La Sindaca ha presentato una mozione ma forse non è a conoscenza o fa finta di non esserlo, che tali atti li possono produrre i consiglieri e non i Sindaci”. Il segretario cittadino e consigliere comunale di Forza Italia, Pasquale Rignanese, evidenzia un errore formale (art.32 comma 2 del vigente Regolamento del Consiglio Comunale) riguardo la mozione presentata dalla Sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo sui fondi PNRR destinati all’ex scuola Arpi.

La vicenda del CAS alla Casa della Carità torna al centro della scena politica di Manfredonia. Dopo settimane di tensioni, proteste in aula, ricostruzioni parziali e un Sindaco accusato di reticenza, quattro consiglieri di minoranza – Ugo Galli e Fabio Di Bari per Forza Italia, Vincenzo Di Staso per Noi Moderati, e Liliana Rinaldi per Fratelli d’Italia – hanno depositato una mozione che chiede al Consiglio comunale di avviare l’iter per un referendum consultivo sulla presenza del centro di accoglienza straordinaria per richiedenti asilo in città. Il quesito proposto è diretto, nella sua semplicità: “Siete favorevoli all’individuazione del centro di assistenza straordinaria per richiedenti asilo in Manfredonia?”. Dopo settimane in cui – come documentato dalle inchieste de l’Attacco – la ricostruzione degli eventi è apparsa frammentaria e, a tratti, anche contraddittoria. E soprattutto dopo un Consiglio comunale, quello del 29 aprile, che avrebbe dovuto fare chiarezza e che invece, nelle parole dei consiglieri, ha prodotto “reticenze”, “vuoti”, “assenza di risposte”. La mozione arriva dopo un Consiglio comunale che avrebbe dovuto rappresentare il primo momento di confronto pubblico sulla vicenda.  Invece, come ricordano i consiglieri di minoranza, si è trasformato in una seduta di comunicazioni del Sindaco, senza dibattito, senza repliche, senza possibilità di approfondire. “Le comunicazioni del Sindaco sono arrivate solo dopo la nostra richiesta di convocare una seduta tematica – osserva Galli -. Fino a quel momento, l’Amministrazione era stata completamente silente”. I firmatari della mozione partono dall’articolo 11 del decreto legislativo 142/2015, che disciplina il sistema di accoglienza. La norma stabilisce che l’individuazione dei CAS avvenga “previo parere dell’ente locale”. Si tratta di un parere che non è vincolante, ma resta pur sempre un passaggio obbligato. Il Sindaco Domenico la Marca, in aula consiliare, ha sostenuto di aver appreso dell’arrivo dei primi 70 migranti “a cose fatte”, leggendo la notizia sui giornali. Una ricostruzione che i consiglieri giudicano non solo improbabile, ma incompatibile con la normativa. Ugo Galli sostiene che “non è credibile che il Comune non sia stato coinvolto. Se così fosse, il Prefetto avrebbe violato la legge. E noi non riteniamo possibile che l’autorità prefettizia agisca in pregiudizio della normativa vigente”.

Nel 2023 le forti polemiche fecero fare marcia indietro ad Aldo Patruno (allora direttore del dipartimento Cultura e Turismo della Regione Puglia, poi candidatosi col M5S senza essere eletto alle regionali 2025), il quale stava per festeggiare i propri 50 anni con 800 invitati in una masseria di Martina Franca, invitati cui aveva inviato il codice iban con la causale “per semplificarvi la vita”. Insomma, un bonifico al posto del regalo. Fece scalpore specie negli ambienti della Regione Puglia con alcuni esponenti politici pronti a denunciare il caso attraverso l'apertura di un procedimento e qualcuno che parlò di violazione del codice etico. Patruno annullò poi la festa, parlando di una ingenuità fatta in buona fede. Peraltro erano stati invitati esponenti del mondo del turismo e dello spettacolo, settori su cui Patruno aveva competenza diretta. Lo scorso venerdì primo maggio, invece, è riuscita perfettamente la festa organizzata dall’assessore regionale alle infrastrutture e trasporti, il dominus dem di Capitanata Raffaele Piemontese, per celebrare il 45° compleanno in una sala ricevimenti elegante e assai nota di Foggia, Casa Freda di Maria Pina Capobianco. Trecento gli invitati e varie liste regali, a cominciare da quelle da Ciletti, la storica gioielleria dei Rolex. In realtà l’eletto originario di Monte Sant’Angelo aveva compiuto gli anni qualche giorno prima, il 27 aprile, ma la scelta della data per il ricevimento è ricaduta sulla festa dei lavoratori, con un buffet serale allietato da dj set che si è protratto fino all’una dopo il taglio della torta in giardino.  Lungo l’elenco di personalità pubbliche, di svariato tipo. C’erano politici come l’europarlamentare e coordinatore provinciale del M5S di Capitanata Mario Furore (mentre la consigliera regionale contiana Rosa Barone ha declinato l’invito) e come il vertice provinciale della dissolvenda civica emilianista CON Rosario Cusmai, rimasto clamorosamente fuori dal consiglio regionale. Non potevano mancare due fedelissimi del festeggiato quali la consigliera regionale viestana Pd Rossella Falcone e il dg montanaro dell’ASL Foggia Antonio Nigri. Avvistati due primi cittadini dem: il sammarchese Michele Merla e il carpinese Rocco Di Brina, anch’essi di stretta osservanza piemontesiana. A quanto pare avrebbe partecipato anche il parlamentare dem Marco Lacarra, mentre gli invitati Antonio Decaro e Michele Emiliano non si sono visti. L’attuale presidente della Regione era impegnato altrove, assente anche il suo predecessore che pure aveva inizialmente riferito di esserci e che era stato l’ospite di punta del precedente ricevimento tenuto da Piemontese, quello per il battesimo della propria figlia. 

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