Non c'è pace per Pantanella. Se, infatti, il progetto “Città Sicura” avviato dalla gestione commissariale del Comune di Foggia, proprio in questi giorni, sta provvedendo al rifacimento dei disastrati manti stradali, marciapiedi e sedute dell’area a ridosso del quartiere Macchia Gialla, non così si può dire del progetto sportivo e architettonico di riqualificazione del parco, che avrebbe dovuto essere preso in carico dal Consorzio locale Consport già a partire da oltre due anni fa e che invece resta ancora fermo al palo con non poca amarezza delle associazioni che compongono il consorzio.
L'ennesimo caso di abusivismo tiene in scacco questo importante pezzo di città, questo luogo pubblico, tra i rari parchi urbani di Foggia, che, dopo anni di abbandono e degrado, stava per giungere finalmente a un punto di svolta.
Una riqualificazione attesa dalla comunità da molto tempo e che, invece, resta nel guado dell'immobilismo a causa di un'altra occupazione abusiva, l'ultima di una lunga serie inanellatasi negli anni e che, di fatto, impedisce il progredire dei lavori del progetto che avrebbe dovuto rigenerare questo prezioso bene pubblico, restituendolo alla città in termini di un grande centro polisportivo all'aperto.
Dopo aver ricevuto, il 7 maggio del 2019, con delibera del Comune di Foggia, la concessione dell'impianto Pantanella, il Consorzio Consport, costituito da associazioni locali con una pluriennale esperienza nel settore dello sport, della salute e del benessere, era pronto a partire con il piano di riqualificazione che prevede la realizzazione di una "città dello sport", un centro polisportivo all'avanguardia “secondo i più elevati standard europei”, garantiscono le associazioni in campo, “dando, così, la possibilità a tutti i cittadini di godere nel migliore dei modi di un prezioso parco pubblico attraverso l'attività fisica, il benessere, la socialità e il sano intrattenimento”.
Ma la struttura-spogliatoio, appartenente all'area di concessione, già a partire dal giorno seguente alla firma della convenzione, e per tutta l'estate di due anni fa, fu oggetto di ripetuti atti vandalici e gravi episodi di danneggiamento.
Episodi a cui il consorzio dovette ottemperare ricostruendo, di volta in volta, le protezioni alla struttura danneggiate.
Fino a quando, il 16 settembre del 2019, fu "messo permanentemente il cappello" sullo stabile: una vera e propria occupazione, tutt'ora in corso, da parte di un gruppo di persone, tra cui una donna, all’epoca, in stato di gravidanza.
Avvenimenti, compreso quest'ultimo eclatante, tutti denunciati dal consorzio alle autorità competenti. Avvenimenti tutti verificatisi, cosa ancor più grave, in pieno giorno.
La struttura, infatti, nelle ore notturne, era sorvegliata da un vigilante impiegato da Consport a partire dall'atto di concessione.
Fu manifestato un certo sgomento dalla cordata di associazioni rispetto al quadro di immobilismo che caratterizzò lunghi mesi della gestione Landella rispetto al caso specifico, sul quale il consorzio tornò a più riprese ad evocare un ritorno allo stato diritto, dichiarando all’epoca: “Ferme restando l'emergenza abitativa, la tutela dei minori e della donna in stato di gravidanza, il Consorzio Consport resta allibito davanti a tanta illegalità e ad altrettanta inefficienza delle istituzioni in merito alla tutela dell'ordine pubblico e del bene comune. Inefficienza che si esplica in una pesante e prolungata assenza di presidi di legalità sull'area Pantanella, dove proliferano da anni episodi di malcostume e criminalità. Il Consorzio Consport – concludevano le esternazioni - esprime rabbia e incredulità per questa nuova occupazione abusiva che apre lo spiraglio a logiche di natura opaca, quando non criminosa. Episodi del genere continuano ad alimentare la cultura ‘delinquenziale’ dell'impunità. I movimenti vitali della città vogliono, ma non possono, restituire salute e bellezza a Pantanella, per il quale il nostro progetto sportivo prevede la riqualificazione degli impianti per attività e manifestazione di tennis; calcio; basket; pattinaggio; bocce; minigolf; fitness; yoga; podismo in totale sicurezza”.
Con l’arrivo dei Commissari non è cambiato nulla per le sorti del progetto, da quanto racconta Antonello De Leonardis, tra i membri di Consport: “Abbiamo cercato l’interlocuzione dei Commissari per poter dirimere la questione e dar via ai lavori ma non siamo riusciti ad avere né un incontro, né una risposta alle nostre richieste inoltrate via pec. Poco prima delle dimissioni l’amministrazione Landella aveva firmato atti ufficiali di sgombero, notificati gli occupanti, che dovevano rispondere entro 60 giorni, scaduti ad agosto. In questo bel Paese gli occupanti, per quanto abusivi, hanno diritto di poter replicare alla notifica di sgombero. Noi non riusciamo ad incontrare il Commissario e abbiamo anche perso i soldi del fitto per la concessione dell’area, fino a quando poi non siamo stati sollevati almeno da quest’onere, e cioè quando, contestualmente, l’ex amministrazione ci comunicò che il periodo perso avrebbe dovuto essere recuperato con una proroga della convenzione. Questo progetto è stato finanziato in parte dalla Regione Puglia, che ha già stanziato e messo a disposizione del consorzio dei soldi. A marzo andranno in scadenza e dovranno essere restituiti se non troveranno riscontro nell’avvio dei lavori. Sono soldi che perderebbe la città. Non riusciamo davvero a capire per quale motivo non può avvenire questo sgombero. E nel frattempo Pantanella continua a versare in completo abbandono, in termini di presidi di socialità e di messa in sicurezza degli impianti. Perché per la concessione e i rinnovi di altri impianti sportivi del capoluogo è stata trovata la quadra e per Pantanella nulla si muove? Esiste solo il Foggia Calcio?”, conclude amareggiato De Leonardis.
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