È arrivato il giorno della resa dei conti per la sindaca di Foggia Marida Episcopo e la sua giunta, che incontreranno la maggioranza. Questo pomeriggio è convocato per le ore 18.00 il vertice chiesto da lungo tempo e costantemente rinviato. Nel mercoledì delle ceneri il campo largo si riunirà in una situazione di chiara crisi politica e di cesura evidente tra l’esecutivo cittadino, da un lato, e i consiglieri comunali, dall’altro. C’è chi ritiene che la riunione finirà con un nulla di fatto. Di certo la contrapposizione frontale è ormai diventata lampante dopo la diserzione dell’aula consiliare da parte di quasi l’intera coalizione di governo, facendo venir meno il numero legale e mandando deserta l’ultima seduta della massima assise cittadina. Episcopo, accusata da più parti di non confrontarsi e discutere con nessuno che non faccia parte del proprio “cerchio magico” di stretti collaboratori, continua a non voler cedere rispetto alle richieste di azzeramento della giunta e difende i propri assessori, che chi più chi meno non hanno mai brillato in oltre due anni dall’insediamento. Come rivelato su queste colonne, è furioso per tale suo modo di fare – evitando di discutere dei dossier sul tavolo – lo stesso dominus Pd Raffaele Piemontese, assessore regionale alle infrastrutture, il quale però blinda i propri assessori dem Alice Amatore (cultura) e Davide Emanuele (bilancio) in quanto eletti e dunque non rimovibili a suo dire dall’esecutivo. Una posizione, quella dell’apparato del partito, che è del tutto diversa da quella dell’esasperato gruppo consiliare Pd, dove sono definiti “sul piede di guerra” i consiglieri Italo Pontone, Anna Rita Palmieri e il capogruppo Pasquale dell’Aquila.
Pontone non perde occasione per sottolineare, nei proprio arguti video social dal proprio studio medico, come senza dialogo e condivisione non si vada avanti. “Ho ascoltato l’omelia del nostro amatissimo Papa: ha parlato di rispetto e condivisione. Il rispetto deve essere reciproco, non può essere mai unilaterale. E se le cose non vengono condivise non sempre ottengono i risultati sperati. È su questi termini che bisogna continuare a dialogare e ragionare”, ha detto Pontone ieri l’altro. “Non è stato un ottimo spettacolo”, aveva commentato dopo la seduta consiliare disertata in massa. “Siamo stati per lungo tempo in religioso silenzio, perché c’era una competizione elettorale”, il riferimento alle regionali di novembre scorso. “Abbiamo votato per lungo tempo tutto, pur non condividendone il 70-80%. Lo abbiamo fatto per senso di responsabilità ed attaccamento alla città e ai cittadini. Ma è mancato anche un minimo dialogo: se qualcuno avesse limitato il proprio modo di parlare ed agire, se da parte di qualche altra forza politica ci fosse stato un po’ di buon senso, non saremmo mai arrivati a fare quello che mai avremmo voluto fare. Questa città non si può permettere di avere una giunta non nella piena funzionalità. Una giunta che non ha tenuto conto assolutamente della volontà dei consiglieri comunali, che chiedevano di condividere le iniziative. Non meritiamo di apparire sui giornali come coloro che creano zizzania a questa amministrazione per avere poltrone, non ne abbiamo bisogno”. Ma non è un mistero che nel Pd, al di là della insoddisfazione per la chiusura in sé degli assessori ci sia la rivendicazione di un terzo assessorato dopo i risultati delle regionali. “Chiudere gli occhi davanti ad un ostacolo è il modo migliore per andarci a sbattere” è stato invece il commento del contiano Giovanni Quarato, presidente della commissione ambiente e territorio ed ex candidato sindaco. “Al di là della giunta, i nodi da sciogliere per la sindaca sono più generali: il primo attiene al metodo da lei usato, inviso a tutti; il secondo riguarda la necessità di accontentare le forze piccole della coalizione, per garantirsi i numeri in aula”, osservano a l’Attacco fonti interne al campo largo. Non si tratta solo dell’esasperazione di Pd, M5S, AVS e socialisti perché c’è anche la componente decariana, quella legata al presidente della Provincia di Foggia Giuseppe Nobiletti che rappresenterà Prossima a Palazzo di città. Nel M5S, l’europarlamentare e coordinatore provinciale Mario Furore, stando ai rumors, è pronto oggi a difendere dalle critiche l’operato della propria assessora alle politiche sociali Simona Mendolicchio – la meno amata da Episcopo – scaricando le responsabilità sulla dirigente Sara Croce, che non è mai andata d’accordo con Mendolicchio. Anzi, alcune indiscrezioni sostengono che tra le due ci sarebbe stato anche uno scontro plateale. Il M5S, insomma, solleciterà la rotazione degli incarichi.
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