Attenti a quei due. All’orizzonte un doppio possibile pericolo per il Foggia lungo la strada che porta ai playout. La minaccia ha un nome e cognome, e rievoca un passato recente che è intriso di lacrime e sorrisi. Michele Emmausso e Jack Beretta domani guideranno l’assalto al fortino rossonero, oggi si ritrovano sull’altra sponda quasi per caso al Cosenza, che seppure non viva un momento particolarmente brillante della sua storia, strizza l’occhio alle posizioni di vertice.
All’andata il primo era ancora in forza all’Audace Cerignola, mentre il secondo subentrò solo a gara in corso al 67’, giusto in tempo però per assistere alla disfatta dei rossoblù, capaci prima di fallire due rigori con Garritano, e poi incredibilmente di cadere al 6’ di recupero sotto i colpi di Winkelmann.
Una sconfitta che fece scalpore per il modo in cui arrivò, in quel momento il Foggia non se la passava particolarmente bene, da poco aveva avvicendato Delio Rossi con Barilari in panchina, e quel successo al fotofinish sembrò poter cambiare il corso di una stagione fino ad allora tutta in salita. Da quel 30 novembre di acqua sotto i ponti ne è passata, e tanta: a gennaio Emmausso ha salutato Cerignola e si è trasferito in Calabria, in casa Audace per lui non c’era più posto dopo che il club aveva deciso di stringere la cinghia. Beretta, invece, complice il grave infortunio di Mazzocchi, si è preso il posto da titolare.
I due in coppia funzionano, Buscè nel suo 4-2-3-1 ha ritagliato per entrambi il ruolo che meglio si addice alle loro caratteristiche: non è un caso che il primo abbia già marcato il cartellino in 5 occasioni (che fanno lievitare il totale ad 11 in stagione), mentre Beretta dopo un lungo periodo di astinenza ha ripreso a segnare con continuità, e l’ultima sua firma è valso il prezioso pari sul campo della prima della classe Benevento domenica scorsa. Attenti a quei 2, dunque: saranno loro il principale spauracchio da cui dovrà guardarsi la difesa rossonera in un Sabato Santo che prevedibilmente sarà di passione, entrambi se ne sono andati via da Foggia lasciando a metà l’opera, Beretta (che già in B aveva precedentemente indossato la casacca rossonera realizzando anche 7 reti) nel ‘24 pur con qualche acciacco di troppo che ne limitò l’utilizzo da gennaio in poi (solo 15 presenze e 2 reti all’attivo) si prese comunque la scena nei playoff (gol decisivo a Crotone) prima di ingoiare la pilloila amara nella doppia finale di Lecco.
Emmausso (32 presenze e 9 reti complessivamente) invece, da queste parti sarà ricordato per il gol salvezza messo a segno nella gara di ritorno playout di un anno fa col Messina che allontonò definitivamente gli spettri della retrocessione dopo lo 0-0 di gara 1. Ma anche, e soprattutto, per quella brutta pagina che lo portò a svincolarsi d’ufficio (assieme ad altri 5 compagni di squadra) dopo la messa in mora per il mancato pagamento degli emolumenti di febbraio che l’avrebbero spinto poi a chiedere ed ottenere la risoluzione al Collegio Arbitrale della Figc. Facile allora immaginare che domani andranno a caccia di rivincite personali i due ex che non sono mai entrati nel cuore dei tifosi rossoneri, e che adesso coi loro gol vogliono trascinare il più in alto possibile il Cosenza.
Saranno osservati speciali, sicuramente ci terranno in maniera particolare a mettersi in luce domani in una gara che per loro ha un sapore assai particolare: inseguiranno il gol con ostinazione, il Cosenza ne segna a grappoli (54, suo il secondo attacco del girone, ndr), ma lì dietro Buttaro, Staver e soprattutto Biasiol sono pronti a fare gli straordinari pur di uscire imbattuti dal Marulla. Anche perché, nel frattempo, il Foggia non ha più la difesa colabrodo di qualche settimana fa, e a Cosenza giocando una gara giudiziosa può limitare i danni.
Emmausso e Beretta permettendo, ovviamente…
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