Una Fiera del Levante che torna a guardare verso Oriente e rilancia la sua storica funzione di ponte tra popoli, culture ed economie. Ma anche una Campionaria che si prepara ad aprire i battenti senza la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. È questo il quadro emerso a Bari durante la presentazione dell’89ª edizione della manifestazione, in programma dal 19 al 27 settembre. Nella Sala 1 del Centro congressi del quartiere fieristico sono intervenuti il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, il sindaco di Bari Vito Leccese e il presidente della Nuova Fiera del Levante Gaetano Frulli. Il titolo scelto per l’edizione 2026, “Il dialogo parte da Levante”, sintetizza l’ambizione di riportare la Campionaria al centro del confronto economico, istituzionale e culturale, in una fase segnata da guerre, tensioni internazionali e nuove sfide per imprese e famiglie. A catalizzare l’attenzione è stata, tuttavia, la notizia dell’assenza della premier alla cerimonia inaugurale del 19 settembre. “Abbiamo ricevuto una comunicazione nella quale si anticipa che molto probabilmente la presidente del Consiglio non riuscirà a organizzare la propria agenda per essere presente”, ha spiegato Frulli. La nota è arrivata nella serata di martedì e adesso si attende di conoscere chi rappresenterà il Governo sul palco della Fiera. Per il quarto anno consecutivo, dunque, l’inaugurazione non vedrà la partecipazione del presidente del Consiglio, venendo meno a una consuetudine che per decenni aveva trasformato il taglio del nastro barese in uno degli appuntamenti politici ed economici più importanti della ripresa autunnale. Un’assenza ancora più evidente dopo la recente presenza di Meloni a Bari per la manifestazione dedicata alla longevità del Governo. Il sindaco Leccese non ha nascosto il rammarico. “Mi dispiace molto. Nella lettera aperta inviata alla presidente Meloni in occasione dell’evento politico che si è svolto a Bari avevo auspicato di rivederla qui per l’inaugurazione della Fiera del Levante. Non sono io a gestire la sua agenda, ma posso dolermi di questa assenza e lo faccio anche a nome della città”. Più orientato sui contenuti economici l’intervento di Decaro.
“Avrà avuto i suoi motivi – ha commentato il presidente della Regione – ma spero che venga qualcuno del Governo a parlare di economia e, in particolare, della legge di Bilancio”. La Fiera del Levante, ha ricordato, ha tradizionalmente accompagnato la ripresa dell’attività politica ed economica dopo la pausa estiva. Per questo il confronto sulle prossime scelte finanziarie nazionali diventa fondamentale per cittadini, imprese e istituzioni locali. Decaro ha inoltre sottolineato come quest’anno la Campionaria, di fatto, non riapra le proprie porte perché non le ha mai chiuse. Durante l’estate il quartiere fieristico ha ospitato numerosi eventi, consolidando il proprio ruolo nella vita culturale ed economica di Bari e dell’intera regione. La Fiera sarà anche il luogo nel quale la Regione avvierà un confronto sulle linee del proprio programma insieme a cittadini, sindacati, associazioni di categoria e sindaci, con l’obiettivo di costruire in maniera partecipata le prossime scelte per la Puglia. Sul piano organizzativo, i numeri annunciati raccontano un’edizione da primato.
Sono quasi 450 gli espositori, considerando operatori e attività collaterali, mentre gli spazi disponibili risultano esauriti già dallo scorso giugno. Un sold out che, secondo Frulli, premia la qualità della proposta e una programmazione capace di unire l’anima commerciale della Fiera a una nuova dimensione di confronto. “Sarà la Campionaria del dialogo”, ha affermato il presidente della Nuova Fiera del Levante. Un dialogo che non dovrà riguardare soltanto i rapporti tra popoli, culture e Stati, ma anche il mondo dell’economia. Da questa impostazione nasce il progetto di un vero e proprio think tank della Campionaria, con convegni, relatori e temi di rilievo nazionale e internazionale. Nel corso dei nove giorni si discuterà di sanità, ricerca, prevenzione, economia, innovazione, inclusione sociale e solidarietà, senza rinunciare agli appuntamenti dedicati all’intrattenimento.
Secondo Leccese, l’89ª edizione riscopre soprattutto la missione originaria della Fiera: guardare verso Levante. I Balcani e i Paesi dell’Oriente continuano infatti a rappresentare interlocutori strategici per gli scambi commerciali della Puglia. Bari intende riaffermare così la propria vocazione mercantile e il ruolo di luogo d’incontro nel Mediterraneo, lanciando anche un messaggio di pace in una fase geopolitica dominata dai conflitti in Medio Oriente e nell’Europa centrale. Spazio anche all’agroalimentare con il mercato di Campagna Amica promosso da Coldiretti Puglia. Per tutta la durata della manifestazione i visitatori potranno incontrare direttamente i produttori e acquistare olio extravergine, vino, formaggi, miele, frutta, ortaggi e conserve. Accanto agli agricoltori ci saranno i cuochi contadini, chiamati a raccontare attraverso la cucina il rapporto tra territorio, stagionalità e tradizione. La Fiera del Levante prova dunque a rilanciarsi attraverso numeri, contenuti e apertura internazionale. Resta però il nodo politico dell’inaugurazione: mentre Bari attende di sapere chi parlerà a nome dell’esecutivo, l’assenza della premier rischia ancora una volta di pesare su un appuntamento nato proprio per mettere in relazione il Mezzogiorno con il Governo e con le grandi scelte economiche del Paese.
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