San Giovanni Rotondo, il dopo voto è già una resa dei conti e nel centrosinistra volano gli stracci

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Il successo di Floriana Natale a San Giovanni Rotondo ha consegnato Palazzo di Città al centrodestra, però ha anche spalancato la faglia nel centrosinistra, rendendo ancor più visibili le fratture che da tempo attraversavano la politica locale e che adesso, venuto meno il pudore imposto dalla corsa alle urne, vengono raccontate senza più filtri. “Si è persa un’occasione per poter vincere al primo colpo”, afferma a l’Attacco Giuseppe Siena, che quella corsa l’ha vissuta da protagonista mancato. “È una sconfitta annunciata. Quando si fanno delle alleanze in questo modo e si cambia una candidatura scelta dal territorio, i risultati sono questi”. Siena individua responsabilità precise: “I Cinque Stelle hanno imposto determinate regole all’interno dell’alleanza e, tramite i Mangiacotti, è uscita fuori questa candidatura. La gente, però, su queste dinamiche non si lascia sedurre e punisce”. Il suo ragionamento parte dai numeri. Secondo l’ex candidato, una convergenza differente avrebbe consentito di chiudere la partita già al primo turno: “Rossella Fini ha preso meno voti delle liste che la sostenevano, mentre io ne ho presi più delle mie liste. Certo, in politica non si fanno somme aritmetiche, ma il dato resta”. Ancora più duro, se possibile, il giudizio di Pio Cisternino, che trasforma la lettura del voto in un’analisi politica destinata ad andare oltre i confini cittadini: “Ancora una volta questa città resta vittima dell’opportunismo e dell’onnifagismo di qualcuno che, pur di non perdere il controllo sul proprio feudo, finisce col perdere la città”, sostiene.

Secondo Cisternino, il centrodestra non avrebbe vinto per una propria autosufficienza elettorale, quanto piuttosto per effetto delle divisioni del fronte opposto: “Le tre coalizioni di centrosinistra prendevano circa novemila voti al primo turno. Il centrodestra, complessivamente, ne raccoglieva molti meno e nonostante ciò governerà la città”. Un paradosso che, nella sua ricostruzione, nasce da logiche sedimentate negli anni: “Se fino a ieri ad additare i responsabili della rottura eravamo noi, da oggi saranno tutti. Quel modo di fare politica non è più tollerabile”.   Tra le figure che finiscono nel mirino c’è anche Raffaele Piemontese, il cui nome ricorre con insistenza nelle riflessioni del dopo voto: “Viene qui, prende oltre duemila voti alle regionali e quando arriva la criticità non si preoccupa minimamente di trovare il modo di inseguire la sintesi”, evidenzia Cisternino. “Deve assumersene la responsabilità”. Una critica politica che Siena formula con toni differenti, ma che conduce allo stesso approdo: “La responsabilità è ben individuabile”.    “Noi resteremo all’opposizione”, chiarisce Siena. “Saremo al fianco dell’amministrazione per ciò che riguarda l’interesse della città, ma non faremo sconti”. Cisternino gli fa eco: “Chi vince governa, chi perde fa opposizione. Un’opposizione seria, dura quando necessario, ma costruttiva”. La campagna elettorale è finita, il voto ha assegnato il governo della città a Floriana Natale. Eppure, osservando il clima che si respira nel campo progressista, si ha la percezione che il vero congresso del centrosinistra sangiovannese stia appena cominciando.  

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