“Sono e sarò sempre dalla parte degli agricoltori e degli autotrasportatori, soprattutto in una fase di crisi congiunturale che aggrava ulteriormente il peso del caro-diesel su comparti essenziali per la nostra economia. Ma non accetto lezioni da chi ha contribuito a costruire il quadro politico e normativo che oggi penalizza queste categorie”. Lo dichiara l’on. Giandonato La Salandra, deputato foggiano di Fratelli d’Italia, componente della Commissione Agricoltura.

“Agricoltori e autotrasportatori scendono in piazza e bloccano arterie fondamentali del traffico, anche e soprattutto per l’insostenibile caro carburanti, mentre la crisi dell’olio esaspera ulteriormente gli olivicoltori. A Palazzo di Città, intanto, non si riesce neppure a nominare un assessore alle Attività produttive. La crisi corre, la sindaca Episcopo prende tempo. E Foggia paga il prezzo dell’indecisione e delle divisioni del campo largo”. È l’affondo di Nunzio Angiola, consigliere comunale di Foggia e segretario provinciale del movimento Cambia, sulla mancata sostituzione di Luigi Iorio.

“Ieri sono intervenuta in aula per portare la voce della mia terra, quella della Puglia e della Capitanata. E la disperazione degli agricoltori e degli autotrasportatori che chiedono ascolto ad un Governo che continua ad essere sordo. La presidente Meloni, durante l’informativa di ieri, ha solo sfiorato il tema agricolo. In compenso tante chiacchiere inutili che stanno affossando l’economia nazionale: una cosa vergognosa. Urgono il riconoscimento dello stato di crisi e azioni concrete che permettano di poter guardare ad un futuro possibile per attività che oggi sono totalmente al collasso”. È quanto racconta la senatrice del Movimento 5 Stelle Gisella Naturale rispetto al proprio costante e serio interessamento per il comparto agricolo,

Il passaggio dalla maggioranza all’opposizione del consigliere socialista Mino Di Chiara sta prendendo più tempo del previsto. Lo strappo con il campo largo foggiano sembrava ormai inevitabile dopo la sfuriata pronunciata nell’ultimo Consiglio comunale, quando nel mirino del consigliere erano finiti la Sindaca Episcopo e gli alleati di Pd e M5S. Eppure, la conferenza stampa che avrebbe dovuto formalizzare il trasferimento del Psi tra i banchi della minoranza è rimasta in sospeso. A frenare la rottura sarebbero stati soprattutto i vertici regionali e nazionali del partito, preoccupati dalle conseguenze che un’uscita dalla maggioranza potrebbe avere a pochi mesi dalle prossime elezioni Politiche, in programma tra la primavera e l’autunno 2027. La scintilla era stata la revoca dell’incarico di assessore al socialista Luigi Iorio, decisa da Episcopo dopo la mancata partecipazione alla seduta di Giunta chiamata ad approvare il Piao. L’assenza di Iorio e degli assessori di Pd e M5S aveva fatto venire meno il numero legale ma, secondo la ricostruzione fornita da Di Chiara in Consiglio, sarebbero stati proprio gli alleati a spingere affinché il socialista non partecipasse. Alla fine, però, a pagare è stato soltanto il partito del garofano. La Sindaca ha motivato la revoca sostenendo che il Psi non avesse più i numeri per esprimere un assessore, dopo che Stefania Rignanese, contraria alla scelta di Iorio di disertare la riunione, aveva lasciato il gruppo socialista dichiarandosi indipendente. Una spiegazione che non ha placato la protesta di Mino Di Chiara e del segretario provinciale Michele Santarelli. Quest’ultimo aveva chiesto a Pd e M5S di intervenire per convincere Episcopo a reintegrare Iorio, senza ottenere la presa di posizione auspicata. Di Chiara aveva invece annunciato a l’Attacco una conferenza stampa per il lunedì successivo, nella quale formalizzare il passaggio all’opposizione. Poi, però, è arrivato il tentativo di mediazione dei vertici regionali, attraverso il consigliere Giulio Scapato, e soprattutto dei dirigenti nazionali. Due sere fa si è tenuta una riunione a distanza, durata quasi due ore, tra i socialisti foggiani e i vertici romani. Il messaggio sarebbe stato chiaro. Abbandonare il campo largo a un passo dalle Politiche, proprio a Foggia, città simbolo della prima vittoria della coalizione, rischierebbe di creare un precedente politicamente scomodo. La richiesta rivolta a Di Chiara e al gruppo locale sarebbe dunque quella di congelare lo strappo. I socialisti foggiani, tuttavia, continuano a porre come condizione per restare in maggioranza il reintegro di Iorio in Giunta. Una prospettiva difficile, considerata la posizione di totale chiusura assunta finora da Episcopo. Per questo non si esclude un secondo round di Mino Di Chiara nella prossima seduta consiliare, che la presidente dem Lia Azzarone si guarda bene dal convocare. Dietro la contesa locale si muove, del resto, una partita nazionale molto più ampia.

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