E’ il caldo torrido ad aver caratterizzato questa lunga estate, eppure non sono mancati neppure episodi di interazioni negative tra turisti e fauna selvatica, come i recenti casi di persone ferite da una tartaruga marina in Puglia che stanno sollevando paure e dubbi sulla fruizione del mare da parte dei bagnanti. “Non ci sono elementi per parlare di allarmi generalizzati: non possiamo parlare di aumento di aggressività della specie né di una escalation di aggressioni da parte di tartarughe marine. Dobbiamo seguire invece questi casi con attenzione e capire perché alcuni individui, in determinate circostanze, abbiano manifestato aggressività, per evitare nuovi incidenti. La convivenza sempre più stretta tra umani e Caretta caretta richiede una nuova attenzione e una gestione più corretta dell’habitat”. È questa, in breve, l’opinione dei tecnici del progetto Life Turtlenest, dedicato alla tutela della tartaruga marina e attivo sulle coste italiane ma anche spagnole e francesi, riguardo i recenti e incresciosi casi di attacco ai bagnanti avvenuti nelle acque di Lesina, in Puglia, da parte proprio di una tartaruga marina.

È trascorso un mese e qualche giorno dall’incontro pubblico promosso dal Comune di Troia per informare la cittadinanza, la stampa e la collettività dei comuni limitrofi, circa lo stato di avanzamento dei lavori di bonifica del sito di Giardinetto, altrimenti conosciuta come Industria Ambientale Organizzata S.r.l. (I.A.O.) Durante tale incontro come fatto sapere dal Sindaco del Comune di Troia, Francesco Caserta ai microfoni de l’Attacco in data 18 luglio, sarebbe stato spiegato ai cittadini il motivo per il quale il cantiere, la cui ripresa era stata annunciata proprio su queste colonne, era stato fermo e altri dettagli tecnici che il primo cittadino del paese dei rosoni non voleva svelare anzitempo.
La questione della bonifica del sito che, la cui area lo ricordiamo, consta di 40 ettari di superficie con 18,000 metri quadrati di capannoni, è stata destinataria negli anni di ingenti somme da parte della Regione Puglia. Da Bari furono difatti stanziati nel 2018 circa 29 milioni di euro, cui fecero seguito 19.850 mila euro rinvenienti da fondi del PNRR, per un totale di circa 49 milioni di euro. Risorse ingenti che furono successivamente incrementate con la dotazione PNRR del Lotto 2.a, di circa 27,26 milioni di euro, per un ammontare che sale così a 56,26 milioni di euro. Ma, nonostante la richiesta di accesso agli atti avanzata in aprile e il successivo sollecito di luglio, dall’infaticabile attivista pentastellata, Grazia Manna e dal consigliere comunale di Orsara, Giuseppe Zullo, circa lo stato di avanzamento dei lavori di bonifica di un sito che negli anni è stato definito un’autentica “bomba ecologica”, da palazzo di città tutto tace. Secondo quanto ha affermato nella sua ricostruzione cronachistica della vicenda, anno per anno, mese per mese, affidata ai social, Grazia Manna, afferma che anche il mondo dell’associazionismo del capoluogo si è speso negli ultimi mesi sulla vicenda.

Lo Schiapparo torna al centro del dibattito pubblico. Un’attenzione riaccesa anche attraverso un video pubblicato nelle scorse ore da Matteo Viggiani, segretario regionale del Partito Liberaldemocratico, che ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica le condizioni dell’Istmo e, soprattutto, la necessità di superare una logica fatta soltanto di emergenze e contrapposizioni.

Il futuro del Gargano richiede una strategia chiara di tutela, pianificazione e rigenerazione territoriale. Lo dichiarano Innocenza Starace, responsabile provinciale di Europa Verde della Provincia di Foggia, e Vincenzo Rizzi, naturalista, intervenendo sul tema del Piano del Parco Nazionale del Gargano e sul progressivo consumo di suolo che interessa diverse aree del promontorio.

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