Prosegue il viaggio de l’Attacco dentro i circoli del Partito Democratico di Capitanata, alla ricerca delle diverse posizioni che stanno emergendo dopo le ultime competizioni elettorali. Tra regionali e provinciali, il confronto interno al Pd foggiano ha fatto affiorare malumori e richieste di una maggiore discussione sulle modalità con cui vengono assunte le decisioni, soprattutto sul rapporto tra federazione provinciale e territori. A Biccari, però, la lettura è più cauta. Il segretario cittadino Costantino Soccio ridimensiona alcune delle ricostruzioni circolate sulle provinciali e ritiene che il metodo seguito per la composizione della lista sia stato più condiviso di quanto sostenuto da altri esponenti del partito. Allo stesso tempo considera legittimo discutere del doppio incarico di Pierpaolo d’Arienzo e ritiene necessario che, con la ripresa dell’attività politica dopo la pausa estiva, il partito apra una riflessione sulle scorie lasciate dalle ultime elezioni. Il primo punto riguarda proprio le elezioni provinciali e le modalità con cui, secondo Soccio, sono state individuate le candidature. "Sulle provinciali, in questi giorni, ho letto cose che non corrispondono proprio al vero, rispetto a come sono andate davvero le cose. Innanzitutto, la lista del Partito Democratico è stata presentata in federazione a tutti i segretari dei circoli locali. In ogni caso, era stato preventivamente chiesto ai vari consiglieri comunali del Pd chi fosse disponibile a candidarsi. Per cui non me la sento di dire che la scelta sia stata completamente calata dall’alto, senza informare nessuno. È vero che la decisione finale è stata assunta dalla federazione, come avviene normalmente per la costruzione di una lista provinciale, però prima di arrivare a quel passaggio erano state raccolte le disponibilità dei territori e dei consiglieri comunali". Una ricostruzione che porta Soccio a prendere le distanze dall’idea di una totale esclusione dei circoli dalle scelte. La discussione sul funzionamento della federazione, tuttavia, secondo il segretario di Biccari resta aperta, soprattutto quando si passa dal metodo delle candidature al tema degli incarichi. "Per quanto riguarda, invece, la questione del doppio incarico di d’Arienzo, non voglio dargli addosso perché con Pierpaolo siamo amici. Però è chiaro che i doppi ruoli, secondo me, sono sempre troppo onerosi per una sola persona. A prescindere dal caso specifico di d’Arienzo, per esempio, anche il fatto che il presidente della Provincia sia un sindaco, che ha già notevoli carichi di responsabilità relativi al proprio comune, a mio avviso è da mettere in discussione. Questo non significa che sia impossibile e che non si possa fare, anche con successo, però inevitabilmente un ruolo sottrae energie al corretto svolgimento dell’altro. È una questione di tempo e di disponibilità. Quando si ricoprono incarichi politici e istituzionali così impegnativi, bisogna riuscire a garantire la presenza necessaria in entrambi i ruoli".