Fa discutere la decisione della Corte di Giustizia Tributaria sulla vicenda dei crediti fiscali acquistati dal gruppo Alfieri e utilizzati dal Trapani Calcio. Secondo quanto emerge dal provvedimento, i giudici tributari hanno escluso l’esistenza di un comportamento doloso o fraudolento da parte della società granata. In sostanza, per la Corte non emergono prove di una volontà di frode fiscale organizzata.
Il ricorso è stato accolto però solo in parte: le sanzioni sono state ridotte della metà, ma i giudici hanno comunque riconosciuto una responsabilità del Trapani Calcio e di SportInvest per non avere vigilato adeguatamente sull’attendibilità dei crediti acquistati e sulle operazioni riconducibili a Gianluca Alfieri, il giovane imprenditore finito al centro della maxi vicenda dei crediti inesistenti.
La Corte di Giustizia Tributaria ha in sostanza confermato che il Trapani è stato truffato un anno fa quando ha acquistato crediti d'imposta rivelatisi fasulli. La stessa sentenza era già arrivata anche per il Brescia, vittima dello stesso problema.
La sostanza, a livello sportivo, però non cambia: i pagamenti contestati (truffa o no) non sono stati corretti, e quindi la penalizzazione in classifica che poi ha portato alla retrocessione resta. Il Trapani potrà rivalersi (come il Brescia) solo su chi l'ha truffato, ma non dovrebbe avere alcuna chance per la riammissione in C.
Il Collegio di garanzia del Coni ha respinto l'ennesimo ricorso del club siculo contro 5 punti di penalizzazione e le varie ammende e inibizioni ai dirigenti. Probabilmente di ricorsi ne seguiranno ancora altri, ma questa sentenza del Coni sembra proprio chiarificatrice. Una volte per tutte.
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