Campo largo, dietro il ritorno in giunta il rischio di perdita dei fondi PNRR per i cassonetti intelligenti
Dietro il “senso di responsabilità verso la città”, che ha spinto gli assessori comunali foggiani di Pd e M5S a tornare a partecipare, mercoledì scorso, alla seduta di giunta – nel pieno dello scontro con la sindaca Marida Episcopo, c’è stata la necessità di approvare alcune delibere che non potevano essere rinviate o che erano particolarmente a cuore. “Non potevamo rischiare che andassero persi i fondi PNRR per i cassonetti intelligenti e che la sindaca convocasse una conferenza stampa per dire che era colpa di Pd e M5S la perdita dei fondi e la mancata organizzazione del concertone del primo maggio”, dicono a l’Attacco fonti del campo largo. “Quando c’è da monetizzare si presentano, eccome”, ribattono, sempre dietro le quinte, i sostenitori di Episcopo. Ciò che non poteva in alcun modo essere rinviato era, per quanto riguarda il servizio di igiene urbana, l’approvazione della dislocazione territoriale dei cassonetti intelligenti, che a Bari si vedono già da un po’ mentre a Foggia sono attesi da tempo, nonostante fossero stati previsti dal piano industriale per la fine del 2024, dunque nella fase transitoria. Nella delibera, adottata su proposta della vicesindaca contiana Lucia Aprile e inerente anche alle modalità di attuazione del servizio, si spiega la suddivisione del territorio urbano in due macroaree: una macroarea A in cui sviluppare una raccolta dei rifiuti “di prossimità” utilizzando cassonetti intelligenti per le frazioni organico, secco indifferenziato, plastica e multimateriale, carta e cartone, e campane, per la frazione vetro, queste ultime derivanti da un finanziamento Co.Re.Ve. nel frattempo intervenuto; una macroarea B in cui ipotizzare un successivo sistema di raccolta porta a porta, attualmente in fase di studio (congiuntamente con il DEC e Amiu Puglia spa), e in cui proseguire temporaneamente il servizio con cassonetti stradali opportunamente revisionati o sostituiti. Ma c’è un retroscena che spiega perché Pd e M5S (che esprimono nel cda Amiu Colomba Mongiello e Fabrizio Baia) dovessero necessariamente garantire l’approvazione di tale delibera.
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