Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, 22 misure cautelari

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Nelle prime ore della mattinata odierna a Campobasso, Termoli (Campobasso), Campomarino (Campobasso), San Severo (Foggia) e Avellino i militari del Comando Provinciale Carabinieri di Campobasso, hanno dato esecuzione a 22 misure cautelari, emesse dal Giudice per le indagini preliminari (Gip) di Campobasso Teresina Pepe su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Campobasso, a carico di 22 soggetti di nazionalità  italiana responsabili del reato di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope (art.74 D.P.R.309/90).
All'operazione hanno preso parte circa 200 militari dell'Arma dei Carabinieri dei Comandi Provinciali di Campobasso, Foggia e Avellino impegnati in 51 perquisizioni locali e personali e supportati dallo Squadrone Eliportato Carabinieri "Cacciatori Puglia", costituito proprio quest'anno nel mese di settembre, dai Carabinieri Forestali di Termoli, dalla Compagnia di Intervento Operativo di Bari e da 11 unità  cinofile della Legione Carabinieri Abruzzo e Molise, Puglia, Campania e Basilicata collaborati anche da 2 unità  cinofile della Guardia di Finanza di Campobasso, conseguendo i seguenti risultati: oltre alle 22 misure cautelari eseguite, un arresto in flagranza di reato; sequestro complessivo di sostanze stupefacenti pari a 150 grammi di hasish, 50 grammi di marijuana, 6 grammi di cocaina, 5 grammi di eroina, sostanza da taglio, materiale di confezionamento, bilancini di precisione nonchè 1600 euro in contanti.
Nel corso dell'indagine denominata "Lungomare", condotta con l'ausilio di attività  tecniche, osservazioni pedinamenti e perquisizioni, e l'apporto ricostruttivo fornito da numerosi testimoni (diverse decine), sentiti nel corso delle indagini, si sono raccolti a carico degli indagati gravi indizi di colpevolezza in ordine alle attività  di spaccio, commercio e detenzione con finalità  di spaccio di sostanza stupefacente del tipo eroina, cocaina, e hashish destinata alla commercializzazione nel territorio della provincia di Campobasso che hanno consentito di operare, sino ad oggi, già  16 arresti e 7 denunce in stato di libertà , rilevare circa 1400 condotte di cessione, con 20 recuperi di sostanza stupefacente per un totale di circa 100 grammi di hashish, 330 grammi di cocaina e 400 grammi di eroina.
L'attività  di indagine, coordinata dal Procuratore Capo della Repubblica di Campobasso, Nicola D'Angelo, e dal Sostituto Procuratore, Elisa Sabusco, condotta dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Campobasso ha permesso di evidenziare che dietro ad un'importante escalation di consumo di eroina e cocaina, oltre che di hashish, sul territorio vi fosse un pericoloso sodalizio criminale composto da pregiudicati sanseveresi e molisani, che avvalendosi del supporto di elementi della criminalità  foggiana per il rifornimento della sostanza stupefacente, ha aggredito con sistematicità  e profondo radicamento, non solo la zona della fascia costiera molisana, ma anche l'intero territorio della provincia di Campobasso.
L'associazione criminale individua inizialmente la sede di spaccio in un appartamento ubicato in un complesso di palazzine destinate più che altro alla residenza estiva, nella periferia a sud di Campomarino Lido. Sin dal novembre del 2016, in questa località , gli assuntori di eroina, cocaina e hashish, potevano rifornirsi da diversi soggetti di San Severo "addetti alle vendite" che si alternano nell'attività  di spaccio avvalendosi anche di minorenni appartenenti alle loro famiglie.
Particolare il modo di contattare gli spacciatori. Infatti, oltre a utenze telefoniche dedicate esclusivamente all'attività  di compravendita delle citate sostanze stupefacenti, gli spacciatori avevano anche, al fine di evitare errori nella localizzazione dell'appartamento deputato alla cessione della droga, indicato sul campanello del citofono dell'abitazione il nome di "Ciro" senza aggiungere alcun cognome poichè tale nome era già  certezza e garanzia di trovarsi nel posto giusto per l'acquisto dello stupefacente. Inoltre l'organizzazione per le comunicazioni telefoniche utilizzava nomi di persona quali "Michele" e "Nicola" per identificare il tipo di sostanza stupefacente disponibile o richiesta. In particolare il nome di "Nicola" significava la disponibilità  di eroina mentre "Michele" indicava la cocaina.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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