Non un cartellone di eventi come tanti - come ha rimarcato il commissario straordinario del Parco Nazionale del Gargano, Raffaele Di Mauro - ma un progetto di marketing territoriale capace di raccontare il Gargano come un’unica destinazione. Con questo spirito di “Gargano Vivo - Radici in cammino”, il nuovo festival promosso dall’Ente Parco e presentato sabato mattina nella sala consiliare del Comune di Peschici.

Ma perché i Canadair arrivano dopo diverse ore? Chi decide il loro impiego? È il Sindaco, il Prefetto, la Regione oppure qualcuno che opera direttamente sul fronte del fuoco? Sono tutti quesiti che, dopo l’ultimo devastante incendio di Peschici, alimentano il dibattito pubblico. 
Se li è posti anche l’ex questore Claudio Lecci, così come - sul piano politico - il consigliere regionale della Lega Napoleone Cera, il quale ha chiesto chiarimenti sulla disponibilità dei mezzi aerei in Puglia e sulla programmazione della campagna antincendio. Al di là della polemica, esiste una procedura precisa che regola ogni intervento. Per ricostruirla, l’Attacco ha raccolto la testimonianza di una fonte interna al sistema antincendio regionale (ARIF - l’Agenzia Regionale per le attività Irrigue e Forestali), che ha spiegato passo dopo passo come si sviluppa la catena operativa dal momento della prima segnalazione fino all’arrivo dei Canadair. Tutto comincia con una chiamata. Può arrivare da una vedetta, da un cittadino, da un automobilista o attraverso il numero verde. La segnalazione viene quindi presa in carico e sul posto interviene la squadra dell’ARIF, composta generalmente da quattro o cinque operatori coordinati da un caposquadra.
Se il rogo è circoscritto, l’intervento si conclude direttamente sul posto. Le fiamme vengono spente, si procede alla bonifica dell’area e vengono comunicati alla Sala Operativa Unificata Permanente della Regione Puglia, la SOUP di Bari, l’orario di apertura e chiusura dell’intervento, la superficie percorsa dal fuoco, il tipo di vegetazione interessata e le risorse impiegate.
Quando invece l’incendio assume dimensioni importanti o minaccia abitazioni, villaggi turistici o infrastrutture, lo scenario cambia completamente. “In quelle circostanze - spiega la fonte - si richiede immediatamente l’intervento dei Vigili del Fuoco. Da quel momento la direzione delle operazioni passa a loro, perché devono gestire anche gli aspetti legati alla sicurezza delle persone e alle eventuali evacuazioni”. È qui che entra in scena una figura forse poco nota al grande pubblico ma centrale nella gestione dell’emergenza: il DOS, acronimo di Direttore delle Operazioni di Spegnimento.
“È il DOS che coordina tutti gli uomini presenti sull’incendio: Vigili del Fuoco, ARIF, volontari della Protezione civile. Tutta la macchina operativa fa riferimento a lui”, racconta ancora la fonte.

La Villa Comunale di San Marco in Lamis, intitolata a Joseph Tusiani, poeta, saggista e scrittore dei “due mondi”, versa oggi in condizioni che non rendono giustizia alla memoria di uno dei cittadini sammarchesi più illustri di sempre. Quello che dovrebbe essere il cuore verde della nostra comunità si presenta invece come uno spazio pubblico trascurato, dove degrado, sporcizia e assenza di manutenzione rischiano di compromettere la fruibilità quotidiana da parte di bambini, famiglie, anziani e di tutti coloro che frequentano la struttura. La presenza di escrementi di animali, guano, rifiuti abbandonati, vetri di bottiglie lasciati da comportamenti incivili, aiuole prive di cura, alberature in sofferenza, panchine danneggiate e parti della pavimentazione deteriorate rappresentano una situazione non più tollerabile. Come movimento civico “La Svolta”, pur non condividendo la linea politica del consigliere comunale Sacha De Giovanni, riteniamo doveroso associarci alla sua iniziativa e alla sua interpellanza urgente sulla situazione della Villa Comunale, che sarà discussa nel prossimo Consiglio Comunale.

La senatrice del Movimento 5 Stelle, Gisella Naturale, con un’interrogazione parlamentare a sua prima firma, da poco depositata, ha inteso raccogliere ed estendere al ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, l’accorato appello - lanciato per l’ennesima volta negli scorsi giorni da diversi sindaci della Comunità del Parco nazionale del Gargano in concomitanza del vasto e pauroso rogo che ha recentemente interessato il territorio di Peschici - affinché l’aeroporto “Gino Lisa” di Foggia sia finalmente dotato di un canadair della flotta antincendio aerea dello Stato: in un territorio, soprattutto quello costiero non solo della Capitanata ma dell’intera Puglia, negli ultimi anni sempre più drammaticamente interessato, specie nel periodo estivo, dal progressivo incremento di intensi incendi boschivi che minacciano pesantemente, oltre che gli aggregati umani, le abitazioni, le infrastrutture e le attività produttive locali, anche aree caratterizzate da elevato pregio naturalistico e ambientale, rendendo quindi necessaria e non più procrastinabile una riduzione dei tempi di intervento dei mezzi aerei antincendio.



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