Anziché scemare, aumentano le contestazioni rispetto ai profili di illegittimità della contestata gara col massimo ribasso per l’affidamento della concessione dello stadio comunale Pino Zaccheria (vinta da Heraclea Candela di De Vitto e Casillo per il canone mensile di mille euro). L’ultima novità attiene ad un serissimo ed insanabile difetto di competenza, tale da invalidare l’intero iter. Lo ha rivelato ieri mattina, in apertura della seduta di consiglio comunale, l’eletto di opposizione Giuseppe Mainiero: “Ho chiesto formalmente al segretario generale l’immediata revoca delle due delibere di giunta, per competenza del consiglio comunale, sull’indirizzo della concessione dello stadio”. L’articolo 42 del Tuel (Testo unico degli enti locali) attribuisce al consiglio la competenza in merito alle concessioni e difatti quando il 20 aprile 2023 la commissione straordinaria, che allora reggeva Palazzo di città, dovette adottare atto di indirizzo e schema di convenzione per la gestione dell’impianto sportivo, lo fece coi poteri del consiglio e non della giunta, come invece fatto dall’esecutivo Episcopo. Ma c’è di più. Mainiero, dopo aver presentato l’esposto, aveva interpellato il segretario generale Alfredo Mignozzi, il quale – evidentemente rilevando egli stesso profili illegittimi nella procedura seguita – ha chiesto ai dirigenti competenti di valutare se revocare parzialmente in autotutela. A rispondergli sono stati Giuseppe Marchitelli, Irene Licari e Tullio Daniele Mendolicchio, che hanno ribadito il proprio convincimento rispetto alla liceità dell’iter sotto ogni aspetto. Si è invece sfilata la dirigente dell’Avvocatura Maria Antonucci, dubbiosa pure lei come Mignozzi.
Tra le argomentazioni poste a propria difesa, i tre dirigenti hanno scritto, ad esempio, che non c’era bisogno di acquisire i pareri contabili “perché si tratta di concessione, cioè di contratto comportante entrate per il Comune”. Una versione smentita da quanto scritto con nota interna a settembre scorso dallo stesso Mignozzi. Il parere contabile è obbligatorio quando gli atti hanno riflessi diretti o indiretti sul bilancio dell’ente, anche sul piano patrimoniale, come avviene nel caso delle concessioni di servizi. Nel mirino ci sono sì i dirigenti, peraltro, ma anche e soprattutto chi ha voluto e coordinato l’intero iter, ovvero il super assessore a urbanistica e lavori pubblici Pino Galasso, decariano doc, apparso defilato rispetto al collega dello sport Di Molfetta ma vero artefice di questa vicenda. Quanto politicamente sia un tema caldo lo confermano da ultimo i rumors per i quali il Pd, che da subito aveva espresso perplessità don Dell’Aquila al pari del contiano Strippoli, avrebbe chiesto la revoca della gara sia in riunione di maggioranza che a Mignozzi.
In attesa di capire come le cose si evolveranno, la seduta di ieri è continuata con l’approvazione di vari debiti fuori bilancio e del bilancio consolidato. “I risultati sono molto positivi, testimoniano l’efficacia della politica di risanamento dell’ente”, ha esordito l’assessore al bilancio Davide Emanuele (Pd). “C’è stata una netta ripresa di Amgas spa rispetto al 2023, oltre ad un miglioramento di Ataf spa. Siamo comunque consapevoli di alcune sfide, è necessario consolidare recupero crediti e migliorare i servizi, avviare il servizio di porta a porta per utenze domestiche e introdurre i cassonetti intelligenti. C’è un percorso virtuoso di riduzione dell’indebitamento e maggiore capacità finanziaria, ovvero liquidità”.
“Questa solidità a nostro avviso, però, non si traduce in efficienza e raggiungimento degli obiettivi”, ha ribattuto il capogruppo di FdI Claudio Amorese. “Se un consiglio comunale offre indirizzi ai cda delle partecipate bisogna verificare poi se vengano attuati. Il vostro management di Ataf non solo non ha raggiunto gli obiettivi ma ha anche criticato la proprietà, lo hanno scritto. Mai sentito che si contraddica la proprietà. Nemmeno Amgas ha centrato gli obiettivi. Su Amiu vorremmo avere notizia degli approfondimenti sul controllo analogo fatti per cui è stato incaricato il professore e avvocato Ilacqua, per non parlare del paradosso assoluto della società che ha denunciato il Comune, società che non rispetta quanto previsto dal contratto di servizio. Si scorra la graduatoria per le assunzioni, ce ne vogliono di più. I cassonetti intelligenti non li abbiamo ancora visti. C’è poi la questione annosa di AM Service, dove è necessario disgiungere la gestione del calore dalle manutenzioni. Speriamo che si stia avviando questo processo di scissione delle due attività. Servirebbe un ufficio energia nella tecnostruttura comunale, senza le opportune competenze non si può lavorare. Vediamo un doppio immobilismo nel Comune e nei cda delle partecipate. Ed è possibile che siamo commissariati ovunque? La sindaca chieda alla Regione di metter fine al commissariamento dell’ente Fiera, per cui sborsiamo ogni anno 200mila euro. Anche se sono dello stesso vostro partito dovete farvi valere a Bari, in Regione. Non basta avere i conti in ordine, servono azioni incisive. Grave, infine, che l’ufficio partecipate non produca ai consiglieri i bilanci delle singole partecipate, lo abbiamo già detto all’ex dirigente Marchitelli”, ha concluso il meloniano.
“Il tutta un’altra storia, claim della campagna elettorale, dopo 24 mesi io non lo registro”, ha detto Pasquale Cataneo (Italia del Meridione), eletto con la maggioranza ma oggi candidato di Forza Italia alle regionali. Ormai imminente il passaggio all’opposizione.
“E’ cominciato il valzer, c’è crisi di maggioranza. Non voglio immaginare cosa succederà il giorno dopo le elezioni regionali”, ha commentato Mainiero, tornato anch’egli a sollecitare risposte in merito all’attività dell’avvocato Ilacqua, di cui non è saputo assolutamente nulla dopo l’incarico conferitogli a febbraio scorso. “Siamo una colonia della città di Bari, un protettorato”.
Il dem Italo Pontone ha ironizzato sulle “assenze per malattia di questi giorni, qualcuna delle quali si è reiterata oggi”, riferendosi ai mal di pancia nell’alleato M5S. “La maggioranza tiene”, ha replicato a chi ha parlato di crepe nel campo largo. “Gli obiettivi da piano industriale Amiu sono stati raggiunti tutti. L’unico aspetto rimasto in sospeso riguarda l’impianto di biostabilizzazione, sul quale stiamo facendo più incontri. E’ una questione che però non riguarda né il Comune né Amiu”, ha replicato Emanuele. “Stiamo approfondendo la questione della scissione emersa per AM Service”. “Se finora abbiamo dato l’impressione di vivere di lentezza assicuro che stiamo diventando degli Speedy Gonzales”, ha promesso in conclusione la sindaca Episcopo. Il bilancio è infine passato con 17 favorevoli voti, 5 contrari.
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