Lucera, Pitta sulla graticola accesa dalla sua maggioranza: rischiano di saltare due dossier sull’urbanistica

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Ci sono sempre tanti modi per guardare e poi definire un fatto o una vicenda, dipende da chi lo fa, qual è il suo approccio e soprattutto quanto ci tenga. Per esempio, la riunione di sabato mattina dello schieramento che sostiene Giuseppe Pitta nel governo di Lucera la si potrebbe descrivere come una verifica politica, e invece il Sindaco ha tenuto a precisare fino all’ultimo minuto, prima di chiudere tutti dentro la sala consiliare di Palazzo Mozzagrugno, che si trattava di “un momento per fare il punto della situazione”. Effettivamente lui come tale l’aveva proposta, cercando di capire quale sarebbero state le intenzioni dei partner per i prossimi dodici mesi, in vista della campagna elettorale in cui vorrebbe proporsi nuovamente come leader a caccia della riconferma, ma è impossibile pensare che non sapesse quanto fosse “pericoloso” mettere tutti intorno a un tavolo, dopo settimane di fibrillazioni silenziose, gossip incontrollati e controlli strategici e a distanza di ogni singolo movimento di ogni singolo consigliere comunale e assessore, perfino quali bar frequentassero e con chi stessero prendendo il caffè. E dopo le fisiologiche schermaglie iniziali, la conversazione ha preso una piega tesissima, incrociata, traversale anche ai singoli gruppi che in qualche caso erano rappresentati da sedicenti o reali segretari politici. In altre parole, i due partiti istituzionali, cioè Forza Italia che Pd, hanno mostrato i loro problemi di tenuta interna sebbene con motivazioni piuttosto diverse, e non va meglio con le formazioni civiche che conservano al momento una parvenza di coesione, ma più che altro legata alla convenienza del momento.

Sia come sia, neanche a maggio 2021, quando Pitta fu costretto a dimettersi perché aveva perso per strada sei componenti della coalizione che vinse otto mesi prima e poi rientrò in sella pescando ampiamente da quella che era la minoranza, è stato così vicino alla sua uscita definitiva da Corso Garibaldi. Stavolta troverebbe poca sponda dall’opposizione, tranne un paio di elementi che però costerebbero carissimo in termini politici, e soprattutto sembra aver esaurito tutti i crediti di autonomia decisionale concessi da diversi consiglieri comunali che finora hanno votato quasi al buio molti argomenti portati in assemblea, piccoli o grandi che siano stati, senza aver capito granché sul percorso fatto da ogni singolo dossier. E siccome la maggior parte riguardano l’urbanistica, delega che Pitta ha tenuto per sé fin dal primo momento, allora si capisce benissimo quanto il suo atteggiamento accentratore abbia finito per far perdere la pazienza a chi poi si è ritrovato addosso critiche o peggio ancora ha scoperto solo successivamente i retroscena nemmeno tutti noti all’esterno.

Bisogna scegliere se parlare di implosione o esplosione, fatto sta che due giorni fa sono saltati parecchi tappi finora tenuti faticosamente compressi, e la discussione ha preso una piega talmente feroce che alla fine i risultati si sono visti sulla chat di Whatsapp della maggioranza: Pitta è uscito dal gruppo social intitolato “Aria Nuova”, manifestando il dispiacere per non aver saputo comunicare con efficacia la bontà del suo progetto politico tra i suoi sodali, rivendicando però di aver reso Lucera migliore di come l’aveva trovata. “Buona vita e buona politica” è stata la chiosa finale prima di abbandonare, lasciando in sospeso qualsiasi evenienza, compresa quella delle dimissioni.

La soluzione drastica però presenta delle conseguenze di doppia natura, e a seconda dell’esito: da un lato potrebbe rappresentare una scossa, con i canonici venti giorni di tempo che costringerebbero tutti a una riflessione finalizzata a ricominciare con un nuovo approccio, mentre l’ipotesi di una conferma al termine del periodo previsto dalla legge manderebbe all’aria un anno e mezzo di lavoro per “Lucera Capitale regionale della cultura”, la cui attuazione è imminente con l’avvio delle attività in programma per tutto il 2025. Tranne se non si voti subito in primavera, e a quel punto si aprono altri ragionamenti. 

Ma c’è solo questo? Niente affatto, perché salterebbero pure un paio di operazioni che proprio stasera sono attese alla valutazione del Consiglio comunale e per le quali c’è stato già un plurimo preavviso di diniego all’approvazione, addirittura anche nella commissione consiliare competente, sotto forma di richiesta di rinvio. 

Si tratta di argomenti di grande valenza imprenditoriale che vedono il Comune pienamente coinvolto dal punto di vista finanziario. Il primo è la convenzione con la società Ine Vaccarella di Sergio Chiericoni di Bolzano che nella omonima contrada al confine con Foggia ha progettato la realizzazione di un sistema di pannelli fotovoltaici della potenza totale di 80 megawatt, su una superficie di circa 50 ettari su cui sono previste varie coltivazioni proprio sotto gli impianti metallici. L’assemblea cittadina è chiamata ad approvare l’assenso e la quantificazione delle “compensazioni ambientali” di 1,4 milioni di euro da incassare subito e una tantum, oltre alla relativa destinazione concreta in opere, così come già accaduto per altre nel recente passato pure in materia di eolico, oltre a quelle stabilite da Bioripa per il biometano. 

La seconda delicatissima questione riguarda la cosiddetta “sdemanializzazione” di un breve tratto di strada comunale di Via Petrucci, per il quale un soggetto privato di Cerignola, la Favial di Antonio Roscino che si occupa di costruire edifici commerciale per medie strutture di vendita, è pronto a pagare 42 mila euro, così da disporre dell’intero terreno su cui poi poter realizzare l’ennesimo Piano Urbanistico Esecutivo nel quartiere periferico di Lucera 2 dove è prevista anzitutto la collocazione di un paio immobili destinati alla grande distribuzione. 

In entrambi i casi, però, ci sarebbero precisi referenti locali, per i quali si è aperta la caccia alla loro individuazione, con addirittura voci di clamorosi conflitti di interesse all’interno della stessa maggioranza. Se sia vero è tutto da capire, ma Pitta ha tutta l’aria di sapere molto di più di quanto voglia far sembrare.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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