La crisi idrica è una realtà sempre più difficile da affrontare. I cambiamenti climatici ne sono la causa e rappresentano gli effetti che derivano dalle crescenti emissioni in atmosfera di gas serra prodotti da attività umane, principalmente industria, agricoltura intensiva e trasporti. Tutto ciò si unisce alla sempre crescente deforestazione.
La situazione rappresenta una minaccia per il futuro del pianeta e dell’umanità, ma soprattutto arreca non pochi danni alle piccole realtà. La crisi idrica negli ultimi tempi ha fatto sentire i suoi effetti anche nel territorio di Capitanata.
La tropicalizzazione del clima richiede un’organizzazione più oculata al fine di raccogliere l'acqua nei periodi più piovosi per renderla disponibile nei momenti di difficoltà.
Proprio per questo il Consiglio comunale di Casalnuovo Monterotaro ha deliberato lo scorso settembre “di ritenere assolutamente importante e urgente che nelle sedi competenti venga presa una decisione in merito alla realizzazione della Diga di Piano dei Limiti; di chiedere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla Regione Puglia, alla Regione Molise e alla Provincia di Foggia, alla Provincia di Campobasso e ai Comuni della provincia, ai comuni di Colletorto e di San Giuliano di Puglia e al Consorzio per la Bonifica della Capitanata di attivarsi affinché il progetto della realizzazione della Diga di Piano dei Limiti possa trovare idonea e piena condivisione, partendo dalla valorizzazione della progettazione esecutiva già esistente che va adeguatamente aggiornata”. Il Consiglio comunale di Casalnuovo Monterotaro sottolinea che realizzando un piano invasi per contrastare la siccità e aumentare la raccolta di acqua piovana, che oggi è ferma ad appena l’11% , si potrebbe arginare il problema.
“Da parte delle diverse istituzioni ed organi, competenti in materia, risulta già approntata una serie di interventi immediatamente cantierabili che possono garantire acqua per gli usi civili, per la produzione agricola e per generare energia pulita. L'immediata realizzazione di questi interventi può garantire di raggiungere l'obiettivo della sovranità alimentare con l'aumento della produzione Made in Italy – si spiega nella delibera -. Tali interventi devono aggiungersi all'impegno, in parte già praticato dagli agricoltori, all'uso razionale dell'acqua, allo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto e innovazione produttiva, con colture meno idro-esigenti. Anche le associazioni di categoria hanno evidenziato che occorre un piano invasi e una gestione organica dell'acqua, partendo dal finanziamento degli interventi idrici e di riassetto del territorio, a cominciare dalle dighe incompiute”, si evidenzia.
Nella delibera si ricostruisce la storia della Diga di Piano dei Limiti che risulta inserita tra i progetti del Consorzio di Bonifica della Capitanata sin dal 1992, quando il Ministero dell'Agricoltura ne affidò al Consorzio la progettazione. Il progetto relativo, tuttavia, venne ripreso solo nel 2004, a seguito di un pressante movimento di opinione sorto per le enormi difficoltà di approvvigionamento della Diga di Occhito, a cui si poteva far fronte costruendo un'altra diga che fungesse da nuova riserva idrica.
Venne allora disposto un finanziamento di 118 milioni per la prima tranche di intervento che, per la realizzazione dell'intero progetto, avrebbe comportato una spesa di 275 milioni e sette anni di lavori tra costruzioni e collaudi. La Diga di Piano dei Limiti oggi risulta stralciata dall'elenco delle grandi opere inserite nel piano irriguo nazionale mancando l'intesa con il Molise, necessaria in quanto l'invaso della diga investe i territori del Comune di Colletorto e di San Giuliano di Puglia. Dell'originaria dotazione di 118 milioni alla voce ‘Piano dei Limiti’ è rimasto oggi lo stanziamento di soli 20 milioni di euro, somma evidentemente esigua per cominciare a ipotizzare la realizzazione di una diga.
“Essa rappresenta un'opera necessaria e urgente che dovrebbe rientrare a pieno titolo nei progetti cofinanziati dalle risorse del Pnrr in quanto consentirebbe alle aziende agroalimentari di poter contare senza paura della risorsa idrica”, si ribadisce nella delibera.
Il Sindaco di Casalnuovo, Pasquale Codianni, ha rimarcato a l’Attacco: “Proprio oggi abbiamo sentito al tg che anche le dighe molisane sono in crisi, come tutte le altre che fanno capo all’Acquedotto Pugliese. Il problema è grave e se non acceleriamo i tempi arriveremo tra un anno senza acqua. La diminuzione della pressione dell’acqua nelle case è già un segnale forte di emergenza che non era mai accaduto finora. Con la Diga di Occhito siamo all’estremo, tutte le falde sono a secco, ci vorrebbero due o tre inverni per riportare acqua nella diga. Oltre all’agricoltura che sarà messa in ginocchio, e che già quest’anno ha avuto seri problemi, mancherà l’acqua anche alle famiglie. Questo è un appello che ho girato a tutti i sindaci della Puglia e Molise, serve un’ azione comune per portare questa nostra proposta nelle sedi opportune e fare in modo che si intervenga al più presto”, ha concluso il Sindaco Codianni.
L'importanza della Diga di Piano dei Limiti venne acclarata anche in un incontro tra i massimi vertici amministrativi del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile ed esponenti del Consorzio per la Bonifica della Capitanata, che si è tenuto a Roma il 26 Aprile del 2022, nel corso del quale vennero focalizzate le varie ricadute positive della costruzione dell’opera che oltre all'accumulo di circa 42 milioni di metri cubi d'acqua, necessari per alleviare deficit idrico e ampliare la superficie irrigua, consente di aumentare l'affidabilità della derivazione da acqua ad uso potabile al nodo di Finocchito. Oltre alla possibilità di realizzare l’interconnessione con l’invaso di Occhito.
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