Il Parco Nazionale del Gargano ha partecipato alla giornata “Il mare è la loro casa”, una campagna di sensibilizzazione della LAV (Lega Antivivisezione), con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e della Guardia Costiera – Comando Generale delle Capitanerie di Porto. Il progetto punta a sensibilizzare bambini e famiglie al rispetto degli animali marini, imparando come comportamenti apparentemente innocui possano interferire con la loro vita e con il loro habitat.

“Quella di Manfredonia è una catastrofe rimossa”. Nelle parole della storica Giulia Malavasi, autrice del libro “Manfredonia, storia di una catastrofe continuata” nel 2015 nell’ambito del percorso della ricerca epidemiologica partecipata, c’è il senso di un evento enorme che non ha mai ricevuto l’attenzione nazionale che meritava. L’Attacco costantemente racconta di come tuttora, nel 2026, i veleni sprigionatisi dal petrolchimico Anic-Enichem del Golfo abitino ancora terreni e falda dell’area SIN (Sito di interesse nazionale) di Macchia, frazione di Monte Sant’Angelo. Un tema attualissimo, che è stato sviscerato in modo tecnico nella quattro giorni di eventi dedicati dalla Casa della salute e dell’ambiente di Manfredonia e dal Comune sipontino al cinquantenario dell’incidente più grave che interessò lo stabilimento Anic, quello del 26 settembre 1976 con lo scoppio della colonna d’arsenico. Gli interventi di carattere scientifico - finalizzati a far luce sullo stato di avanzamento attuale della bonifica, sugli effetti sulla salute della popolazione residente, sui motivi di una narrazione per decenni improntata alla “normalizzazione” di una situazione invece totalmente critica e negativa – sono stati di altissima qualità, ma all’impegno profuso dagli esperti e dagli organizzatori non è corrisposta la presenza in massa in primis delle tre comunità interessate, ovvero Manfredonia, Monte Sant’Angelo e Mattinata. Tanto da far chiedere a qualcuno cosa resti di questa ferita che non si rimargina, mezzo secolo dopo, nell’opinione pubblica. E, tra le varie assenze istituzionali, non si è mai vista nemmeno l’assessora all’ambiente del Comune sipontino, la dem Mariarita Valentino, che sarebbe stato lecito attendersi partecipasse attivamente.

L’Assessorato all’Ambiente e al Clima della Regione Puglia ha finanziato con complessivi 2,7 milioni di euro, a valere sul PR Puglia FESR-FSE+2021-2027, sei progetti tesi al ripristino e alla difesa degli ecosistemi marini nei siti della Rete Natura 2000, selezionati a seguito di specifico Avviso del Servizio Parchi e Tutela della Biodiversità. Beneficiari del contributo, di circa 450.000 euro a progetto, sono il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, il Consorzio di Gestione Area Marina Protetta Porto Cesareo, il Parco Litorale di Ugento - Comune di Ugento Ente di Gestione del Parco, il Comune di San Pietro Vernotico (BR) per la località "Bosco Tramazzone", l’Ente Parco Nazionale del Gargano Soggetto Gestore dell’AMP Isole Tremiti, le Riserve Naturali Regionali Orientate del Litorale Tarantino Orientale - Comune di Manduria (TA) Ente Gestore per la località Torre Colimena.

È tutt’altro che meramente commemorativo il programma di appuntamenti organizzati dalla Casa della salute e dell’ambiente e dal Comune di Manfredonia in occasione del cinquantenario del più grave incidente che interessò il petrolchimico Anic/Enichem del Golfo, quello del 26 settembre 1976.  Lo scoppio della colonna d’arsenico segnò la storia del territorio sipontino, con veleni che tuttora continuano ad avvelenare terreni e falda del SIN (Sito di interesse nazionale). “Manfredonia, 50 anni dopo: dalla memoria al futuro” è il titolo scelto per il programma, che ha preso il via ieri e proseguirà fino a domenica 27 settembre. Nel primo incontro, la conferenza “Salute e ambiente nel SIN di Manfredonia: evidenze, criticità, prospettive”, sono intervenuti il sindaco di Manfredonia Domenico la Marca, l’assessore del Comune di Monte Sant’Angelo Vittorio De Padova e il sindaco di Mattinata Michele Bisceglia. Poi le relazioni della presidente di Aress (l’Agenzia regionale per la salute) Lucia Bisceglia, del dottor Roberto Giua (ex direttore Arpa Puglia, che ora collabora con la Casa della salute e dell’ambiente) e del professor Annibale Biggeri (che dieci anni fa iniziò a guidare la ricerca epidemiologica partecipata voluta dall’amministrazione Riccardi). E’ stata l’occasione per discutere delle problematiche connesse alla salute dei residenti e del modello “One health citizen science”.

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