Tutti in aula il 18 per Ataf, ma minaccia di non votare il consuntivo. Monito revisori su PNRR e partecipate
Rischia di essere giugno il mese della verità per il campo largo che da fine 2023 governa la città di Foggia. Il braccio di ferro tra la sindaca Marida Episcopo e la parte maggioritaria della sua maggioranza potrebbe arrivare fino al punto di non ritorno, ovvero la spada di Damocle dello scioglimento del consiglio comunale da parte del prefetto Paolo Giovanni Grieco per mancata approvazione del bilancio consuntivo entro i termini di legge. Il ritorno in aula è previsto per lunedì 18 maggio per garantire la salvaguardia di tutti i dipendenti della controllata del trasporto pubblico locale Ataf spa. Anche i partiti in questo momento in rottura con Episcopo – ovvero Pd, M5S, AVS e Prossima – saranno presenti in aula e voteranno in favore della proposta di delibera con cui si rinnoverà l’affidamento in house del servizio. Ma rispetto al bilancio le intenzioni sono totalmente diverse. “Se la sindaca non avrà prima chiuso la crisi non avrà i numeri per approvarlo”, garantiscono dalla coalizione a l’Attacco. “Mancheremo in 16, oltre ai 9 della minoranza. Andrà a sbattere”. Sarebbe un fatto clamoroso, perché in quel caso interverrebbe il prefetto con una formale diffida e scatterebbero i 21 giorni di tempo per l’approvazione da parte del consiglio. Qualora non arrivasse Grieco scioglierebbe la massima assise cittadina. Il piano è dunque chiaro: mettere Episcopo con le spalle al muro e farle comprendere che da sola non va da nessuna parte.
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