Foggia Calcio a confronto con le misure di prevenzione: appuntamento domani alle 9 al Tribunale di Bari

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La programmata udienza di domani alle ore 9 davanti alla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Bari avrà inevitabili riflessi sull futuro immediato del Foggia. Alla presenza del procuratore Roberto Rossi, dell’amministratore giudiziario Vincenzo Vito Chionna, e dei soci Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto, oltre che dell’avvocato Roberto De Rossi, il Tribunale sarà chiamato a valutare se chiudere la misura o prorogarla ulteriormente almeno fino al 30 settembre prossimo. Nella decisione molto dipenderà dallo stato di avanzamento del modello organizzativo 231, che sta interessando il club ormai da diversi mesi.

Che cos’è il modello organizzativo 231. Il “modello organizzativo” richiamato nelle udienze è il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo previsto dal Decreto Legislativo 231/2001 ed è un insieme di regole, procedure e controlli interni finalizzati a prevenire il rischio che l’ente o la società venga coinvolto in attività illecite. In genere il modello si articola in due parti: una parte generale (che comprende il codice etico; i principi di legalità e trasparenza; il sistema disciplinare; l’ organismo di vigilanza (OdV); le procedure di controllo interno). E la parte speciale (che ingloba l’analisi delle aree a rischio; i protocolli specifici per prevenire determinati reati; le procedure per rapporti con tifosi, sponsor, fornitori, pubbliche amministrazioni e gestione finanziaria). Proprio la necessità di “implementare la parte speciale del modello organizzativo” è stata indicata dal Tribunale alla base della proroga che è stata concessa fino al prossimo 30 luglio.  

Gli scenari possibili. Tre gli scenari possibili: la cessazione dell’amministrazione giudiziaria se il Tribunale riterrà completato e adeguato il modello organizzativo e sufficientemente ridotto il rischio di condizionamenti esterni, con la conseguente conclusione della misura. La soluzione che molto probabilmente auspica la proprietà, che esce da mesi particolarmente complicati anche a livello gestionale e che è attesa da una stagione di rilancio. Potrebbe però anche prendere forma la proroga tecnica di poche settimane, scenario più che plausibile soprattutto se il modello risultasse quasi completato, ma necessitasse di ulteriori verifiche. Ma non è da escludere nemmeno un differimento più lungo, alla luce anche del fatto che la Procura aveva già chiesto una proroga compresa tra sei mesi e un anno, richiesta che ad aprile non è stata accolta integralmente. 

Sarà domani il Tribunale a decidere se prorogare la misura, nel caso non dovesse ritenere ancora completato il percorso di rafforzamento organizzativo. O se scrivere definitivamente la parola fine ai 14 mesi di amministrazione giudiziaria che hanno visto il Foggia Calcio essere il primo club calcistico in assoluto ad essere interessato da un provvedimento cautelare di questa natura. Imitato, subito dopo, da Crotone e Juve Stabia.

Non è nemmeno da scartare l’ipotesi che la misura si protragga fino alla chiusura del mercato estivo, prevista tradizionalmente tra fine agosto e inizio settembre: una proroga di uno o due mesi consentirebbe infatti all’amministratore giudiziario di accompagnare il club durante tutta la fase di costruzione dell’organico e delle operazioni societarie più delicate. 

Non esistono al momento indicazioni ufficiali che il Tribunale voglia arrivare a settembre, ma giuridicamente nulla lo impedisce se i giudici riterranno necessario consolidare il modello organizzativo e monitorarne l’effettiva applicazione.  

Dal tenore delle decisioni assunte finora emerge che il punto centrale non sembra essere più la gestione sportiva del club, bensì la verifica dell’efficacia del sistema di prevenzione e controllo che dovrà garantire l’autonomia della società rispetto a possibili condizionamenti esterni.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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