La Corte d'Assise ha condannato a 24 anni Biagio Cipparano, 53enne di Manfredonia, killer del consulente del lavoro Vincenzo Paglione, ucciso nel suo studio il 5 febbraio 2020.
I giudici hanno riconosciuto l'aggravante della premeditazione, concedendo le attenuanti generiche, il che ha consentito di evitare l'ergastolo. La stessa Pm Marina Gravina aveva chiesto che venissero concesse le generiche tenuto conto della confessione immediata, del positivo comportamento processuale di Cipprano, della totale incensuratezza e del particolare stato d'animo nel quale fu commesso l'omicidio. La Procura aveva chiesto una condanna a 25 anni di reclusione.
E' stata concessa anche una provvisionale immediatamente esecutiva alle parti civili per complessivi 200mila euro (150mila alla ex moglie insieme alla figlia minorenne più 50mila al figlio maggiorenne).
"Non posso dire di essere del tutto soddisfatto, ma credo sia comunque un risultato positivo l'avere evitato l'ergastolo - ha commentato l'avvocato Michele Sodrio, legale di Cipparano -, perchè con la premeditazione il mio cliente rischiava quella pena, infatti non abbiamo nemmeno potuto chiedere l'abbreviato".
"Resto convinto che non vi sia stata alcuna premeditazione e che la pena sia eccessiva, per questo faremo di sicuro appello. Sulle statuizioni civili credo che siano inevitabili per un omicidio, anche se il mio cliente non potrà mai adempiere al pagamento di quelle cifre, essendo al momento nullatenente".
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