Lite per la precedenza all'uscita da un garage, uomo si "vendica" con tre colpi di arma da fuoco: arrestato

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Nel tardo pomeriggio dello scorso mercoledì 14 alcuni sconosciuti hanno letteralmente scaricato al Pronto Soccorso dell'ospedale di Barletta Giuseppe Sciotti, 41enne fabbro incensurato di Margherita di Savoia, gravemente ferito a colpi di pistola che lo avevano raggiunto a un fianco e a un braccio: l'uomo, prima di perdere conoscenza, ha avuto il tempo solo di riferire il proprio nome e di essere stato vittima di un agguato a Margherita di Savoia. Allertati dal personale sanitario, i Carabinieri della compagnia di Cerignola, da subito raggiunti e coadiuvati dai militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale, verificato che nessuna richiesta di intervento era giunta nè alle centrali operative delle Forze dell'ordine nè a quella del 118, si sono messi alla ricerca del luogo dove si era consumato il ferimento. Preziosa è stata, nell'immediatezza, la conoscenza del territorio da parte dei militari della locale stazione che, conoscendo la vittima, hanno guidato i colleghi presso l'autoparco dove l'artigiano ha un piccolo magazzino per le proprie attrezzature. Giunti sul posto, i Carabinieri hanno così trovato il furgone di Sciotti con il finestrino infranto e alcuni fori di proiettile nella portiera del lato guida e al suo interno tre proiettili e un bossolo per pistola cal. 7,65, oltre ad abbondanti tracce di sangue. Qui, grazie alla visione delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza, i Carabinieri hanno potuto riconoscere la persona che, dopo aver accompagnato il ferito all'ospedale, ha riportato il suo mezzo. Non solo. Andando a ritroso nella registrazione, hanno potuto accertare che la stessa persona, insieme ad un'altra, risultate poi entrambe collaboratori di Sciotti, circa mezz'ora prima dell'allarme dato dall'ospedale erano usciti insieme al loro datore di lavoro, tutti e tre a bordo del furgone guidato dal fabbro.
In accordo, quindi, con il Magistrato della Procura, i due uomini sono stati raggiunti presso le rispettive abitazioni e accompagnati al Comando della Stazione dei Carabinieri di Margherita di Savoia, dove sono stati a lungo interrogati. Tra parziali ammissioni e, soprattutto, da quanto emerso dalle attività  di intercettazione immediatamente disposte dalla Procura della Repubblica di Foggia, si è cominciato, soltanto pochissime ore dopo il fatto, a fare chiarezza sulla sua dinamica. I Carabinieri, infatti, sono riusciti ad individuare il luogo dove era avvenuto il ferimento, nel popoloso quartiere di Isola Verde, dove hanno trovato i frammenti del finestrino infranto a colpi di pistola, e da dove nessuno ha ritenuto di allertare per i colpi d'arma da fuoco esplosi.
Fortunatamente anche l'officina, teatro della lite, era anch'essa dotata di un sistema di videosorveglianza, dalle cui immagini si è quindi risaliti all'identità  dello sparatore. Fatta così finalmente chiarezza sulle responsabilità  di Ruggiero Leone, 34enne pregiudicato del posto, mentre i militari si sono dedicati alla sua ricerca presso tutti i luoghi dove avrebbe potuto trovare rifugio, il magistrato della Procura della Repubblica ha iniziato a redigere il provvedimento per il suo fermo quale indiziato di tentato omicidio, che già  nella nottata, mentre la vittima era ancora sottoposta ad un delicatissimo intervento chirurgico d'urgenza, è stato affidato ai Carabinieri. Fatti intervenire per rastrellare anche le zone di campagna i Carabinieri dello Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia, le ricerche del sospettato sono incessantemente proseguite per giorni mentre, nel frattempo, approfittando della riuscita dell'intervento chirurgico cui era stato sottoposto e del suo risveglio dall'anestesia, gli investigatori dell'Arma hanno potuto, già  ventiquattrore dopo il ferimento, parlare con Sciotti, che ha quindi confermato loro la causa scatenante del fatto, così per come era stato ricostruito, l'identità  del responsabile e, finalmente, la dinamica. Sciotti, infatti, dopo aver confermato la lite, con la conseguente promessa di vendetta da parte di Leone, ha raccontato di averlo poi visto lungo la strada che stava percorrendo alla guida del proprio furgone, mentre in compagnia dei suoi due collaboratori si stava recando a Barletta per recuperare del materiale ferroso e che Leone, avvicinatosi al mezzo, ha esploso contro diversi colpi di pistola.
I Carabinieri, trovata conferma definitiva e autentica alla tesi accusatoria che era emersa dal lavoro loro e della Procura della Repubblica, hanno stretto le maglie della rete, pressando famigliari, amici e conoscenti, fino a quando, lunedì scorso, Leone, evidentemente rimasto senza più appoggi e fiancheggiatori sicuri, ha capitolato, consegnandosi, accompagnato dal proprio legale, al Commissariato di Cerignola. Ieri mattina ha avuto luogo l'interrogatorio di garanzia, al termine del quale il Giudice per le Indagini preliminari ha convalidato il fermo, confermandone la restrizione presso la casa circondariale di Foggia.
Il lavoro di Carabinieri e Magistratura, comunque, continua per recuperare l'arma del delitto e per individuare chi abbia aiutato Leone nei suoi, seppur pochi, giorni di irreperibilità .

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testatina dillo al direttore WEB

 



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