E’ arrivato a metà mandato il rettore dell’Università di Foggia, Lorenzo Lo Muzio, che ha terminato il terzo anno del proprio sessennio. Era marzo 2023 quando fu eletto per guidare l’Ateneo daunio fino al 2029. Nel 2019 aveva perso la sfida contro Pierpaolo Limone, andato via a gennaio 2023 per accettare l’incarico di Magnifico di UniPegaso, il principale Ateneo telematico italiano. Poi, tre anni fa, ci fu stato lo scontro al vetriolo con la giurista sanseverese Donatella Curtotti, direttrice di Giurisprudenza. L’ampia convergenza di ben cinque dipartimenti consentì al 63enne ordinario di Malattie odontostomatologiche di trionfare. Un foggiano al vertice di Unifg - come chiedevano molti sia nella comunità accademica che in città - dopo il barese Giuliano Volpe, l’anconetano Maurizio Ricci e il salentino Limone. La guerra scatenatagli contro dagli oppositori resero assai turbolenti i mesi iniziali di mandato (dopo l’insediamento a maggio), fino all’accordo con Curtotti: da quel momento è scesa la pace in Ateneo e la sanseverese, diventata prorettrice vicaria, è stata sempre più protagonista, accanto o al posto di Lo Muzio nel timonare Unifg, relazionarsi con l’esterno, presenziare, indirizzare le scelte o porre veti. Oggi c’è chi non esclude affatto che, specie alla luce dei rumors che da mesi vogliono il rettore corteggiato da Marcello Gemmato - sottosegretario alla salute del governo Meloni, nonché coordinatore regionale del partito – come candidato per il Senato nelle elezioni politiche del 2027, Unifg possa andare incontro nuovamente, come già avvenuto con Limone, ad un mandato chiuso anzitempo. E chi dopo di lui? La stessa Curtotti, che da tempo ambisce al rettorato? Di sicuro a metà mandato è possibile tracciare un primo bilancio di quanto realizzato tra il 2023 ed oggi. Dopo il primo approfondimento, nei giorni scorsi dedicato al caso del crollo di domande per il TFA sostegno e alla cancellazione della sede di Troia per tali corsi, l’Attacco accende i riflettori sulla nota dolente dell’edilizia e di lavori che appaiono troppe volte al palo. Un vero paradosso in un Ateneo che ha un bisogno assillante di nuovi spazi e che viene penalizzata proprio dai limitati servizi che oggi riesce ad offrire con l’attuale dotazione edilizia. Questioni rispetto alle quali questo giornale ha contattato inutilmente, senza avere alcuna risposta, la delegata rettore all’edilizia, Curtotti. Ecco a che punto è la situazione rispetto all'ex caserma Miale, all'ex Conventino e al Polo biomedico.
Ex caserma Miale
La vicenda più singolare è quella dell’ex caserma Miale, per cui si attende ancora l’indizione della nuova gara. La prima, da oltre 17 milioni di euro – relativa all’affidamento dell'appalto integrato avente ad oggetto la progettazione esecutiva e l’esecuzione di lavori relativi all’intervento di ristrutturazione, rifunzionalizzazione e cambio di destinazione d'uso - fu indetta a luglio 2025 e, come rivelato in esclusiva da l’Attacco, annullata dopo molti mesi di stallo col ritiro di tutti gli atti a causa delle numerose criticità segnalate dal presidente dell’ANAC - Autorità nazionale anticorruzione, Busia. A lungo incerta sul da farsi, Unifg decise infine a giugno scorso di rifare la gara dopo la rassicurazione arrivata da Roma in merito ai fondi ministeriali.
Il 5 maggio l’Ateneo aveva chiesto al MUR (Ministero dell’Università e della ricerca) di voler confermare “che l’eventuale rinnovo della procedura di gara non incida sull’assegnazione del finanziamento e che lo stesso, in tal caso, resti confermato”. Il MUR fornì riscontro il 16 giugno scorso, comunicando, tra l’altro, che “preso atto delle motivazioni addotte dall’Ateneo ai fini dell’eventuale rinnovo delle procedure di gara, si fa presente che non sussistono i presupposti per provvedere alla revoca del finanziamento concesso, purché l’Ateneo si adoperi tempestivamente al fine di rimuovere le criticità rilevate dall’ANAC e consentire l’avvio dei lavori, dando conto nei prossimi monitoraggi ministeriali del nuovo cronoprogramma degli stessi”.
Nessun termine perentorio nella risposta ministeriale ma quel “tempestivamente” faceva capire che si sarebbe dovuto procedere quanto prima. Eppure ad oggi dell’indizione della nuova procedura non c’è neanche l’ombra e da giugno ad oggi sono già trascorsi inutilmente altri tre mesi. Cinque anni, invece, sono passati dallo stanziamento della Regione, a fine 2021, da 7,5 milioni di euro per consentire ad Unifg di acquistare l’ex scuola di polizia, mentre a oltre oltre due anni fa risale l’ottenimento dei fondi per 12,7 milioni di euro dal Ministero. Nel frattempo si sono alternati due rettori ma non si ha la minima idea di quando l’opera potrà essere conclusa.
Ex Conventino
Sbagliava chi pensava, mesi fa, che si fosse finalmente sbloccata la situazione relativa all’ex Conventino, dove i lavori non sono mai nemmeno iniziati. Era il lontano 2020, rettore Pierpaolo Limone, quando fu firmato l’atto di comodato gratuito con l’ASP dell’Addolorata di Patrizia Lusi, finalizzata al recupero funzionale del complesso edilizio ex Monastero dei Frati Domenicani Conventino, situato in pieno centro. All’atto della stipula del contratto di comodato erano in corso dei lavori di ristrutturazione e riqualificazione su una porzione dell’immobile finalizzati alla realizzazione di un asilo nido. In base al contratto, l’ASP avrebbe dovuto completare entro dicembre 2021 quell'intervento per consegnare anche quella porzione all’Ateneo. Ma così non è stato, nulla è stato realizzato e nei mesi scorsi Unifg ha preso in carico l’intero immobile.
Il 27 maggio scorso il cda dell’Ateneo diede il proprio libera all’atto modificativo del contratto di comodato e stipula di contratto di locazione passiva. Insomma, da comodato gratuito a parecchio oneroso, con canone di 15mila euro annui per 25 anni. E oggi? Rispetto alla parte dove nascerà una residenza universitaria il cantiere è del tutto fermo perché il progetto esecutivo deve superare la verifica. Si tratta dell’ultimo passaggio, ma sta portando via più tempo del previsto. L’auspicio in Unifg è che si riesca a chiuderlo entro la fine del mese. Per la parte dell’ex asilo, su via Barra, dopo la delibera del 27 maggio scorso in cui ci si impegnava alla sottoscrizione del contratto di locazione, ad oggi tale contratto non è stato ancora firmato. Insomma, tranne le attività preliminari di diagnosi del fabbricato, la prima pietra non è stata messa e serviranno non meno di due anni – sempre se l’impasse dovesse sbloccarsi a breve - per vedere l’ex Conventino finito.
Polo biomedico
L’unica nota positiva pare essere quella del nuovo plesso del Polo biomedico, che Unifg intende inaugurare entro la fine del 2026 e che è frutto dei fondi arrivati nel 2018 a Medicina clinica e sperimentale col riconoscimento di Dipartimento di eccellenza. Nel 2023 Proseco srl di Torremaggiore si aggiudicò l’appalto relativo ai lavori dell’immobile, destinato ad ospitare il “Centro di ricerca in alimentazione, stili di vita e modelli predittivi della salute”, del valore di oltre tre milioni di euro. “Ci è stato garantito che ora i lavori partiranno subito”, commentò all’epoca a l’Attacco l’ex direttore del dipartimento, il professor Lorenzo Lo Muzio. “Si realizza un sogno, dopo un'attesa iniziata a gennaio 2018 con quel riconoscimento. Ciò significa che inizieremo finalmente a dare aule adeguate ai nostri studenti, nuovi laboratori di ricerca e una nuova sede alla clinica odontoiatrica, riducendo le attuali spese di locazione”.
Sono invece fermi i lavori volti a completare l’ampliamento del Polo biomedico. Sempre nel 2023 fu realizzata la procedura aperta “per l'affidamento della progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di ampliamento del Polo Biomedico - 2° stralcio funzionale: Corpo didattica (lotto 2), in via Napoli”, importo di partenza 6.577.473,15 euro. Primo classificato fu il raggruppamento temporaneo barese tra le imprese Saulle Impianti di Ruvo di Puglia e Gecos di Andria. Tutto fermo, è quanto trapela, a causa della mancanza del titolo per via del cono di atterraggio aereo dell’aeroporto Gino Lisa. Impossibile, dunque, fare oggi previsioni sui tempi di ultimazione. Un vero peccato, considerando l’enorme crescita della qualità e dell’offerta formativa dell’Area medica di Unifg, che proprio nelle scorse ore ha annunciato l’introduzione di altre quattro Scuole di specializzazione, che così passano da 32 a 36, per 266 posti complessivi.
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