A dicembre 2025, nella precedente intervista su queste colonne, il commissario straordinario auspicò la fine del commissariamento dell’Ente Fiera di Foggia, che la Regione continua a negare. L’Attacco ha nuovamente ascoltato Claudio Sottile.

Come commenta la posizione della Regione? Riuscirà ad approvare il consuntivo 2025 entro il 31 maggio, visto che è uno dei motivi indicati da Bari per mantenere la gestione commissariale?
Auspicavo la fine del commissariamento perché ritenevo e ritengo che solo una governance forte, politicamente e istituzionalmente, possa affrontare le problematiche dell'ente e programmare il futuro, prendendo decisioni condivise e assumendo responsabilità che poi devono essere sostenute. Per rilanciare la Fiera ci vuole il concorso di tutte le istituzioni.  I 18 ettari di proprietà sono un patrimonio della città e della provincia. Non procedere al ripristino degli organi, inoltre, potrebbe portare al disimpegno di qualche socio dopo che faticosamente siamo tornati al ripristino delle quote. Resto comunque perplesso che tali decisioni possano essere assunte dagli uffici regionali e non dagli organi politici-amministrativi. Mi si contesta la mancata privatizzazione: a parte che sarebbe interessante verificare l'interesse per la gestione degli eventi fieristici di un ente che dispone solo di tre padiglioni attivi, resta aperta la questione che oggi la privatizzazione potrebbe far perdere quel vecchio finanziamento di oltre 10 milioni di euro per la manutenzione dei muri perimetrali, delle aeree interne e dei viali. E torna la questione degli organi statutari: se si vuole correre questo rischio lo decidano i soci. Per quanto riguarda il bilancio gli uffici stanno interloquendo costantemente con il collegio dei revisori per la redazione, che è in via completamento. Credo che potrà essere approvato nei tempi previsti dalla normativa.

Dopo quasi 10 anni e mezzo dal commissariamento, avvenuto da parte della Regione Puglia, il 22 dicembre 2015, Bari continua a dire che il ripristino degli organi statutari dell’Ente autonomo Fiera di Foggia non è possibile. Mentre sul sito internet dell’ente pubblico economico campeggia la mesta comunicazione che la Fiera dell’Agricoltura - che era prevista dal 1 al 3 maggio - è rinviata a settembre 2026, l’interlocuzione tra la Regione e l’attuale commissario straordinario Claudio Sottile, ex assessore del Comune capoluogo in carica da novembre 2024, si è concluso col nulla di fatto rispetto all’agognata fine della gestione commissariale. Con nota dello scorso 9 aprile la Regione Puglia, attraverso il Dipartimento Sviluppo Economico, nel riscontrare la relazione di fine mandato trasmessa da Sottile, ha fatto sapere che non sussistono ancora i presupposti per la cessazione del commissariamento, sottolineando che l'eventuale ripristino degli organi statutari è subordinato alla verifica di due requisiti fondamentali: l’effettivo riequilibrio economico-finanziario e patrimoniale, da accertare tramite il bilancio consuntivo 2025 (la cui approvazione, fissata da statuto al 31 maggio, si auspica sia puntualmente rispettata) e la relazione programmatica pluriennale, ad oggi mancante; la sussistenza delle condizioni per la continuità gestionale, che richiede l’approvazione di un nuovo piano di ristrutturazione in linea con i precedenti piani del 2014 e 2019, rimasti inattuati. In mancanza di tali elementi, la Regione ha chiarito di non poter considerare conclusa la fase commissariale né provvedere al rinnovo degli organi statutari. Ma ecco nel dettaglio cosa è avvenuto nelle scorse settimane, nel botta e risposta tra i due enti pubblici. La Regione ha scritto, oltre che ai vertici dell’Ente Fiera, anche ai soci, ovvero il presidente di Camera di commercio Pino Di Carlo, la sindaca di Foggia Marida Episcopo e il presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti. Quando Michele Emiliano il 2 dicembre 2024 nominò commissario Claudio Sottile, il decreto prevedeva la trasmissione di una relazione iniziale di insediamento, di periodiche relazioni semestrali oltre a quella di fine mandato. “Il commissariamento in questione integra, nella medesima figura, sia le funzioni di commissario straordinario, in sostituzione degli organi statutari per le attività di ordinaria amministrazione dell'ente pubblico economico, sia le funzioni di commissario ad acta per la trasformazione, le cui funzioni solitamente cessano al raggiungimento degli obiettivi, come risanamento finanziario e privatizzazione delle attività di gestione e organizzazione delle manifestazioni fieristiche”, ha ricordato la Regione rivolgendosi a Sottile.

Stiamo imparando a conoscere monsignor Ferretti come un vescovo che si muove con un approccio attento e costruttivo dentro le contraddizioni della città e che, fin dal suo insediamento, ha assicurato una presenza costante ai tavoli dedicati alle emergenze sociali. L’ultimo appuntamento in ordine di tempo, il momento di riflessione allargata su criminalità minorile e rieducazione sociale, promosso da Comune e Università di Foggia nell’ambito del programma “100 giorni per la legalità”. 

E’ ancora minima a Foggia, da parte della Prefettura, l’applicazione della prevenzione collaborativa, la nuova misura amministrativa introdotta nel 2021 nel Codice antimafia amministrativa e destinata ad essere usata per le imprese che facciano presumere infiltrazioni mafiose solo sporadiche o occasionali. Un'alternativa all'interdittiva antimafia, volta a salvare l'impresa e riportarla alla legalità, che dovrebbe relegare oggi l’interdittiva ad extrema ratio. Ma così non sta avvenendo ovunque e una conferma la si ha proprio rispetto alla Capitanata, dove le interdittive continuano a sovrastare in maniera massiccia i pochissimi casi di prevenzione collaborativa, come quello relativo all’impresa edile cerignolana Edil Cirsone un anno fa. “Un cambio di paradigma lo abbiamo registrato anche nella prevenzione amministrativa. Le Prefetture erano prima tenute ad applicare sempre la solita misura della interdittiva, ora le altre misure stanno iniziando a crescere significativamente. Come sta funzionando la riforma? I dati sono interessanti. Le Prefetture ci dicono che stanno applicando sempre il contraddittorio, l'interdittiva si sta marginalizzando e a Reggio Calabria, per esempio, per la quasi totalità si tratta oggi di prevenzione collaborativa. A Foggia, invece, la prevenzione collaborativa è passata dai soli tre atti dello scorso anno a cinque”. A rivelarlo, lunedì scorso a Foggia, è stato il professor Giuseppe Amarelli dell’Università di Napoli Federico II, intervenuto come relatore nel convegno “La prevenzione antimafia. Prassi applicative e prospettive di riforma”, organizzato da Unifg in collaborazione con l'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Foggia. 

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