Nel pomeriggio in cui il Foggia prende definitivamente coscienza della sua modesta consistenza, rimbombano le parole di Emilio Longo, il tecnico del Crotone che solo qualche anno fa era sulla panchina del San Severo in Promozione, e che oggi con la sua squadra punta dritto al salto in B.
Le sue riflessioni sono la cartina di tornasole di quello che è il momento in casa rossonera: “Osservavo gli spalti mentre la mia squadra si riscaldava - ha detto a margine del match il tecnico salernitano -. Pensavo ai fasti di una realtà che ha fatto scuola a chi, come me, ha sempre pensato che il calcio vada oltre il risultato. Ho negli occhi un ambiente che produceva un’identità chiara, con il 4-3-3 zemaniano. Mi è dispiaciuto vederlo così. La vostra storia merita tanto, e lo dico come un umile portatore d’acqua del calcio”.
E poi così su Delio Rossi: “L’ho salutato e gli ho detto che diversi anni fa ero uno dei ragazzi che lo aspettava fuori dall’Arechi ai tempi della Salernitana”. Accadeva trenta anni fa, il presente è una ferita che sanguina e che mortifica la centenaria storia del club rossonero.
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