Borgo Mezzanone non è solo un luogo geografico. È un confine, una frattura, una periferia che da decenni vive sospesa tra due mondi: quello della narrazione nazionale, che la dipinge come “terra di frontiera”, e quello della vita quotidiana dei residenti, che ogni giorno si rimboccano le maniche per tenere insieme una comunità che non ha mai smesso di esistere, nonostante tutto. In questo contesto, la lettera firmata da Mimmo Di Ruggieri - già presidente della Circoscrizione Mezzanone dal 1993 al 2003 - non è un semplice documento amministrativo. È un atto politico, civile e culturale. È la richiesta — ferma, argomentata, rispettosa — di restituire dignità istituzionale a un territorio che da anni vive una condizione di isolamento amministrativo e democratico. Una richiesta che arriva in un momento storico in cui Borgo Mezzanone è spesso raccontata solo attraverso le cronache del ghetto, delle baraccopoli, delle tensioni sociali. Ma la comunità residente, quella che vive nelle case, che manda i figli a scuola, che coltiva la terra, che tiene aperte le attività, chiede da tempo di essere distinta da quella narrazione. E chiede, soprattutto, di essere ascoltata. “Sono ad evidenziare il disagio che vive da qualche anno la Comunità della Frazione Mezzanone per la sua non partecipazione all’attività amministrativa del Comune di Manfredonia” è un’accusa precisa, ma non polemica. Di Ruggieri non parla di abbandono generico, ma di un diritto negato: quello alla partecipazione popolare, previsto dallo Statuto comunale ma mai realmente attuato per le realtà decentrate. Il punto è chiaro: la partecipazione non è un optional, ma un principio fondante della democrazia locale. E a Mezzanone, questo principio è rimasto sulla carta. Di Ruggieri ricostruisce con precisione la parabola degli strumenti di partecipazione locale. Una parabola che, a suo giudizio, ha portato a un progressivo svuotamento della rappresentanza. Il primo snodo è il 2006, quando l’aggiornamento del TUEL alza a 100.000 abitanti la soglia per istituire i Consigli di Circoscrizione. Manfredonia resta fuori. Nel 2009, il Comune prova a correre ai ripari istituendo i Coordinamenti di Quartiere.
Ma, secondo Di Ruggieri, il meccanismo scelto è sbagliato alla radice perché “si sono rivelati fragili e non adeguati a quella che è una vera partecipazione popolare, in quanto la loro costituzione avviene su nomina del Sindaco pro-tempore”. Non eletti, ma nominati. Non espressione diretta della comunità, ma frutto di designazioni da parte di scuole, parrocchie e associazioni.
Per Di Ruggieri, invece, senza elezione diretta non può esserci vera partecipazione. Perché quest’ultima non è un favore concesso dall’alto, ma un diritto che deve essere garantito attraverso strumenti elettivi, non nominativi. “Non riconoscere la partecipazione popolare vuol significare senza ombra di dubbio non educare alle Istituzioni, non aggregare socialmente, non creare futuri amministratori”.
Nel 2018 nacque il Comitato Cittadino Spontaneo, un organismo informale ma attivo, che si dà un obiettivo chiaro: “promuovere ogni iniziativa utile e necessaria volta a tutelare lo stato di vivibilità socio-ambientale in Borgo Mezzanone attraverso la partecipazione attiva della comunità locale”.
È un passaggio fondamentale. Borgo Mezzanone non aspetta più. Si auto-organizza. Si sostituisce alle istituzioni. E lo fa comunicando formalmente la propria costituzione al Comune di Manfredonia e alla Prefettura di Foggia. Un gesto che racconta molto della resilienza di questo territorio.
“Un’isola che non ha alcun cordone ombelicale con la casa madre dalla quale dista circa 45 km”, appunta Di Ruggieri. Una distanza che diventa metafora di un’altra distanza, quella istituzionale.
La lettera rivolta al Sindaco Domenico la Marca, al presidente del Consiglio comunale Michele Iacoviello e a tutti i consiglieri comunali – inviata per conoscenza al Prefetto di Foggia Paolo Giovanni Grieco - si chiude con una proposta concreta: “Prendere, quanto prima, in considerazione la modifica dello Statuto in merito alla partecipazione popolare, determinando che la stessa avvenga a mezzo di Istituzione elettiva”.
È la richiesta di un cambiamento strutturale, che restituisca a Mezzanone un luogo istituzionale dove discutere, proporre, decidere.
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