“Potevano uscire fuori e darci notizie di mia sorella. Invece, hanno premeditato tutto, sono stati loro a chiamare la Polizia, noi abbiamo scoperto tutto dagli agenti”.
Così Tatiana, la sorella di Natasha – ragazza morta in ospedale a Foggia, evento che avrebbe scatenato la rabbia dei parenti – ai microfoni della trasmissione Mattino 5, in programma su Canale 5. “Purtroppo, abbiamo perso lucidità, non abbiamo capito più nulla. Mia sorella è entrata in quella sala (operatoria, ndr) che stava bene”, ha aggiunto.
“Chi tirava i pugni alla porta? Loro non aprivano nemmeno alla Polizia, gli agenti hanno detto: ‘Aprite, siamo la Polizia’, noi così abbiamo scoperto di mia sorella. Impauriti? Da cosa? Noi non abbiamo fatto niente. Se loro sono sinceri, ma tanto non lo saranno mai – ma noi la verità la sappiamo”, potranno dire che “noi non abbiamo fatto niente, siamo entrati con i poliziotti e solo in quel momento abbiamo ‘perso le nostre ragioni’ perché non accetteremo” mai quello che è accaduto: “È successo qualcosa lì dentro e spero di avere le nostre conferme”.
“Non eravamo 50, perché altrimenti quella porta non ci sarebbe stata più. Al massimo eravamo una 20ina, quasi tutte donne con dei bambini. Andavamo a trovare mia sorella tutti i giorni. Erano presenti anche due mie zie che quel pomeriggio hanno visto Natasha uscire dal reparto di Riabilitazione con due Oss – quindi non era grave, altrimenti ci sarebbero stati infermieri, medici che l’avrebbero accompagnata in sala operatoria –. Mia sorella ha detto che ‘andava a fare una cosa di niente’ e che si sarebbe sbrigata in mezz’ora”.
“Ma se avevamo esagerato, i poliziotti presenti non ci avrebbero arrestati? Ve la siete fatti questa domanda? Io ringrazio gli agenti, perché ci hanno capito. Bisogna appurare come è morta mia sorella, noi abbiamo aggredito perché non eravamo lucidi”. Il conduttore di Mattino 5, pur mostrandosi solidale con la ragazza, ha evidenziato che questa “non può essere una giustificazione”.
È stato invece arrestato in flagranza il giovane che la scorsa notte ha aggredito con calci e pugni il personale infermieristico nel pronto soccorso del policlinico Riuniti di Foggia. Si tratta di un 18enne (compirà 19 anni tra qualche mese) che è stato portato in carcere con le accuse di lesioni personali a personale esercente la professione sanitaria e resistenza a pubblico ufficiale.
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