C’è chi a Biccari è invece favorevole alla slittovia e difende l’iniziativa di Ecol Forest, come l’ex sindaco Gianfilippo Mignogna, che a l’Attacco spiega: “E' un progetto che le autorità ambientali competenti hanno giudicato compatibile. Ci sono diversi esempi, anche al Sud, di impianti di questo tipo o simili che, con impatti considerati compatibili, aiutano i comuni ad avere turismo ed economia”.

Rischia di complicarsi l’iter per la realizzazione a Biccari del progetto di slittovia presentato dalla Ecol Forest di Mario De Angelis, realtà notissima nel settore forestale ma anche per la costruzione e gestione del Parco Avventura di Biccari, vicino al quale nascerebbe la nuova opera. Un mese fa l’Attacco rivelò il contenuto del progetto e il via libera ottenuto senza difficoltà dalla Provincia di Foggia. Si intende dar vita ad una slittovia sul modello di quella esistente sulle Dolomiti lucane, fra i picchi di arenaria di Castelmezzano, in provincia di Potenza. Lo scorso 3 settembre il WWF Foggia, presieduto da Maurizio Marrese, ha presentato alla Provincia istanza di riesame in autotutela e contestuale richiesta di ritiro/annullamento con effetto immediato del parere favorevole di valutazione di incidenza ambientale reso il 6 agosto con determina del responsabile del Settore Ambiente della Provincia di Foggia, Antonello De Stasio, in relazione all’intervento, denominato “Progetto Daunia Forest Bob - Realizzazione di una slittovia stagionale con contestuale creazione e/o ripristino di alcune infrastrutture connesse all'esercizio dell'attività turistico-ricreativa”. La richiesta immediata è di sospendere l’efficacia del parere favorevole. “L'intero tracciato e le strutture accessorie ricadono integralmente all'interno di un'area boscata e montana di eccezionale pregio floristico e faunistico, tutelata a livello comunitario ed europeo: sito della Rete Natura 2000 designato come Zona Speciale di Conservazione (ZSC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS) come “Monte Cornacchia - Bosco Faeto”; Area Important Bird Area (IBA)  come “Monti della Daunia”, corridoio vitale per la fauna e l'avifauna migratoria e nidificante; area forestale caratterizzata da cenosi arboree strutturate a dominanza di cerro riferibili all'Habitat di interesse comunitario “Foreste Pannonico-Balcaniche di cerro e rovere”, nonché limitrofa a habitat prioritari tra cui “Faggeti degli Appennini con Taxus e Ilex”, ricorda Marrese nella propria lettera, inviata per conoscenza anche a Regione, Soprintendenza e Ministero dell’ambiente. “Il Settore Ambiente della Provincia di Foggia ha espresso parere favorevole di VIA, ritenendo l'intervento compatibile con le misure di salvaguardia della ZSC/ZPS. Si rileva tuttavia come tale parere sia inficiato da vizi procedimentali, omessa istruttoria, travisamento dei fatti ed evidente contrarietà con norme imperative di legge statale e regionale. Inoltre, che le conclusioni del parere non le riteniamo congrue alle premesse elencate”. Lo scorso 19 agosto il WWF Foggia ha presentato formale richiesta di accesso agli atti. Per l’associazione ambientalista ci sarebbe una “violazione imperativa e insanabile della legge quadro n. 353/2000 (articolo 10) e della legge regionale n. 18/2000 in materia di aree percorse dal fuoco. 

Piazza Alcide De Gasperi di fronte la Piscina Assori accanto ad un complesso di condomini tutti attorno ad una parrocchia e scuole vicino anche esse. È una distesa di alberi tagliati - la denuncia di Marco Matteo Papicchio -. Vi sono tracce di circa 30 alberi con i tronchi mozzati lasciati lì a marcire, alcuni datati, ma almeno una decina devono essere di non più di pochi mesi massimo un anno”.

“Non solo incendi: cosa sta succedendo ai boschi del Gargano?”. A porre la domanda è stato, giorni fa, la guida Domenico Sergio Antonacci, spiegando come da qualche anno, durante le estati più calde e siccitose, si noti un fenomeno sempre più evidente: il disseccamento precoce delle chiome. “Non è necessario addentrarsi nei boschi: lo si vede bene anche solo attraversando Bosco Quarto in auto da Cagnano Varano a San Giovanni Rotondo. Vere e proprie macchie marroni, visibili a chilometri di distanza, che nelle ultime settimane si stanno allargando a vista d'occhio. Ho notato differenze marcate anche nel giro di pochissimi giorni. Si tratta di un fenomeno recente per proporzioni e diffusione: nel 2024 ci furono zone fortemente colpite a sud di Bosco Quarto e Monte Spigno. soprattutto roverelle e lecci; nel 2025 l’impatto fu più contenuto grazie a un'estate relativamente più mite; mentre quest'anno il problema si è ripresentato con forza, in particolare nei boschi della parte centrale del Gargano, come ai margini di Bosco Quarto e nelle aree boscate tra Monte Spigno e Carpino”, ha sottolineato Antonacci. Un fenomeno che dal 2024 l’Università del Molise sta studiando, proprio rispetto al Gargano, col professor Michele Innangi, di origini viestane. Ma c’è anche uno studio SISEF (Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale), intitolato “Vulnerabilità delle foreste mediterranee a eventi climatici estremi di ondate di calore e siccità: il caso del disseccamento del leccio in Italia”, in cui è citato anche il caso Gargano. Il disseccamento è una risposta estrema di difesa contro la combinazione di siccità e calore prolungato, come sanno bene gli esperti, che l'Attacco ha ascoltato. “Ho foto risalenti al 2021, quando per me già c'erano segnali nel Gargano di come i cambiamenti climatici mettessero in sofferenza alcuni tipi di boschi”, afferma a l’Attacco il vichese Nello Biscotti, docente, dottore di ricerca in Geobotanica, botanico, ricercatore, impegnato nello studio dei paesaggi.  

Vegetali.
“Ora si sta allargando un po' la fascia dei boschi interessati da tale fenomeno: ci sono anche quelli termofili, che sono boschi misti con leccio, roverella e orniello. Mostrano anch'essi segni di un disseccamento fogliare precoce, visibile già da agosto, segno evidente di un forte stress idrico. I boschi termofili sono quelli che una volta si definivano boschi di transizione, ovvero una via di mezzo tra la fascia costiera, che presenta una vegetazione mediterranea dominata dei pini, e la fascia interna caratterizzata da cerro e faggio”, sottolinea l’esperto.



Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet