Terremoto giudiziario, Corepla commissariato per 12 mesi: prima volta applicato codice antimafia per ambiente

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Il terremoto giudiziario che ha colpito Corepla, il consorzio nazionale che coordina la raccolta e il riciclo degli imballaggi in plastica, non è un fatto lontano. Per la provincia di Foggia – dove la gestione dei rifiuti è da anni terreno di tensioni, ritardi e impianti mai decollati – la notizia assume un peso particolare: riguarda la filiera che ogni giorno tratta ciò che i cittadini conferiscono negli appositi mastelli.

Il Tribunale di Milano ha disposto l’amministrazione giudiziaria per dodici mesi, contestando al consorzio una presunta agevolazione colposa nei confronti di una società consorziata coinvolta in gravi illeciti nella gestione dei rifiuti plastici. Secondo le indagini della Procura, tra il 2023 e il 2025 sarebbero state gestite in modo irregolare centinaia di migliaia di tonnellate di plastica, con controlli ritenuti insufficienti da parte dei vertici del consorzio.

Per Corepla – che coordina oltre 7.500 Comuni italiani e circa 2.500 aziende – si tratta di un provvedimento senza precedenti: mai prima d’ora l’articolo 34 del Codice Antimafia era stato applicato per reati ambientali.

In Capitanata, dove la raccolta differenziata procede a velocità variabile e dove l’impiantistica pubblica è spesso ferma o incompleta, la notizia arriva in un momento delicato. La filiera della plastica è uno dei segmenti più fragili: i Comuni dipendono da centri di selezione esterni, i costi oscillano e la qualità del materiale conferito non sempre è omogenea.

Il commissariamento di Corepla potrebbe avere due effetti immediati: maggiore rigidità nei controlli, con ricadute sui rapporti tra consorzio e gestori locali; una revisione delle procedure di selezione e stoccaggio, che potrebbe incidere sui flussi di plastica provenienti dalla provincia di Foggia.

Per i cittadini non cambierà nulla nell’immediato: la raccolta continua. Ma per gli amministratori locali e per le aziende del territorio si apre una fase di incertezza. La Capitanata, che già sconta ritardi strutturali, potrebbe trovarsi a dover adeguare procedure e verifiche in tempi rapidi.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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