Unifg, vendetta contro chi si è battuto per tentar di salvare il Demet e gli invisi. Porte chiuse a Cafarelli

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L’ultima, amara pagina della vicenda che in Unifg ha portato alla disattivazione del dipartimento Demet è caratterizzata, in queste settimane, dalle porte chiuse di altri dipartimenti a propri colleghi e persino a colei che finora è stata direttrice del Demet, la professoressa Barbara Cafarelli. Il rifiuto di accoglierli ha il sapore della vendetta dopo la legittima battaglia fatta dal Demet, con l’ex direttrice Lucia Maddalena e Cafarelli, per tentare di evitare la propria morte, determinata dalla scelta di un gruppo di docenti di dar vita al nuovo dipartimento di Scienze sociali, il DISS. L’Attacco a luglio diede in esclusiva la notizia della sentenza del TAR Puglia, che segnò l’esito più infausto per il Demet di via da Zara. Da fine 2023 c’era stata una costante tensione in Ateneo per via dello scontro tra il Demet (Economia, Management e Territorio) e il nuovo, terzo dipartimento dell’Area economica, il Diss (Scienze sociali), in cui si erano trasferiti parecchi dei docenti del Demet e che contava finora appena 11 studenti. Senza il numero minimo di docenti il Demet era condannato alla disattivazione, da qui la battaglia anche giudiziaria intrapresa da Maddalena per tentare di salvarlo. Nel frattempo, il 10 giugno scorso, il cda di Unifg aveva deliberato sul trasferimento di alcuni corsi, per il primo anno, dal Demet al Diss. Poi la decisione di merito del giudice amministrativo, col rigetto del ricorso della decana e la sua condanna al pagamento di spese processuali. Per il TAR “sia il ricorso introduttivo che i motivi aggiunti vanno dichiarati inammissibili per difetto di legittimazione attiva e carenza di interesse”. Ma “il ricorso è infondato anche nel merito”. Il problema vero, a quel punto, riguardava i 12 docenti superstiti del Demet. Un problema non da poco, perché c’era da capire quali dipartimenti avrebbero accolto docenti scomodi come Cafarelli ed altri, a cominciare dall’ex prorettrice Francesco Cangelli e dal professor Matteo Alessandro del Nobile, che pur essendo diventato delegato del rettore Lorenzo Lo Muzio resta in Unifg inviso a tanti per gli esposti fatti anni fa quando faceva parte del dipartimento SAFE (Agraria), da cui scaturì l’inchiesta di Finanza e Procura sui fondi del DARe Puglia. 

Ebbene, lo scorso 24 settembre la questione del cambio di afferenza dipartimentale è stata affrontata dal senato accademico. “Considerato che il DEMET cessa di esistere a far tempo dal 1° ottobre, per effetto della sentenza del TAR Puglia”, si legge nella delibera, è stata approvata la richiesta di trasferimento presso il dipartimento di Economia dei professori Cangelli, Luca Grilli, Leonardo Sergio Di Carlo e della dottoressa Gerarda Fattoruso. Via libera anche al trasferimento chiesto dal dottor Andrea Nigri presso il dipartimento di Scienze sociali.

I problemi insoluti riguardano tre docenti. A del Nobile è stata trasmessa “una formale richiesta atta ad acquisire una sua istanza circa la struttura dipartimentale alla quale intenderebbe afferire sulla scorta della sua valutazione circa l’affinità dal punto di vista della didattica e della ricerca”, dal momento che l’ordinario non ha effettuato alcuna scelta sapendosi sgradito in tutti i sette restanti dipartimenti.

Il senato ha infine invitato il dipartimento di Scienze sociali, guidato dalla direttrice Carmela Robustella, ad esprimere il parere, previsto dallo statuto, in merito alle richieste delle professoresse Cafarelli e Margherita Ciervo di trasferimento presso il dipartimento medesimo. Richieste risalenti a un mese fa, ma il consiglio del dipartimento di Scienze sociali, nella seduta del 16 settembre scorso, “non ha potuto esprimere il parere previsto in merito alle richieste, per carenza del numero legale richiesto per la validità della seduta”, a differenza del consiglio del dipartimento di Economia, che ha prontamente approvato le richieste che lo riguardavano nella seduta del 10 settembre.

Ma quel che è peggio è che, dopo che il senato ha invitato il consiglio del DISS a esprimere il parere su Cafarelli e Ciervo, stando a quanto trapela da Unifg, il parere reso sarebbe stato negativo, per giunta con una motivazione incentrato sulla lagnanza che entrambe avrebbero impedito ai docenti DISS di fare didattica e ricerca. Dà da pensare, infine, anche il fatto che il senato potrebbe esprimersi sul cambio di afferenza dipartimentale anche senza il parere del consiglio di dipartimento DISS (non vincolante), come fece già nel 2021 per dividere il gruppo di Agraria formato dagli invisi ordinari del Nobile e Diego Centonze, insieme alle ricercatrici che collaboravano con loro, Amalia Conte e Carmen Palermo.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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