Foggia, a volte ritornano: Pavone, Cangelosi e Bucaro per la svolta. Ko di Caserta costa panchina a Barilari

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A volte ritornano. Le ultime propaggini di Zemanlandia riaffiorano in uno dei momenti più complicati della recente storia rossonera: tocca a Vincenzo Cangelosi e a Giovanni Bucaro caricarsi sulle spalle il derelitto Foggia, che con Barilari nell’ultimo mese si è inabissato fino a precipitare al penultimo posto in classifica.

Col loro ritorno si registra anche un’altra romantica rentrée, quella dell’inossidabile Peppino Pavone, che ha appena concluso la sua avventura a Trapani e che a 75 anni è pronto a rimettersi in gioco: “Impossibile dire no al Foggia, devo tanto a Pasquale Casillo, come potevo tirarmi indietro e non dare una mano a Gennaro?”, le parole toccanti del dirigente che, come si ricorderà, nel ‘22 ruppe con Canonico, e con Zeman tolse il disturbo.

E toccherà proprio all’ideologo di Zemanlandia il compito più gravoso di rimettere assieme i cocci di una squadra in affanno che in queste ultime 13 gare si gioca la salvezza, la stagione. E molto probabilmente anche il futuro. Che Enrico Barilari fosse ormai giunto al capolinea, lo si era intuito da almeno una settimana a questa parte.

Fin cioè dal ko interno col Cerignola: riflessioni approfondite erano cominciate fin dal post-derby, al tecnico spezzino alla fine erano stati dati i fatidici sette giorni nella speranza che a Caserta la squadra, grazie anche ai nuovi innesti, svoltasse. E invece il nuovo ko, il quarto nelle ultime cinque gare, e il crollo inspiegabile dopo il 2-2 riacciuffato al Pinto, gli è risultato fatale.

È stata una lunga notte di riflessione quella tra sabato e domenica, coi vertici societari impegnati in una riunione-fiume che ha partorito l’unica decisione possibile in un frangente così delicato: il cambio della guida tecnica. Ma ancor prima di optare per l’avvicendamento in panchina, il duo Casillo-De Vitto ha compreso che la svolta tecnica dovesse partire dall’individuazione di una figura di riferimento che fosse in grado di orientare le scelte al fine di evitare ulteriori salti nel buio.

La scelta è ricaduta su Pavone, che in questa prima fase del nuovo corso era rimasto alla finestra, e che si era rivisto allo Zaccheria in occasione del match col Giugliano. È bastata una telefonata ed una successiva stretta di mano per trovare l’intesa, un veloce summit, quindi condivisione unanime sul nome del successore di Barilari: Vincenzo Cangelosi, appunto, che conosce bene l’ambiente e che è nella condizione di sposare un progetto tattico legato al 4-3-3.

Contattato in tarda serata direttamente nella sua residenza romana, il tecnico palermitano ci ha messo poco a sciogliere la riserva. E già nella notte si è messo in viaggio alla volta di Foggia, non prima però di aver convinto Giovanni Bucaro a seguirlo, e che sarà al suo fianco in questa nuova parentesi in rossonero nei panni di vice. Ovviamente nelle ore concitate che sono seguite alla sconfitta con la Casertana e portato alla successiva svolta tecnica, la nuova proprietà si è attivata a rendere partecipe l’amministratore giudiziario Chionna di tutte le decisioni che erano al vaglio in quelle ore proprio per accelerare le procedure col Tribunale.

Ieri mattina di buon’ora l’incontro in città che ha sancito l’accordo definitivo (accordo fino a giugno con rinnovo automatico in caso di salvezza, ndr). Quindi verso ora di pranzo Pavone e Bucaro sono stati i primi a raggiungere Trinitapoli, pochi minuti prima dell’arrivo di Cangelosi. A fare gli onori di casa c’erano Antonio De Vitto e il dg della Fondazione La Capitanata per lo Sport Sario Masi.

Che nel frattempo avevano incontrato Barilari il quale, in attesa della comunicazione ufficiale dell’esonero, si era regolarmente presentato per la ripresa. Dopo 13 gare e 12 punti all’attivo si conclude la breve parentesi in rossonero del 51enne tecnico di Levanto che in questi mesi si è fatto apprezzare per le non comuni doti umane e la grande signorilità. Ma che sul piano tecnico ha fallito.

Da oggi, dunque, si volta pagina. Meglio tardi che mai. Non c’è tempo per le recriminazioni, né per tornare sugli errori di valutazione arbitrali di sabato scorso che sono costati carissimo, domani si torna già in campo. E l’ostacolo si chiama Picerno, uno scontro diretto da brividi.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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