Cin-cin Zeman, ma il Foggia è double-face

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Nel giorno in cui ha timbrato l’ultimo record sulla panchina del Foggia, Zdenek Zeman si è regalato anche la più zemaniana delle sue 100 vittorie in rossonero.

Emozioni e gol a grappoli così come piace al boemo, almeno per 45’ in campo la squadra è sembrata come telecomandata dal suo allenatore, roba da far stropicciare gli occhi: tutti a divertirsi sul luna park rossonero, quattro gol nel primo tempo dalle parti dello Zaccheria non si vedevano da tempo.

Troppo bello per essere vero, a maggior ragione dopo le recenti prestazioni in chiaroscuro, ed infatti il 5-2 sulla malcapitata Vibonese si porta dietro qualche strascico polemico di troppo, per come Curcio e compagni hanno interpretato la ripresa. Che è stata la netta antitesi della prima, sfavillante, frazione di gioco. E che inevitabilmente qualche riflessione a voce alta ha comportato.
Contro l’ultima della classe il Foggia nel primo tempo ha dilagato, troppo netto in campo il divario fra le due formazioni, c’è stato un momento in cui ad ogni folata offensiva c’era scompiglio nella difesa calabrese. Un vero e proprio tourbillon, con continue e veloci sovrapposizioni che creavano sempre la superiorità numerica e la possibilità di arrivare con irrisoria facilità alla conclusione.

Deve essere stato in quel frangente che Zeman si sarà detto con un sibilo: “Forse, ci siamo”. Salvo poi essere smentito da quell’orribile secondo tempo che ha strappato anche qualche fischio di disapprovazione ai tifosi sugli spalti. Dal 4-0 al 4-2 (con la possibilità anche dell’incredibile 4-3) il passo è stato breve. Difficile spiegare le luci e le ombre che hanno caratterizzato un match che, già abbondantemente in naftalina, ha permesso alla Vibonese di rialzare la testa. Foggia double-face: padrone assoluto della scena per un tempo, inguardabile per l’altro: 4-0 al riposo, 1-2 al 90’, fa 5-2 finale per i rossoneri, che però hanno qualcosa di cui farsi perdonare. “Abbiamo fatto 5 gol contro una squadra che prima di questa partita poteva vantare una buona difesa - ha evidenziato Zeman, che se non altro ha ritrovato la vervè realizzativa della sua squadra -. Sono soddisfatto di quanto fatto fin quì, è normale che mi aspetti qualcosa di più sempre, non mi accontento mai, e spero sia così anche per i ragazzi”. Contento a metà, dunque: “Bene nel primo tempo al di là dei gol fatti, in generale è stata la costruzione del gioco che mi è piaciuta. Nel secondo tempo poi loro hanno cambiato, giocando a cinque nel mezzo, eravamo due in meno e non riuscivamo a prenderli. Sarebbe stato necessario fare un lavoro diverso sugli esterni”.

E così una vittoria che nel punteggio resta solare ha finito con il sollevare qualche ombra, anche se in quella ripresa senz’anima il Foggia comunque ha dilapidato tre colossali palle-gol per far calare i titoli di coda anzitempo sul match: “Garofalo, Tuzzo e Ferrante sono stati imprecisi, altrimenti avremmo sofferto meno, però è anche vero che non siamo riusciti a giocare come nel primo tempo perché eravamo sempre in inferiorità numerica a centrocampo”, ha ammesso con onestà il tecnico di Praga che ad ogni modo ha più motivi per sorridere che non di rammaricarsi. Per Sdengo la metamorfosi rossonera tra i due tempi ha solo una spiegazione: “Si tratta di una questione tattica, a centrocampo loro hanno creato superiorità. Non sapevamo che pesci prendere, anche per lo stato fisico di Nicoletti che non ci ha aiutato, visto che chiudeva spesso in ritardo accentrandosi troppo”.

Nessun calo fisico, quindi, riprova ne sia il fatto di un solo cambio effettuato nei 90’: “Maselli è entrato perché Petermann aveva dolore al ginocchio. In futuro spero di non avere più questi problemi, ma molto dipende da dove ci alleniamo e come ci alleniamo. Per Catanzaro spero di recuperare Martino che ha la febbre e che farà il tampone. Di Grazia dovrebbe cominciare a lavorare con il gruppo, Merola e Markic no. Rocca continua ad avere dolore, se ce la fa a lavorare con il dolore può aggregarsi. Bisogna soffrire ogni tanto”.

RIBALTONE CATANZARO. Intanto il Catanzaro, prossima avversario del Foggia in campionato, è nella bufera. Il pari insipido di domenica scorsa a Monterosi è costato la panchina al tecnico Antonio Calabro, esonerato ieri assieme al suo staff. Oggi si conoscerà il nome del suo successore, il Catanzaro è in caduta verticale, in classifica è sesto a 25 punti, uno solo in più dei rossoneri che però in campo ne hanno realizzati 28, e dista 8 lunghezze dalla capolista Bari. I giallorossi nelle ultime sei hanno racimolato 5 punti, perdendo tre volte (con Monopoli, Bari e Turris), vincendo solo col Messina e pareggiando le ultime due con Juve Stabia e Monterosi.
Col Foggia domenica prossima al Ceravolo si giocherà alle 12.00 e non più alle 17.30: è ufficiale.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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