Nella sede di Confindustria Bari e BAT è stato presentato ufficialmente al sistema produttivo regionale il progetto “Puglia Sky”, la nascente compagnia aerea a matrice pugliese che punta a rafforzare i collegamenti strategici da e per la regione, sostenendo al contempo sviluppo economico, turismo e occupazione. Un’iniziativa che nasce dal mondo imprenditoriale, con l’ambizione di rispondere a una criticità strutturale del territorio: l’accessibilità. Collegarsi in modo efficiente con Roma, Milano e i principali hub nazionali non è solo una questione di mobilità, ma una leva competitiva per imprese, investimenti e flussi turistici. A guidare la visione è il presidente degli industriali baresi Mario Aprile, che chiarisce subito la portata dell’operazione: “L’idea è raggiungere un capitale di partenza di 10 milioni di euro e rendere il progetto concreto entro l’anno. Non abbiamo fissato una fee d’ingresso né un target rigido: vogliamo capire le idee e le possibilità economiche degli imprenditori che siedono a questo tavolo, che sono davvero tanti. Attraverso una leva finanziaria potremmo partire con uno o due aerei per poi crescere nel tempo”. Un progetto corale, dunque, che sta già raccogliendo interesse trasversale.“Ci sono imprenditori di altissimo livello, provenienti da Taranto, Brindisi, Lecce, Foggia e Bari. Settori diversi, territori diversi, ma una volontà comune: rimboccarsi le maniche per risolvere una problematica storica della nostra regione. È un progetto ambizioso ma i tempi non sono così lunghi: entro l’anno si possono avviare passaggi concreti”. Durante l’incontro sono intervenuti, tra gli altri, Vito Ladisa, Angelo Vacca, Michele Locuratolo e il consulente Francesco Marsella di Arthur D. Little, che ha illustrato il contesto di mercato. “Il trasporto aereo in Italia vive una fase di crescita importante, anche se caratterizzata da una fragilità strutturale. La scelta delle macchine sarà decisiva e definirà l’investimento complessivo.
Nell’area pugliese vediamo ritorni interessanti già nei primi due o tre anni”. Fondamentale il ruolo di Aeroporti di Puglia, rappresentata dal presidente Antonio Maria Vasile, che parla di una strategia di lungo periodo. “Stiamo presentando un piano molto qualificato, elaborato da uno dei più grandi studi di consulenza internazionali, che definisce come sviluppare una compagnia aerea regionale guardando anche a Basilicata e parte della Calabria. Entro il 2028 il mercato aeroportuale sarà maturo e non potrà più dipendere quasi esclusivamente dalle low cost. Oggi può nascere una strategia intelligente e ambiziosa”. Vasile sottolinea anche il valore sociale dell’operazione: “È la prima volta che vedo tanti imprenditori di tutte le province pugliesi pronti a partecipare o ad approfondire seriamente un progetto simile. È una sorta di fondo di sviluppo territoriale: privati che investono dove vedono profitto ma anche crescita per il territorio. La compagnia aerea è un’azienda delicatissima, lo sappiamo bene per i tanti fallimenti del passato. Ma oggi partiamo da un sistema aeroportuale d’eccellenza che ha dimostrato di saper stare sui mercati internazionali”.
Tutti gli scali pugliesi in base alle opportunità di traffico, potrebbero essere coinvolti nel network della futura compagnia, e l’idea è proprio quella di cominciare dagli scali aeroportuali più deboli ovvero Grottaglie, Foggia per poi arrivare a Brindisi e Bari, questo consentirebbe anche di potere accedere a incentivi fiscali e le agevolazioni previsti per gli scali cosiddetti minori. Tra gli imprenditori presenti anche Francesco Divella, che fotografa in modo concreto il problema. “È un’iniziativa molto interessante, con già una ventina di imprenditori dimostratisi particolarmente interessati. Gli imprenditori non rischiano a caso: investono quando vedono qualcosa di utile. Oggi per andare a Roma posso spendere anche 600 euro e spesso non trovo nemmeno posto. È una situazione assurda”. Secondo Divella, ampliare la base di utenza intercettando Basilicata e nord Puglia renderebbe il sistema più competitivo: “Se togliamo tre o quattro milioni di potenziali utenti da Bari aumentiamo anche la disponibilità di posti e voli distribuendoli in modo sicuramente più omogeneo. Il presidente Aprile ha colto subito la portata del progetto. C’è una base concreta, un business plan in arrivo entro l’anno, il supporto delle Camere di Commercio. Siamo ottimisti, ma bisogna fare in fretta”.
Anche il mondo dell’ospitalità guarda con favore alla nascita di Puglia Sky. Il vicepresidente nazionale di Federalberghi Francesco Caizzi parla apertamente di svolta strategica: “I trasporti sono il principale volano dello sviluppo turistico. In questi anni Aeroporti di Puglia ha dimostrato quanto valore possano generare gli scali per il territorio. La nostra regione è penalizzata dai collegamenti ferroviari e non può crescere affidandosi solo alla gomma. Una compagnia pugliese può diventare un asset strategico per turismo ed economia”. E sulla questione prezzi il messaggio è netto: “Solo la concorrenza può ridurre il costo dei biglietti. Sui voli nazionali, soprattutto Roma e Milano, si raggiungono livelli paradossali: a volte costa meno arrivare a Bari passando per l’Est Europa.
Puglia Sky non si presenta come una semplice start-up del trasporto aereo, ma come un progetto di sistema: imprenditori, aeroporti, consulenti strategici e mondo turistico uniti per colmare un gap infrastrutturale che frena da anni la competitività regionale. La scommessa è chiara: creare una compagnia radicata nel territorio, con una visione industriale prudente ma ambiziosa, capace di garantire collegamenti continui, tariffe più accessibili e nuove opportunità economiche. Se il capitale verrà raccolto nei tempi previsti e il piano industriale manterrà le promesse, entro pochi mesi Puglia Sky potrebbe davvero iniziare il suo percorso operativo. E per una regione che ha dimostrato di saper crescere quando investe in connessioni, il decollo potrebbe essere molto più di una metafora.
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