Gianni Francavilla e quella riammissione che oggi diventa realtà: “Vinto un campionato in un mese...”

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Notte prima dell’esame. E di un verdetto che per quanto scontato, tiene col fiato sospeso una città ed una intera tifoseria. Molto meno il club, che dietro le quinte in questi mesi ha lavorato senza sosta per riprendersi quella C persa malamente solo tre mesi fa. Dopo un lungo ed articolato percorso, il Foggia oggi può finalmente brindare. Alle 12 il Consiglio Federale sancirà la riammissione ufficiale e, scaramanzia a parte, sarà festa grande in casa rossonera. Perché riprendere per i capelli una categoria che ormai pareva definitivamente persa è una vittoria inattesa. Nella quale, una tantum, c’è anche una buona dose di fortuna. Abbiamo chiesto al neo direttore generale del Foggia Gianni Francavilla, appena rientrato alla base dopo il quadriennio trascorso nella vicina Cerignola, di spiegare come si è arrivati a questo risultato finale. E come d’ora in avanti, il club proverà a rilanciarsi evitando possibilmente i recenti errori commessi.

Che vigilia si è consumata in casa Foggia?
Direi di semplice attesa, senza eccessive ansie. Abbiamo fatto tutto il possibile per farci trovare pronti all’appuntamento, abbiamo rispettato alla lettera tempi e modalità fissate per la riammissione, e dunque ci riteniamo moderatamente ottimisti. Dovrebbe essere tutto in  regola, i feedback giunti dalla Lega sono positivi, ora aspettiamo solo l’annuncio ufficiale per tirare il definitivo sospiro di sollievo. Il Foggia dunque può considerarsi virtualmente in C?
Sinceramente non vedo ostacoli, credo si tratti di una semplice formalità: occupiamo il primo posto nella speciale graduatoria, capisco che tutti gli occhi siano puntati su di noi, ma non  credo proprio che potranno registrarsi sorprese di qualunque tipo. La bottiglia al fresco per brindare è pronta, dunque?
Il brindisi credo che sarà conseguenziale, anche se si tratta di una notizia che non giunge inattesa, diciamo che abbiamo avuto tutto il tempo per metabolizzarla. Una cosa però mi piace aggiungere: il Foggia è come abbia vinto il suo campionato in poco meno di un mese... L’iter per arrivare alla riammissione è stato complicato?
Sinceramente è stata la prima volta che mi sono misurato con questa procedura, che sostanzialmente si è articolata in due fasi:  prima l’iscrizione alla Serie D che ha seguito da vicino Pippo Severo, che già ne conosceva l’iter. Quindi abbiamo messo a punto l’incartamento per la riammissione, alla quale per la verità avevamo iniziato a lavorare per tempo.

Francavilla è di nuovo a casa, lì dove in passato più di una volta è tornato. Che  Foggia ha ritrovato?
Un club che ha resettato il recente passato, e che riparte dalle fondamenta. L’entusiamo della proprietà è fondamentale in questa fase, c’è voglia di voltare definitivamente pagina e di rilanciare il progetto. Ovviamente ci vorrà pazienza e bisognerà procedere per step. Senza mai abbassare la guardia. Il primo mese di lavoro com’è stato?
Intenso, direi. Esattamente come me lo aspettavo. Davanti c’era da superare lo scoglio riammissione, e per fortuna ormai dovremmo esserci. A breve mi concentrerò sullealtre  questioni che sono sul tavolo e che vanno affrontate e risolte. Ogni cosa a suo tempo. Quanta strada c’è da percorrere per tornare ad essere un club di livello?
Difficile dirlo. Il Foggia oggi credo  che finalmente si sia strutturato con le figure di riferimento idonee. Che soprattutto hanno dalla loro l’esperienza giusta per intraprendere un nuovo percorso. Penso ad Auteri, anzichè Pavone: la scelta la trovo condivisibilissima in un frangente come questo. Il primo consiglio dato alla proprietà subito dopo essersi insediato?
Avere gli uomini giusti al posto giusto, e metterli nella condizione di lavorare in serenità. Anche quando ci sarà qualche momento di difficoltà passeggero, che sarà inevitabile. Ecco, è in quel frangente che la Società dovrà mostrarsi coesa e compatta. La riorganizzazione a che punto è in percentuale?
In Società siamo già al 90%, non  male direi... Il Foggia in C è un traguardo o un punto di partenza?  
Oggi è un traguardo, perché lo abbiamo tutti inseguito. Ma già da domani deve diventare un punto di partenza. Perché Foggia non può non avere l’ambizione di guardare in alto...

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testatina dillo al direttore WEB

 

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