Nemmeno il sempre attento assessore Francesco Schiavone è riuscito a fornire risposte soddisfacenti, né ad assumere un qualche preciso impegno per fare la necessaria chiarezza. Eppure servirebbe. Eccome se servirebbe, vista l’interrogazione che è stata posta nell’aula consiliare da Vincenzo Di Staso. L’ex candidato Sindaco, infatti, sfinito dall’attesa (vana) per avere riscontro alla richiesta di accesso agli atti che aveva avanzato, ha posto in forma di interrogazione tutti i dubbi sorti al riguardo del mercato settimanale Scaloria. Principalmente due: il primo sui distributori automatici che erano posti all’interno dell’area mercatale, il secondo sugli affidamenti diretti che si succedono per quanto concerne l’apertura (e pulizia) dei bagni. Di Staso ha dovuto prendere atto che il settore della Attività Produttive “ha declinato ogni tipo di responsabilità sull’utilizzo dei locali siti nella area mercatale di Scaloria, anche per quanto attiene alla installazione di distributori automatici di alimenti e bevande, ma poi lo stesso settore – annota il consigliere di Strada Facendo - ripetutamente dispone affidamenti diretti per la manutenzione e pulizia dei medesimi locali in occasione della Festa Patronale”. E’ stata di questo tenore la risposta che il dirigente all’Urbanistica e Sviluppo sostenibile Lucio Barbaro ha indirizzato al collega dirigente Tommaso Gioieni. Quest’ultimo, infatti, aveva provato ad affibbiargli un bubbone che, evidentemente, nessuno vuole districare. Quei distributori “allacciati ad utenza elettrica comunale – fa notare Di Staso -, non avevano ottenuto alcuna autorizzazione”. Dalle sue verifiche, è risultata solo un’istanza di autorizzazione per occupare un’area pubblica adiacente ad un’attività sita in Largo Diomede n.10, cioè in un luogo che si trova in tutt’altra parte della città. L’autorizzazione non è mai stata evasa e, a detta dello stesso dirigente del relativo settore, presenta incongruenze così evidenti - nella sua dichiarazione - da comportarne la sospensione. “Ecco perché a distanza di soli due giorni dal mio comunicato – aggiunge il consigliere di minoranza -, queste macchine venivano repentinamente asportate dei locali pubblici in questione. Il tutto nella totale indifferenza!”.
Lo stesso settore che sostiene di non essere competente, cioè quello diretto da Gioieni, è solito invece procedere con affidamenti diretti per la manutenzione e la pulizia dei bagni nell’occasione della festa patronale, quando l’area mercatale accoglie il luna park e, ovviamente, le frotte di visitatori che lo frequentano. Ed è qui che Di Staso ha acceso un ulteriore faro, dal momento che gli affidamenti diretti “vengono giustificati con la ragione dell’urgenza, nonostante si ripetano con lo stesso modello già da diversi anni e nei confronti della medesima cooperativa. L’ultimo affidamento ha liquidato € 4.700,00 per poco più di quattro giorni di apertura dei bagni dell’area mercatale”.
Anche se il consigliere comunale non l’ha detto, basta guardare l’atto e si vede che si tratta della cooperativa Team Service. “La cooperativa destinataria di tali affidamenti diretti, secondo la visura camerale, terrebbe nella sua compagine sociale alla data dell’ultimo affidamento (26 agosto 2024), un consigliere comunale di maggioranza”.
Per avere contezza di chi sia, è sufficiente leggere i curriculum dei consiglieri comunali pubblicati nell’apposita sezione del sito istituzionale. In quello della consigliera comunale Maria D’Ambrosio, alla voce “Esperienze lavorative e professionali” la 28enne eletta nelle liste di CON Manfredonia ha scritto che è stata socia e vice presidente della cooperativa Team Service dall’aprile 2019 all’aprile 2024. Stando invece alla visura, il cambio di amministrazione è stato comunicato alla Camera di Commercio nel gennaio 2025. Ciò significa che nell’agosto 2024, cioè quando fu disposto l’affidamento in favore di Team Service, la sua vicepresidente era anche consigliera comunale di maggioranza.
Bene specificare che non c’è nulla di contrario alla legge, piuttosto le perplessità vertono sulle ragioni di opportunità. Era proprio il caso di procedere con quell’affidamento urgente senza chiedere preventivi ad altri? In fin dei conti, la festa patronale si svolge ogni anno nelle stesse date e nella stessa locazione. Perché non procedere per tempo, piuttosto che ridursi agli ultimi istanti che, poi, motivano l’urgenza con cui gli uffici comunali procedono?
C’è molto silenzio tra i corridoi di Palazzo San Domenico, se si cerca di saperne di più. Probabilmente lo si deve al fatto che - come appurato da l’Attacco – la cooperativa Team Service ha sede a Manfredonia, al civico 12 di via Elvio Giustino. In quegli stessi locali è presente il centro culturale dell’associazione Diomedes, lungamente capitanata dal papà della consigliera, Vittorio D’Ambrosio. Una volta lavoratore socialmente utile, ha visto anch’egli riconosciuto il proprio lavoro diventando dipendente comunale al pari dei colleghi. Assisteva l’allora vicesindaco Salvatore Zingariello prima che la battaglia delle primarie PD lo facesse spostare a sostegno di Angelo Riccardi. Di strada ne ha fatta e, ora, oltre ad avere una figlia in Consiglio comunale, può contare nell’assise anche sul secondo eletto di CON Manfredonia, Michele Prencipe. Come dire che due consiglieri rispondono a lui, nessuno all’assessora che li rappresenta: Maria Teresa Valente.
“Tutto prosegue, come se niente fosse, alla luce del sole!”, è il finale dell’avvocato Vincenzo Di Staso. Il finale del suo intervento in Consiglio, si spera non sia il finale della vicenda. Che finita non è.
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