Niente esperimenti, almeno per ora. Contro il Cerignola Gaetano Auteri ha scelto la strada più prudente: stessi uomini e stesso sistema di gioco delle prime due giornate, con il 4-2-3-1 a fare ancora da riferimento. I nuovi arrivati Ravasio, Zuccon e Del Sole (quest’ultimo ancora non aggregato al gruppo, ndr) inizialmente si sono accomodati in panchina, nell’attesa che condizione atletica e conoscenza dei meccanismi raggiungano livelli adeguati. Nelle prime settimane di una stagione è normale che un allenatore si affidi ai calciatori che conosce meglio e che, soprattutto, hanno già assimilato i suoi automatismi. Che, in questa fase, possono valere più del semplice valore individuale.

Diecimilatrecentoquarantotto spettatori paganti, 5.329 abbonati. Numeri da capogiro per la Serie C, che raccontano molto più di una partita. Raccontano una città che ha ancora fame di calcio e un popolo che, nonostante anni di delusioni, non ha mai smesso davvero di sentirsi rossonero. Il derby di Capitanata ha restituito allo Zaccheria un’immagine che sembrava perduta: spalti pieni, passione, rumore, entusiasmo.

A notte fonda, quando il rumore del derby aveva ormai lasciato spazio al silenzio delle strade, il Cerignola ha ricevuto il regalo più bello. Quello della sua gente. La squadra è rientrata in città nel cuore della notte e ad attenderla ha trovato una folla di tifosi festanti, pronti a trasformare l’arrivo del pullman in una seconda celebrazione. Abbracci, cori, bandiere e l’orgoglio di chi sa di aver firmato una delle vittorie più significative della stagione. Perché battere il Foggia allo Zaccheria non è mai una partita come le altre. Farlo con una prestazione di personalità, organizzazione e intelligenza tattica rende l’impresa ancora più preziosa.

Il Cerignola si conferma indigesto per i rossoneri. Il primo stop stagionale della formazione di Auteri non deve però azzerare  le prime certezze di stagione emerse nei precedenti 180’. Il derby, una volta di più, è terreno minato per il Foggia. Una recente tradizione negativa che ha ormai assunto i contorni di una vera e propria sindrome: negli ultimi sette confronti, per sei volte i rossoneri ci hanno rimesso le penne. Anche stavolta, dunque, il verdetto sorride agli ofantini, capaci di interrompere la striscia iniziale dei rossoneri e di infliggere alla formazione di Gaetano Auteri il primo stop stagionale. Un passo falso che fa rumore, inevitabilmente, ma che non deve trasformarsi in una sentenza sull’identità di una squadra che, nelle prime uscite, aveva mostrato segnali incoraggianti.

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