La carenza di posti nei cimiteri è diventata una delle emergenze primarie e gestionali per gli enti locali. La pressione demografica, l'esaurimento delle aree disponibili, la lentezza, i costi degli interventi di ampliamento o di realizzazione di nuovi “blocchi colombari, e la tutela dell’ambiente, rendono strategico il recupero della disponibilità dei loculi esistenti mediante una corretta gestione delle estumulazioni, cioè la rimozione del feretro dal loculo in seguito alla scadenza della concessione cimiteriale (ordinaria) o in via straordinaria. Ci sono leggi nazionali, regionali, che poi vengono recepite nei regolamenti comunali e di Polizia Mortuaria: “Per le estumulazioni, previste a livello nazionale, ci sono regole bene precise, perché non si tratta di operazioni semplici, ma coinvolgono diverse aree comunali, visto che non si possono ampliare continuamente i siti cimiteriali – ha dichiarato a l’Attacco, Augusto Ferrara, già Segretario al comune di San Severo -. Quelle ordinarie tengono conto del periodo di concessione temporale del loculo e ogni Comune ha lo strumento amministrativo per regolamentarle, partendo sempre da una manifestazione pubblica d’avviso che dev’essere gestita dal sindaco, dall’assessore, e dal funzionario incaricato ai Servizi cimiteriali. Fisicamente, l’operazione può essere gestita in house o da un general contractor”.
Estumulare, quindi, non è solo un atto tecnico, ma un'operazione complessa che riguarda aspetti igienico-sanitari (di competenza del sindaco quale autorità sanitaria locale), aspetti patrimoniali (la concessione del loculo come diritto reale d'uso su bene demaniale), aspetti familiari (la tutela della pietas dei congiunti) e aspetti economico-gestionali (il recupero del loculo per nuove concessioni). Una procedura incorretta può esporre il Comune a contenziosi con i familiari, a responsabilità amministrativo-contabile e, nei casi più gravi, a responsabilità penali (artt. 410-412 c.p. sulla profanazione delle salme).
Come riportato dall’esperto Marco Matteocci: “La gestione delle estumulazioni coinvolge più Aree comunali: il Servizio di Polizia Mortuaria (di norma incardinato nell'Ufficio Demografici o Servizi Cimiteriali), l'Ufficio Tecnico (per gli aspetti edilizi e strutturali del cimitero e per gli affidamenti dei lavori e dei servizi cimiteriali), il Sindaco quale autorità sanitaria locale (art. 50 TUEL e art. 12 D.P.R. 285/1990), il Segretario Comunale (per la regolarità procedimentale e l'aggiornamento del Regolamento comunale di Polizia Mortuaria)”.
La centralità del Regolamento comunale. “Il D.P.R. 285/1990 lascia ampi spazi alla disciplina regolamentare comunale per quanto concerne le tariffe, la durata delle concessioni, le modalità operative delle estumulazioni, la destinazione dei resti, gli adempimenti dei concessionari. È essenziale che il Comune sia dotato di un Regolamento di Polizia Mortuaria aggiornato. L'assenza o l'obsolescenza del Regolamento è il primo nodo da affrontare: senza basi regolatorie chiare, ogni decisione del responsabile espone a contestazioni”.
Il quadro normativo nazionale è ampio e, in questo contesto, si riportano solo le due operazioni principali. Esumazione: rimozione del feretro da una sepoltura sotto terra (campo comune, fossa, sepoltura in piena terra), artt. 82-85 D.P.R. 285/1990. Estumulazione: rimozione del feretro da una sepoltura fuori terra (loculo, tomba di famiglia, cripta, edicola), artt. 86-89 D.P.R. 285/1990. A San Severo, ad esempio, il Regolamento cimiteriale e di Polizia Mortuaria è stato approvato con deliberazione consiliare n. 99 del 27.11.2025 e l’accapo IV riguarda Esumazioni ed Estumulazioni; art. 41: “Sono estumulazioni ordinarie quelle eseguite allo scadere della concessione a tempo determinato o dopo una permanenza nel tumulo non inferiore alla concessione in vigore. Le estumulazioni, sia ordinarie che straordinarie, sono regolate dal Responsabile del Servizio competente con proprio provvedimento”.
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