La crisi della vitivinicoltura pugliese approda in IV Commissione consiliare, dove l’audizione dell’assessore regionale all’Agricoltura è stata richiesta dai consiglieri Marcello Lanotte e Paolo Dell’Erba di Forza Italia e da Luigi Lobuono, presidente del Gruppo Misto. Dal confronto sono emerse alcune aperture, ma restano numerosi interrogativi sul catasto vitivinicolo, sulle coltivazioni non autorizzate, sull’impiego dei fondi OCM e sull’eventuale attivazione della distillazione di crisi.
“Bene, ma non benissimo”, sintetizzano i promotori dell’audizione, dichiarandosi parzialmente soddisfatti. La disponibilità al confronto viene apprezzata, ma ora si chiedono interventi concreti, risorse definite e scadenze precise.
Tra le priorità figura l’aggiornamento del catasto vitivinicolo. Sebbene la revisione non sia di diretta competenza regionale, la Giunta viene sollecitata ad attivarsi presso gli organismi competenti. Senza dati certi sulle superfici vitate, sui livelli produttivi e sulle giacenze presenti nelle cantine è difficile programmare misure efficaci e individuare i vigneti abusivi.
“Occorre distinguere con chiarezza le aree autorizzate da quelle irregolari e intervenire immediatamente sulle coltivazioni abusive”, sottolineano i consiglieri richiamando anche le opportunità offerte dai fondi europei per la ristrutturazione dei vigneti e la riconversione produttiva. Alla sovrapproduzione si accompagna infatti un calo delle vendite che interessa i mercati regionali, nazionali e internazionali.
Sul rapporto tra quantità e qualità interviene Nicola Gatta. Il consigliere di FdI ricorda che nel 2021 un decreto aveva fissato per i vini comuni una resa massima di 300 quintali per ettaro, mentre la Puglia ha chiesto una deroga per innalzarla a 400. Una scelta che, a suo giudizio, rischia di accrescere le eccedenze. “Le risorse dell’OCM Vino devono sostenere la qualità e le produzioni tutelate dai disciplinari di origine”, afferma.
La distillazione di crisi viene considerata uno strumento utile per ritirare le eccedenze e alleggerire la pressione sui prezzi, purché sia temporanea, finanziata e accompagnata da politiche strutturali di promozione e valorizzazione.
“La Regione deve svolgere pienamente il proprio ruolo”, aggiunge Paolo Dell’Erba, chiedendo sostegni finanziari per i viticoltori e l’apertura di nuovi mercati per rafforzare le esportazioni.
Lanotte, Lobuono e Dell’Erba hanno quindi presentato una mozione che impegna la Giunta a predisporre un Piano straordinario per la vitivinicoltura, definire tempi e risorse per l’eventuale distillazione di crisi e istituire un Tavolo regionale permanente della filiera. Richiesta anche un’iniziativa presso ISMEA per sostenere le aziende in difficoltà nell’accesso al credito e nel pagamento dei mutui. L’auspicio è che la mozione venga condivisa ed esaminata rapidamente dal Consiglio regionale.
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