La timeline delle Politiche 2027, poi Episcopo va a casa: il piano di Pd e M5S per liberarsi di Aida

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Doveva essere un "laboratorio politico" da cui iniziare a costruire l’alternativa progressista e unitaria al governo conservatore di Giorgia Meloni. È finito per diventare, invece, un vasto terreno di scontro sul quale si sono consumate, e continuano a consumarsi, frizioni e incomprensioni di ogni sorta. La vera anomalia del campo largo foggiano di Maria Aida Episcopo è che, a distanza di quasi tre anni dall’ampia vittoria elettorale, ottenuta con ben dieci liste a proprio sostegno, non esiste praticamente componente della sua maggioranza con cui la sindaca non abbia avuto, nel frattempo, almeno un momento di scontro.

Alcuni rapporti si sono incrinati, altri si sono deteriorati, qualcuno si è definitivamente rotto. Il caso, per esempio, del consigliere Pasquale Cataneo, approdato dall’altra parte della barricata, è soltanto quello più eclatante. Ma anche tra quanti sono rimasti dentro la maggioranza, o ci sono entrati, il rapporto con la prima cittadina è tutt’altro che lineare. Il campo largo nato nel 2023 come la grande coalizione capace di mettere insieme Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e una galassia di altre forze politiche e liste civiche si è trasformato, strada facendo, in un minestrone nel quale la fedeltà alla sindaca spesso cozza con gli indirizzi e gli obiettivi di mandato prospettati alla città.

È una distinzione che racconta molto della stagione politica targata Episcopo e del suo modo di gestire i rapporti con i suoi stessi sostenitori. Il problema, infatti, non è soltanto chi le garantisce ancora i numeri in Consiglio, che pure sono spesso venuti a mancare, fino a rendere necessarie le sue dimissioni, poi rientrate, ma quanti di quei partiti, gruppi e relativi esponenti continuino ancora a riconoscersi nella sua leadership. La crisi aperta dopo le regionali dello scorso anno ha portato in superficie tensioni che covavano da tempo e ha costretto ciascuna componente a misurarsi, senza troppi infingimenti, con la sindaca. Ne è venuta fuori una maggioranza formalmente ancora in piedi, ma molto diversa da quella che nel 2023 aveva accompagnato Episcopo alla guida di Palazzo di Città senza passare dal ballottaggio.

I due azionisti principali, Pd e M5S, hanno attraversato più di una fase di tensione con la prima cittadina e, tuttora, i rapporti tra i rispettivi leader e la sindaca sono piuttosto tesi, se non del tutto compromessi. Stesso discorso per le altre forze cosiddette minori, a cominciare dai socialisti fino agli emilianisti, ai decariani, ai calendiani e agli altri gruppi civici. Una coalizione che sulla carta continua a esistere, dunque, ma dentro la quale il rapporto fiduciario con la prima cittadina sembra essersi consumato molto più rapidamente del previsto. 

(prima parte, continua). 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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