Lucera, prime crepe che rompono silenzio e diventano squarci di verità: gestione della Capitale della Cultura

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Le crepe si potevano agevolmente prevedere, perché la casa si è sempre mantenuta su strutture precarie, fatte di fuffa operativa, narrazioni suggestive e ben altri obiettivi rispetto a quelli dichiarati e raccontati ai sodali complici e agli allocchi ignari, spesso abbindolati con promesse che poi difficilmente sarebbero state mantenute. Si poteva prevedere pure il fatto che la scossa sarebbe stata la sospirata inaugurazione con annessa presentazione dei primi intendimenti concreti da attuare a Lucera in questo anno in cui svolgerà il ruolo di Capitale regionale della Cultura. Era perfino più facile pensare che le rotture inevitabili avrebbero avuto comunque un’intensità maggiormente soft, e invece il sistema di consenso e protezione dell'organizzazione messa in piedi dal sindaco Giuseppe Pitta sta tremando in questi ultimi due giorni fin dalle fondamenta, perché sono successe cose e sono state dette altre che finalmente aprono squarci di verità dall'interno e che ora mostrano le naturali conferme su quanto l'Attacco va dicendo da almeno un anno e mezzo. Solo che prima si sarebbe potuto credere che fossero suggestioni del giornale e del suo cronista, mentre adesso vengono fuori elementi oggettivi riferiti direttamente da chi è stato immerso nel gruppo di lavoro e da chi non ha avuto più timore di manifestare il proprio dissenso su metodologie e approcci costruiti più che altro per blindare un sistema di potere, anche economico, che consiste nella individuazione scientifica e nella distribuzione conseguente di risorse pubbliche che, com'era semplice intuire, sarebbe stata a beneficio di pochi e selezionati partner, i quali alla fine della giostra potrebbero arrivare a finanziamenti con grosse percentuali dell'oltre milione di euro messo sul tavolo di Palazzo Mozzagrugno.

La questione prima che tecnica è politica, perché finora nessuno ha toccato palla se non chi sia stato scelto da Pitta in persona che comunque ha affidato le chiavi della macchina solamente a Pasquale Gatta, lautamente remunerato nonostante sia stato autore di errori e defaillance dovute anche a una banale scarsa conoscenza del territorio in cui è stato chiamato a operare, lui di Monte Sant’Angelo dove ha già svolto lo stesso ruolo l‘anno scorso e lo farà anche nel prossimo ad Alberobello.

L’esplosione di queste situazioni ha provocato anche un affondo di una parte della minoranza a Palazzo Mozzagrugno, quella del gruppo “Per Lucera” composto dai consiglieri comunali Fabrizio Abate, Francesca Niro, Francesco Aquilano, Vincenzo Checchia, Raffaele La Vecchia che hanno diffuso una nota di biasimo su buona parte di quanto visto e fatti finora, partendo dai due fatti oggettivi degli ultimi giorni: le dimissioni di Luciano Toriello da portavoce del Comitato Tecnico-Scientifico e la denuncia dell’Associazione Gens Capitanatae su come funzionano le cose quando c’è di mezzo Gianni Finizio, uno al quale proprio Pitta ha già “promesso” perfino la gestione dei monumenti cittadini.

“Omissioni e dimenticanze imperdonabili – è scritto – compresa quella sull’attore Fabrizio Gifuni che tanto si è speso per la causa, e pure per la figura del drammaturgo lucerino Umberto Bozzini, la cui opera artistica viene portata avanti dall’Associazione Mythos che promuove in suo onore anche un concorso letterario nazionale. Queste crepe nell'organizzazione culturale più importante della città ci impensieriscono e ci pongono degli interrogativi. Il timore è che questa altisonante operazione si trasformi in un palcoscenico per pochi adepti, sempre i soliti, che metteranno in scena un copione già scritto da tempo, nonostante gli illusori tavoli tematici di progettazione aperti a tutte le associazioni culturali avessero fatto intendere un coinvolgimento ben più ampio. Questa volta però i soldi pubblici stanziati sono veramente tanti e i cittadini hanno il diritto di sapere come non mai in trasparenza criteri e motivazioni delle scelte fatte ed anche delle esclusioni. Non permetteremo che Lucera si trasformi da capitale della cultura in capitale del clientelismo e delle opacità”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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