Festa de l’Unità Manfredonia, da palcoscenico regionale a piccolo ritrovo di circolo: il confronto col passato
C’è una fotografia che, più di altre, restituisce il momento attraversato dal Partito Democratico di Capitanata. È quella della Festa dell’Unità di Manfredonia, che nel giro di appena tre edizioni è passata dall’essere la vetrina del Pd pugliese a un appuntamento decisamente più circoscritto. Un ridimensionamento che segue, almeno in parte, quello della capacità del partito provinciale di imporsi sulla scena regionale e che quest’anno trova una spiegazione anche nella concomitanza con l’appuntamento di Martina Franca. Per capire la distanza basta tornare all’estate del 2024, quando la città sipontina ospitò la Festa regionale dell’Unità. Quattro giornate che portarono in Piazzale Ferri la segretaria nazionale Elly Schlein e un parterre di primo piano, con Andrea Orlando, Nicola Zingaretti, Francesco Boccia, Debora Serracchiani, Nichi Vendola, Antonio Decaro, Michele Emiliano, Gaetano Manfredi e Vito Leccese. Accanto agli esponenti dem trovarono spazio anche rappresentanti di altre forze politiche, tra cui Maria Elena Boschi, Teresa Bellanova, Alessandra Todde e Francesco Paolo Sisto. La stessa Federazione di Capitanata arrivava a quell’appuntamento dopo aver organizzato la Festa provinciale a Torremaggiore. Il segretario provinciale Pierpaolo d’Arienzo rivendicava allora la scelta di Manfredonia come un riconoscimento del ruolo della federazione foggiana nello scenario politico pugliese. Un anno dopo, però, la dimensione era già cambiata. La Festa del 2025 tornava infatti a essere un appuntamento territoriale di tre serate. Il programma, tuttavia, conservava una certa ambizione politica. Si partiva con Raffaele Piemontese, Paolo Campo e Pierpaolo d’Arienzo, si proseguiva con il Sindaco Domenico La Marca e il segretario cittadino Matteo Panza e si arrivava alla serata conclusiva dedicata all’Europa delle regioni, con Domenico De Santis, Lia Azzarone, Stefano Bonaccini e Antonio Decaro. La presenza di due figure di peso come Bonaccini e Decaro conferiva ancora alla manifestazione una dimensione che andava oltre il circuito cittadino. Poi si arriva al 2026. La Festa è in corso in questi giorni, sempre in Piazzale Ferri, e il programma restituisce una dimensione decisamente più contenuta.
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