Sono le 5 richieste - le prime 4 della difesa, la quinta della Dda - avanzate in Corte d’assise nel processo a Giuseppe Albanese, 42enne detenuto dal novembre 2018, accusato d’essere uno dei due killer di Rocco Dedda ucciso il primo pomeriggio del 23 gennaio 2016 nella guerra di mafia tra i clan Moretti/Pellegrino/Lanza cui viene ritenuto affiliato l’imputato, e i rivali della batteria Sinesi/Francavilla alla quale era considerata vicina la vittima.
Mettere a confronto i pentiti Carlo Verderosa e Pietro Antonio Nuzzi, la prima richiesta; interrogare poliziotti penitenziari per accertare se, come ha detto Nuzzi, i detenuti del reparto di Alta sicurezza del carcere di Foggia devono restare nelle celle oppure possono muoversi liberamente; acquisire una consulenza difensiva sui tempi di percorrenza a piedi della via di fuga dei killer al Villaggio artigiani per confrontarli con gli orari indicati sui filmati; accertare chi tra Squadra Mobile e Sevizio Centrale Operativo della Polizia allineò con orari sfalsati i filmati delle telecamere che ripresero i due killer in fuga; trascrivere una captazione ambientale del febbraio 2018 tra due malavitosi, che riscontrerebbe le dichiarazioni del pentito Nuzzi.
Durante l'ultima udienza in corte d'assise, la pm Bruna Manganelli e l'avvocato Francesco Santangelo hanno avanzato richieste di nuove prove. Entrambe le parti si sono opposte all'ammissione delle prove dell'altra parte. La decisione sulla loro ammissione sarà presa nella prossima udienza a maggio. Se le prove saranno considerate essenziali, saranno ammesse, altrimenti la fase istruttoria terminerà e si procederà alla requisitoria, arringa e sentenza di primo grado, che potrebbe essere emessa entro l'estate.
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