Si rivolge a FILCAMS CGIL per difendere suoi diritti: finisce che presenta esposto contro sindacalista e avvocato




Si rivolge a FILCAMS CGIL per difendere suoi diritti: finisce che presenta esposto contro sindacalista e avvocato

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“Hai fatto la disdetta dal sindacato?”, è la frase che Francesco Ciarambino afferma di avere ricevuto dal proprio datore di lavoro in una conversazione WhatsApp e che ha successivamente sottoposto all’attenzione della FILCAMS CGIL di Foggia, alla quale si era rivolto per ottenere assistenza. Una domanda che, anziché rimanere un episodio circoscritto al rapporto con l’azienda, è diventata uno degli elementi di una storia decisamente più articolata. Perché Ciarambino, dopo avere chiesto al sindacato di tutelarlo rispetto alle proprie rivendicazioni lavorative, ha finito per contestare anche il comportamento di chi avrebbe dovuto assisterlo. Nel mirino sono finiti il funzionario sindacale Pierluigi Di Stasio e l’avvocato Andrea Dibitonto, professionista che gli sarebbe stato indicato dalla stessa struttura territoriale. Una vicenda che il lavoratore ha deciso di portare fino al Comitato di Garanzia competente della CGIL, attraverso un esposto formale datato 10 ottobre scorso, nel quale chiede di verificare il comportamento dei due professionisti e le modalità con cui è stata gestita la sua pratica. Per comprendere come si sia arrivati a questo punto bisogna tornare al rapporto di lavoro con La Pantera, società con sede a San Severo riconducibile - secondo quanto riferito nell’esposto - ad Angelo Palmisano. Ciarambino racconta di avere lavorato come autista e di avere riscontrato una serie di problemi riguardanti il trattamento contrattuale, le retribuzioni e il riconoscimento di diverse competenze. Nella lettera di assunzione – riferisce - il rapporto sarebbe stato ricondotto al contratto collettivo nazionale del terziario, identificato dal codice CNEL H011. Eppure, l’attività dell’impresa risulterebbe classificata - nella documentazione camerale in suo possesso - con il codice ATECO 2025 49.3, relativo agli altri trasporti terrestri di passeggeri. Il riferimento alla qualifica di autista e al contratto collettivo del trasporto di persone su strada sarebbe comparso soltanto nella successiva lettera di licenziamento, consegnata il 21 dicembre 2025. Una differenza che ritiene tutt’altro che marginale e che - a suo giudizio - avrebbe dovuto essere approfondita da chi aveva preso in carico la sua richiesta di assistenza. Alle questioni contrattuali, si aggiungono quelle economiche. Ciarambino lamenta il mancato riconoscimento di riposi, ferie, tredicesima, lavoro notturno e altre competenze che ritiene gli spettassero. Nell’esposto richiama anche il mancato riconoscimento della malattia e alcune irregolarità che avrebbe riscontrato nei cedolini, descrivendone le modalità di compilazione come problematiche e segnalando l’assenza di vidimazione. 

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