aprile e maggio, con l’avvio delle procedure di raffreddamento e conciliazione. Il 22 maggio il tentativo di confronto in Prefettura si conclude senza un’intesa. L’8 giugno arriva il primo sciopero, di quattro ore, anche allora contro quello che i sindacati definivano immobilismo di Comune e vertici aziendali. Uno dei nodi principali della vertenza è l’affidamento in-house.
Emergenza caldo, Jacopo Lecce (Unione degli Studenti Foggia): “Servono più alberi e condizionatori”
L’emergenza caldo, benché la stagione estiva astronomicamente intesa sia conclusa il 31 agosto, continua ad avere effetti deleteri non solo sul piano agricolo, con le inevitabili conseguenze della siccità, ma anche sul versante della ripresa di molteplici attività pubbliche, prima fra tutte: quella scolastica. Temperature eccessivamente calde o fredde determinano da sempre problematiche legate alla necessità di rivedere la qualità dell’efficientamento energetico di istituti scolastici che per la gran parte del territorio provinciale sono in manifeste condizioni di vetustà. Come ogni anno, anche ora, con il risuonare della campanella dopo lo stop estivo, ci si pone il problema di capire se le scuole siano pronte ad accogliere gli studenti. Con una nota stampa l’Unione degli Studenti (UdS Puglia) chiede interventi reali e immediati.
“Con l'avvio del nuovo anno scolastico, l'Unione degli Studenti Puglia torna a denunciare le condizioni in cui migliaia degli studenti pugliesi si troveranno a vivere le proprie giornate: aule roventi tra fine estate e inizio autunno, gelide in inverno, in edifici che da anni attendono interventi risolutivi mai arrivati – fanno sapere-. Ogni anno ci troviamo a denunciare le stesse identiche criticità, mentre le istituzioni regionali continuano a rimandare l'emergenza invece di programmare interventi strutturali. Non possiamo più accettare che il diritto allo studio venga ignorato”, dichiara Jacopo lo Russo, Coordinatore dell’Unione degli Studenti Puglia.
“Le ondate di calore che colpiscono la Puglia con intensità e durata superiori alla media nazionale trovano un sistema scolastico regionale quasi del tutto sguarnito: solo 191 sedi su 3.977 censite, appena il 4,8%, dispongono di un impianto di climatizzazione o ventilazione, con conseguenze dirette sulla salute della comunità scolastica: affaticamento fisico e mentale, cali di concentrazione, stress termico, disidratazione”, ha proseguito lo Russo, evidenziando poi anche la necessità di attenzionare la stagione invernale che di qui a due mesi potrebbe richiedere interventi mirati ed efficaci. “Al problema del caldo si affianca, in inverno, quello opposto: impianti di riscaldamento malfunzionanti in gran parte delle scuole pugliesi costringono gli studenti a portare coperte da casa, con le stesse conseguenze in termini di malessere e difficoltà di apprendimento. Le criticità climatiche si intrecciano con una condizione strutturale allarmante: il certificato di agibilità risulta assente o non aggiornato in circa il 70% degli edifici scolastici pugliesi (709 su 2.588), oltre l'86% delle scuole non ha completato le verifiche di vulnerabilità sismica pur in presenza di aree a rischio, e quasi la metà delle strutture necessita di interventi immediati su intonaci, infissi o impianti”, ha evidenziato il coordinatore regionale dell’UdS Puglia, offrendo una mappatura degli istituti su scala regionale per ciò che concerne l’aspetto formativo e non solo degli accorpamenti.
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