Restituito all’Archivio di Stato un documento dell’800 ma pesa la mancanza di personale

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Tornerà oggi nella sua sede territoriale d’origine un importante documento risalente ai primi anni dell’800 che riferisce di una controversia che ha visto scontarsi su fronti opposti il Comune di Manfredonia e quello di Monte Sant’Angelo. Il conferimento all’Archivio di Stato di Foggia, a cui appartiene, è avvenuto oggi, alle 12, da parte dei militari del TCI, il Nucleo Comando Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale.

“Il documento è stato rinvenuto nei pressi di Napoli ed oggi torna alla sua sede originaria, Palazzo Filiasi, anche se in realtà appartiene al patrimonio della nostra sezione di Lucera” spiega a l’Attacco Grazia Battista, direttrice dell’Archivio di Stato.

La riacquisizione del prezioso documento è anche occasione per passare in rassegna alcune criticità di cui soffre l’importante scrigno della memoria storica della Capitanata, la prima delle quali è senz’altro la sofferta penuria di personale che pesa sul funzionamento dei servizi svolti dall’istituto archivistico: “Quello della mancanza di personale ad ogni livello di professionalità è un problema gravissimo per noi - denuncia la direttrice, ormai prossima alla scadenza del suo incarico -. Manca addirittura il personale anche per aprire le sedi, per non parlare poi della figura dell’archivista che è del tutto assente, io sono rimasta l’unica in possesso del titolo. Dal prossimo gennaio sarà ancora peggio, poichè ci sarà un susseguirsi di pensionamenti, saranno soltanto tre le persone che resteranno in servizio”.

Il disinvestimento che è causa dell’impoverimento delle figure professionali ricade sulle quattro sedi in cui si articola la logistica dell’Archivio di Stato: a Palazzo Filiasi, sede storica che risale al ‘700, si trovano la direzione e gli uffici amministrativi; al piano terra dell'edificio è stata allestita la Biblioteca dell'istituto, ricca di circa 20.500 volumi, di cui 675 testate di periodici. La sala di consultazione della biblioteca è utilizzata anche per conferenze, mostre, attività didattiche e multimediali. A Palazzo Dogana sono custoditi i depositi archivistici e c’è la Sala di studio principale dell'Archivio, che occupa circa 900 mq. del piano terra. La Sala di studio di Palazzo Dogana dispone di ben 192 inventari analitici e indici riguardanti i fondi conservati sia nei propri depositi che in quelli della Sede sussidiaria di Viale Francia. “Qui si trovano tutti i catasti dal periodo napoleonico, dal 1806 quindi, grazie ai quali è possibile risalire alle origini delle proprietà, ci sono atti dei notai dal 1800 al 1900, mentre la parte più antica dal 1600 in avanti si trova a Lucera, e poi segnalo la giacenza degli atti dello stato civile dal 1865, dopo l’Unità d’Italia, mentre la parte del periodo precedente si trova a Lucera” fa sapere Battista.

La fornitissima sede della città federiciana è allocata per volontà del Comune al piano terra dei locali dell’ex Tribunale, in Via dei Saraceni. Una volta alla settimana la direttrice vi si reca accompagnata da un operatore della vigilanza per permettere di fare ricerche ed assicurare l’accesso agli utenti. L’organigramma al completo prevede ad oggi sei persone, di cui due unità d’appoggio inserite con contratto a tempo determinato: “E’ stato un grande errore bloccare le assunzioni e rendere di fatto impossibile il turn over, non è una situazione che riguarda soltanto noi, ma in tutte le amministrazioni pubbliche nell’ultimo decennio non si è provveduto alla sostituzione di quanti sono andati in pensione - riferisce preoccupata l’archivista. - E poi mi si conceda di dire che è urgentissimo uno snellimento delle procedure concorsuali. Le professionalità non vanno svilite, certo, servono i titoli per la qualificazione professionale, ma voglio ricordare che sono state avviati ben 3 anni fa i termini per il reclutamento di un assistente all’apertura e vigilanza degli utenti dell’Archivio, e ancora non terminano. Si sono svolte le prove scritte, ora si devono tenere quelle orali, ma ancora non si costituiscono le commissioni, mi dica lei se è ammissibile...”.

C’è penuria anche di spazi, al momento i versamenti di carte dalla Prefettura sono bloccati “su questo c’è l’interessamento della Direzione generale Archivi del Ministero dei Beni Culturali che sta cercando di fare il possibile per reperire altri locali a Foggia, ma al momento pare non ce ne siano di disponibili” conclude Battista.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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