Foggia Calcio, è una vittoria che vale un campionato. Sfoderata la prestazione più convincente della stagione

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Il Foggia che non ti aspetti ha fatto diventare piccolo piccolo l'Avellino grandi firme uscito col maquillage rifatto dal mercato di gennaio. E che avrebbe dovuto fare un sol boccone di una squadra che era annunciata nuovamente in affanno. 

Sempre sin troppo fragile ed altalenante. E invece i rossoneri contro ogni previsione hanno sfoderato la migliore prestazione di stagione, e messo sottochiave tre punti di platino. 

Facendo indirettamente un favore ai cugini dell’Audace Cerignola. Che stasera a Caserta possono far loro la leadership nel girone approfittando del triplo passo falso di Avellino, Monopoli e Benevento. Al quale il cambio in panchina in settimana (da Auteri a Pazienza) non ha sortito gli effetti sperati.

Foggia da standing-ovation nella sfida che sembrava chiusa nel pronostico: i cinquemila e passa dello Zaccheria giustamente sabato sera dopo 100' di autentica battaglia si stropicciavano gli occhi increduli a quanto avevano appena assistito: una squadra così attenta e presente a sé stessa non l'avevano mai ammirata fino a quel momento, che il tutto sia avvenuto al cospetto della più autorevole candidata alla promozione esalta i meriti della formazione di Luciano Zauri. Che nelle difficoltà sta mostrando di sapersi esaltare. 

Il tecnico di Pescina ha formato coi suoi ragazzi un blocco unico. Monolitico e capace di restare refrattario ad ogni polemica ed evento negativo. Il Foggia che ha capovolto i valori in campo e ha inferto a Biancolino e ai suoi il secondo doloroso stop di stagione, il primo lontano dal Partenio-Lombardi, esce rafforzato nei suoi convincimenti dalla prova di fuoco con gli Irpinia. 

E scopre al suo interno risorse inaspettate. Che lo lasciano moderatamente sereno in previsione di un finale di stagione che probabilmente sarà meno stentato e travagliato di quanto si possa immaginare. 

Il mercato di gennaio avrà pure destabilizzato squadra ed ambiente - come ha giustamente sottolineato nei giorni scorsi il ds Leone -, ma lo ha anche ricompattato. Liberandolo di qualche presenza ingombrante che in tutti questi mesi ha nuociuto alla sua compattezza. 

Ora il gruppo, che in precedenza spesso non ha avuto precisi punti di riferimento, si riconosce nella sua guida e rema tutto nella stessa direzione. Motivo per il quale anche le individualità finalmente si esaltano. È stato così particolarmente piacevole (e sotto certi versi sorprendente) rivedere fra i pali De Lucia che, rinfrancato nello spirito e nel morale, in almeno un paio di circostanze è risultato decisivo coi suoi interventi salva-risultato. 

Al pari di Da Riva, mai così ispirato e al centro del gioco come contro gli irpini. E di Zunno, fino a ieri oggetto misterioso, e che restituito al suo ruolo naturale sta lentamente tornando quello ammirato a Messina un anno fa. Alla loro stregua anche un generosissimo Sarr che, per caratteristiche, predilige muoversi lontano dalla porta, e che a questo punto si candida a diventare il centravanti titolare dopo la partenza di Murano (di nuovo in gol col Crotone contro il suo Potenza). 

Zauri, insomma, ha più di un motivo per sorridere: a margine della settimana degli ennesimi veleni la sua squadra ha risposto presente con una prestazione tutta di sostanza. Che da una parte incoraggia ad un cauto ottimismo per la fase discendente della stagione. 

Ma che solleva inevitabilmente anche un legittimo interrogativo rispetto ad alcune scelte estive che si sono rivelate deleterie: ora che Gargiulo, Millico e Murano (tre pezzi da novanta che avrebbero dovuto orientare la stagione verso traguardi ambiziosi) non ci sono più, e che il Foggia si è liberato di una zavorra che rischiava di avere imprevedibili conseguenze, sarà una volte per tutte chiara quanto sia stata deleteria la politica estiva delle cosiddette “figurine” poco funzionale ad un sistema di gioco che si fondava su basi di argilla?

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testatina dillo al direttore WEB

 

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