In accordo, quindi, con il Magistrato della Procura, i due uomini sono stati raggiunti presso le rispettive abitazioni e accompagnati al Comando della Stazione dei Carabinieri di Margherita di Savoia, dove sono stati a lungo interrogati. Tra parziali ammissioni e, soprattutto, da quanto emerso dalle attività di intercettazione immediatamente disposte dalla Procura della Repubblica di Foggia, si è cominciato, soltanto pochissime ore dopo il fatto, a fare chiarezza sulla sua dinamica. I Carabinieri, infatti, sono riusciti ad individuare il luogo dove era avvenuto il ferimento, nel popoloso quartiere di Isola Verde, dove hanno trovato i frammenti del finestrino infranto a colpi di pistola, e da dove nessuno ha ritenuto di allertare per i colpi d'arma da fuoco esplosi.
Fortunatamente anche l'officina, teatro della lite, era anch'essa dotata di un sistema di videosorveglianza, dalle cui immagini si è quindi risaliti all'identità dello sparatore. Fatta così finalmente chiarezza sulle responsabilità di Ruggiero Leone, 34enne pregiudicato del posto, mentre i militari si sono dedicati alla sua ricerca presso tutti i luoghi dove avrebbe potuto trovare rifugio, il magistrato della Procura della Repubblica ha iniziato a redigere il provvedimento per il suo fermo quale indiziato di tentato omicidio, che già nella nottata, mentre la vittima era ancora sottoposta ad un delicatissimo intervento chirurgico d'urgenza, è stato affidato ai Carabinieri. Fatti intervenire per rastrellare anche le zone di campagna i Carabinieri dello Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia, le ricerche del sospettato sono incessantemente proseguite per giorni mentre, nel frattempo, approfittando della riuscita dell'intervento chirurgico cui era stato sottoposto e del suo risveglio dall'anestesia, gli investigatori dell'Arma hanno potuto, già ventiquattrore dopo il ferimento, parlare con Sciotti, che ha quindi confermato loro la causa scatenante del fatto, così per come era stato ricostruito, l'identità del responsabile e, finalmente, la dinamica. Sciotti, infatti, dopo aver confermato la lite, con la conseguente promessa di vendetta da parte di Leone, ha raccontato di averlo poi visto lungo la strada che stava percorrendo alla guida del proprio furgone, mentre in compagnia dei suoi due collaboratori si stava recando a Barletta per recuperare del materiale ferroso e che Leone, avvicinatosi al mezzo, ha esploso contro diversi colpi di pistola.
I Carabinieri, trovata conferma definitiva e autentica alla tesi accusatoria che era emersa dal lavoro loro e della Procura della Repubblica, hanno stretto le maglie della rete, pressando famigliari, amici e conoscenti, fino a quando, lunedì scorso, Leone, evidentemente rimasto senza più appoggi e fiancheggiatori sicuri, ha capitolato, consegnandosi, accompagnato dal proprio legale, al Commissariato di Cerignola. Ieri mattina ha avuto luogo l'interrogatorio di garanzia, al termine del quale il Giudice per le Indagini preliminari ha convalidato il fermo, confermandone la restrizione presso la casa circondariale di Foggia.
Il lavoro di Carabinieri e Magistratura, comunque, continua per recuperare l'arma del delitto e per individuare chi abbia aiutato Leone nei suoi, seppur pochi, giorni di irreperibilità .
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