Non sono tutti negativi i giudizi sulla fase politica che sta attraversando il Partito Democratico di Capitanata. O, almeno, non lo sono del tutto. Nel confronto interno ai dem foggiani non mancano infatti voci disposte a difendere l’attuale assetto provinciale e il lavoro svolto negli ultimi anni da Raffaele Piemontese e Pierpaolo d’Arienzo. È il caso di Vico del Gargano, dove il segretario cittadino Angelo Fiorentino si colloca su una linea sostanzialmente favorevole ai vertici del partito, pur riconoscendo la necessità di aprire una discussione seria sulle questioni che stanno alimentando il dibattito nei circoli della provincia. Dal doppio incarico di d’Arienzo ai metodi adottati in occasione delle ultime elezioni regionali e provinciali, Fiorentino non sottrae il proprio punto di vista alle questioni sollevate nelle ultime settimane e ritiene che il confronto interno debba essere avviato quanto prima. Una posizione che si estende anche al quadro nazionale, con lo sguardo già rivolto alle elezioni politiche del prossimo anno e alle scelte che il Pd sarà chiamato ad affrontare. Il primo giudizio riguarda proprio la segreteria provinciale e il rapporto con il vertice nazionale del partito. "Personalmente ho un buon giudizio dell’operato del segretario provinciale Pierpaolo d’Arienzo. E lo stesso vale per gli altri iscritti al circolo di Vico del Gargano. In questo momento ho qualche difficoltà a digerire la linea politica impressa al partito dalla segretaria Schlein. Le preferisco figure come Stefano Bonaccini o il nostro attuale presidente regionale Antonio Decaro. Se dovessi indicare un nome da candidare, come Partito Democratico, alla presidenza del Consiglio dei ministri, sceglierei uno tra questi due. Del resto, nel partito, come me, la pensano in tanti. I circoli avevano scelto Bonaccini come segretario, mentre Schlein ha vinto solo dopo il voto dei non iscritti. Credo siano gli unici, Decaro e Bonaccini, ad essere in grado di competere con Giorgia Meloni. Il fatto che lo statuto del partito dica che la segretaria ha diritto ad essere candidata alla presidenza del Consiglio dei ministri non giova al centrosinistra e al campo largo. A mio avviso, dall’elezione di Schlein in poi, il partito è rimasto invariato. Non è cresciuto né a livello di iscritti né nei sondaggi. Bisogna essere obiettivi e fare dei calcoli. Per vincere, il suo nome, secondo me, non va bene". La posizione di Fiorentino sulla segreteria provinciale è invece più favorevole, pur con la disponibilità ad affrontare il tema del doppio incarico. "Il dibattito sul doppio incarico di d’Arienzo è legittimo. Ho la sensazione, però, che dall’interno si voglia colpire lui per arrivare a Raffaele Piemontese. Si tratta di una forma di opposizione interna che si è creata in questo momento nel partito. Però, se viene promossa una direzione provinciale per discutere questo aspetto, io partecipo e mi allineo senza problemi a quello che decide il partito e che stabilisce lo statuto. Siccome fino ad oggi, tuttavia, questo problema non è stato posto, nessuno prima d’ora ha messo in discussione la leadership provinciale di d’Arienzo, credo che adesso se ne parli per il semplice fatto che più di qualcuno non ha gradito gli ultimi risultati elettorali. Insomma, si tratta di scorie che ci si porta dietro dalle regionali e poi dalle provinciali".