L’arrivo della premier Giorgia Meloni ha dato il là alla ripresa dei lavori del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, che questa mattina si è riunito per fare il punto della situazione in vista di un autunno che si preannuncia caldo, non solo dal punto di vista meteorologico, ma per tutte le vertenze lavorative e le emergenze non solo sanitarie, ma anche ambientali. Sarà un ritorno amaro quello dei pugliesi dalle vacanze fra la stangata TARI e l’aumento dell’addizionale IRPEF in arrivo, per questo il presidente Antonio Decaro non può pensare di continuare a gestire questa fase di crisi in totale solitudine, con pochi fedelissimi burocrati che hanno un approccio che non tiene conto dei bisogni reali dei cittadini, specialmente nell’assistenza sanitaria sempre più carente.

Non sono tutti negativi i giudizi sulla fase politica che sta attraversando il Partito Democratico di Capitanata. O, almeno, non lo sono del tutto. Nel confronto interno ai dem foggiani non mancano infatti voci disposte a difendere l’attuale assetto provinciale e il lavoro svolto negli ultimi anni da Raffaele Piemontese e Pierpaolo d’Arienzo. È il caso di Vico del Gargano, dove il segretario cittadino Angelo Fiorentino si colloca su una linea sostanzialmente favorevole ai vertici del partito, pur riconoscendo la necessità di aprire una discussione seria sulle questioni che stanno alimentando il dibattito nei circoli della provincia. Dal doppio incarico di d’Arienzo ai metodi adottati in occasione delle ultime elezioni regionali e provinciali, Fiorentino non sottrae il proprio punto di vista alle questioni sollevate nelle ultime settimane e ritiene che il confronto interno debba essere avviato quanto prima. Una posizione che si estende anche al quadro nazionale, con lo sguardo già rivolto alle elezioni politiche del prossimo anno e alle scelte che il Pd sarà chiamato ad affrontare. Il primo giudizio riguarda proprio la segreteria provinciale e il rapporto con il vertice nazionale del partito. "Personalmente ho un buon giudizio dell’operato del segretario provinciale Pierpaolo d’Arienzo. E lo stesso vale per gli altri iscritti al circolo di Vico del Gargano. In questo momento ho qualche difficoltà a digerire la linea politica impressa al partito dalla segretaria Schlein. Le preferisco figure come Stefano Bonaccini o il nostro attuale presidente regionale Antonio Decaro. Se dovessi indicare un nome da candidare, come Partito Democratico, alla presidenza del Consiglio dei ministri, sceglierei uno tra questi due. Del resto, nel partito, come me, la pensano in tanti. I circoli avevano scelto Bonaccini come segretario, mentre Schlein ha vinto solo dopo il voto dei non iscritti. Credo siano gli unici, Decaro e Bonaccini, ad essere in grado di competere con Giorgia Meloni. Il fatto che lo statuto del partito dica che la segretaria ha diritto ad essere candidata alla presidenza del Consiglio dei ministri non giova al centrosinistra e al campo largo. A mio avviso, dall’elezione di Schlein in poi, il partito è rimasto invariato. Non è cresciuto né a livello di iscritti né nei sondaggi. Bisogna essere obiettivi e fare dei calcoli. Per vincere, il suo nome, secondo me, non va bene". La posizione di Fiorentino sulla segreteria provinciale è invece più favorevole, pur con la disponibilità ad affrontare il tema del doppio incarico. "Il dibattito sul doppio incarico di d’Arienzo è legittimo. Ho la sensazione, però, che dall’interno si voglia colpire lui per arrivare a Raffaele Piemontese. Si tratta di una forma di opposizione interna che si è creata in questo momento nel partito. Però, se viene promossa una direzione provinciale per discutere questo aspetto, io partecipo e mi allineo senza problemi a quello che decide il partito e che stabilisce lo statuto. Siccome fino ad oggi, tuttavia, questo problema non è stato posto, nessuno prima d’ora ha messo in discussione la leadership provinciale di d’Arienzo, credo che adesso se ne parli per il semplice fatto che più di qualcuno non ha gradito gli ultimi risultati elettorali. Insomma, si tratta di scorie che ci si porta dietro dalle regionali e poi dalle provinciali".

Una Piazza Duomo gremita ha accolto venerdì sera il leader del Movimento 5Stelle, Giuseppe Conte. Il leader e parlamentare del MoVimento 5Stelle ha presentato il suo libro “Una nuova primavera”. L’evento, ha visto la partecipazione del Sindaco del Comune di Lucera, Giuseppe Pitta ed è stato moderato da Micky De Finis, attualmente assessore del Comune di Lucera con delega alla comunicazione istituzionale e al marketing territoriale. L’ex Premier era atteso nel centro federiciano già lo scorso luglio, ma imprevisti di natura personale hanno impedito la manifestazione, che è stata così posticipata a ieri. Conte si è concesso alla stampa parlando del tema più scottante del momento: quello della crisi energetica e dell’impennata dei costi del carburante. “Le famiglie e le risorse sono sul collasso”, ha affermato Conte in favore di telecamera, proseguendo sui temi della campagna elettorale e su un’eventuale alleanza con l’ala riformista che tenga dentro il campo largo e propaggini centriste. “I cittadini sono in grande difficoltà per il caro vita, il caro carburante e il caro bollette, nel mentre l’esecutivo si prepara a festeggiare quattro anni di attività di governo, quattro anni di durata ma senza alcuna riforma, un traguardo di cui non vi è nulla di cui vantarsi. Gli italiani hanno difficoltà addirittura a rientrare dalle ferie, ormai le pompe di benzina sono delle autentiche gioiellerie”, ha affermato l’ex Premier prima di salire sul palco dove era atteso dal moderatore. Conte ha rilanciato il tema di un’unità tra forze, anche per ciò che riguarda il nodo di un’inevitabile quadra con le forze di centro, affermando che: “Troveremo assolutamente una sintesi. C’è convergenza sul riarmo, lavoreremo ad un confronto aperto e trasparente e con il pieno coinvolgimento di quei cittadini che vogliono mandare a casa il Governo Meloni per un progetto di alleanza che cambi veramente la società e linea della politica interna ed estera di questo Governo che sono state fallimentari”. La questione delle cosiddette primarie resta ancora aperta, per la scelta di chi tra gli esponenti del campo largo dovrà proporsi alle prossime elezioni. Dal palco, l’ex Premier ha ricordato il valore del territorio dei Monti Dauni e della Capitanata in generale, lasciandosi andare a ricordi dell’infanzia legati anche alla città di Lucera, dopo aver salutato i Sindaci presenti in piazza. Conte ha parlato poi anche della necessità di avviare nuove politiche di crescita per la provincia di Foggia, ricordando l’impegno assunto negli anni del primo esecutivo da lui guidato con i fondi CIS Capitanata e con quelli del Pnrr, dopo. 

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