Sesto come uno spicchio di Zaccheria: si prepara l’ennesimo esodo di una tifoseria che non conosce “distanza”

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Ci sono trasferte che appartengono alla normale geografia di un campionato. E altre che, invece, diventano una fotografia dell’identità di una tifoseria. Quella di domani a Sesto San Giovanni, per Inter U23-Foggia, appartiene alla seconda categoria. Il dato più significativo non è soltanto quello numerico, pur imponente: al Breda sono attesi oltre 3mila sostenitori rossoneri, su una capienza complessiva di circa 3.500 posti. Mancheranno i club organizzati per protesta, ma la prospettiva è quella di trasformare lo stadio lombardo in una sorta di succursale dello Zaccheria. La sfida avrà peraltro una vetrina particolare: sarà trasmessa in diretta e in chiaro su Rai 2, nell’ambito della nuova presenza della Serie C sul secondo canale Rai. La Lega Pro ha infatti indicato proprio Inter U23-Foggia come seconda gara del campionato destinata alla diretta nazionale dopo l’esordio con Ravenna-Perugia. Ma la tv in questo caso, rischia quasi di essere un elemento secondario rispetto allo spettacolo sugli spalti. Perché il movimento dei tifosi foggiani verso Sesto San Giovanni non sarà alimentato soltanto dalla Capitanata. Una parte consistente dell’esodo arriverà infatti dal Nord Italia, dove da decenni esiste una presenza stabile della comunità foggiana e dove i club rossoneri rappresentano un punto di riferimento per chi vive lontano dalla propria città.La corsa al biglietto ha assunto dimensioni ancora più significative dopo la decisione di riaprire la trasferta anche ai residenti in provincia di Foggia. Biglietti praticamente sold-out con un giorno di anticipo: numeri che spiegano bene la particolarità dell’appuntamento. Il Foggia torna a Sesto San Giovanni a distanza di 19 anni dalla sfida con la Pro Sesto, il 16 settembre ‘07 finì 2-0 e per i rossoneri di Salvatore Campilongo fu un pomeriggio da incubo sotto gli occhi dei loro sostenitori anche quel giorni accorsi numerosissimi. Oggi la distanza geografica continua a non rappresentare un ostacolo per una tifoseria abituata a seguire la propria squadra in ogni angolo d’Italia.E proprio la trasferta diventa la chiave per comprendere il fenomeno. Il capitolo più importante della storia degli esodi rossoneri coincide inevitabilmente con il Foggia di Zdeněk Zeman.

All’inizio degli anni Novanta, la squadra capace di conquistare la Serie A e di proporre un calcio diventato rapidamente popolare oltre i confini della Puglia portò con sé un entusiasmo straordinario. La stagione ‘91-92 viene ricordata come quella delle vere e proprie “migrazioni di massa”: Firenze, Napoli, Roma, Milano, Torino, oltre alle trasferte di Bergamo, Verona e Brescia. Le ricostruzioni storiche di quel periodo descrivono una tifoseria capace di muoversi in numeri enormi, con pullman, treni e automobili che partivano da Foggia ma anche dai tanti centri del Nord nei quali vivevano famiglie originarie della Capitanata. Saranno stati non meno di 5-6 mila i foggiani presenti nelle grandi trasferte al Meazza, all’Olimpico e al San Paolo durante l’epoca zemaniana. Il dato va letto come una stima storica e non come un conteggio ufficiale, ma rende comunque l’idea delle dimensioni raggiunte dal fenomeno.

Non è casuale che ancora oggi quelle immagini siano rimaste nell’immaginario collettivo della tifoseria. Il Foggia non era più soltanto una squadra di provincia che giocava in Serie A: era diventato un fenomeno capace di attirare curiosità, simpatia e appartenenza. E la tifoseria trasformava ogni appuntamento in trasferta in un’occasione per ribadire la propria presenza. Milano rappresentava una delle mete simbolo. Il 19 gennaio 1992, a San Siro, il Milan affrontò il Foggia davanti a 79.560 spettatori: una cifra che testimonia la dimensione dello spettacolo di quegli anni, anche se non consente da sola di stabilire quanti fossero i foggiani presenti. Roma e Napoli furono altre due tappe fondamentali. La trasferta al San Paolo del dicembre ‘91 è ricordata dalle cronache proprio per la massiccia presenza dei sostenitori foggiani, al punto da diventare anche uno degli episodi all’origine del successivo deterioramento dei rapporti tra le due tifoserie. 

Il dato più interessante, però, è che la tradizione dell’esodo non è rimasta confinata all’epoca d’oro della Serie A. Il Foggia ha continuato a portarsi dietro una quantità di pubblico significativa anche negli anni successivi, compresi quelli delle due ultime apparizioni in B. A Cesena e Parma nel settore ospiti ce n’erano assiepati 5mila e passa. Una caratteristica che assume un significato particolare quando si gioca nel Settentrione. In queste occasioni la componente dei residenti al Nord diventa decisiva: il settore ospiti non viene riempito soltanto da chi parte dalla Puglia, ma anche da chi vive a Milano, Torino, Bologna, Verona, Brescia e nelle altre città del Nord e considera la partita un appuntamento con la propria squadra e, in molti casi, con le proprie radici. È esattamente ciò che sta accadendo adesso a Sesto
E in questo senso l’Inter U23 aggiunge un ulteriore elemento alla storia.

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