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La Polizia di Stato, in particolare il personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Manfredonia, in data 10 settembre 2026, ha dato esecuzione all’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di una coppia, precisamente un uomo di 48 anni ed una donna di 34 anni, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di due furti aggravati e di una rapina impropria. I fatti contestati sarebbero stati commessi all’interno del supermercato “Famila”, sito a Manfredonia, in via della Transumanza.
Il capitano Antonio Belardo dal 17 settembre 2026 è il nuovo Comandante della Compagnia Carabinieri di Foggia, subentrando al maggiore Giancarlo Pallotta, destinato a un prestigioso incarico presso il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri. Trentasette anni, originario della provincia di Caserta, muove i primi passi nell’Arma arruolandosi, quale Allievo Maresciallo, nel 2009 per poi frequentare il 194° Corso presso l’Accademia Militare di Modena, completando e perfezionando la propria preparazione presso la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma.
Quella tragica mattina del 9 dicembre dell’anno scorso sembrava solo l’epilogo di una brutta vicenda che sarebbe dovuta rimanere tutta interna alle questioni familiari di Sandra Diatete, la donna nigeriana di 33 anni che fu trovata morta dal marito nella loro abitazione di Via De Peppo a Lucera. Era sul letto, quasi del tutto svestita, e con alcuni segni superficiali su braccia e gambe.
A prima vista, era stato ritenuto un suicidio o un malore improvviso, e invece, dopo nove mesi di indagini, la procura di Foggia ritiene che dietro quel decesso ci sia una brutta storia di violenze e sopraffazioni dal parte del marito, connazionale di 35 anni. L’uomo è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di morte come conseguenza di altro reato, cioè maltrattamenti aggravati e lesioni aggravate, perpetrati per un lungo periodo di tempo. Su Newton Diatete, bracciante agricolo regolare, pende un addebito pesante, a seguito delle indagini condotte dal nucleo di polizia giudiziaria del commissariato di Via Po, basate su racconti di amici e conoscenti, sia lucerini che connazionali della coppia che ha quattro figli tutti minorenni. I testimoni avrebbero riferito di ripetuti episodi di violenza fisica e psicologica, caratterizzati da abituali percosse e da imposizioni mirate a limitare i rapporti con i familiari, e a isolarla dal proprio contesto affettivo, partendo dalla sorella della donna.
La FAI CISL Puglia, con il segretario generale Antonio La Fortuna e tutta la struttura regionale, vuole rivolgere un sincero messaggio di gratitudine e vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori forestali dell’ARIF che, anche quest’anno, hanno affrontato una campagna antincendio particolarmente impegnativa, lavorando in condizioni difficili e con temperature elevate.
Il Network Europeo delle Polizie Stradali Roadpol – European Roads Policing Netework, ha confermato, anche per l’anno 2026, l’iniziativa europea “Safety Days”, che si pone l’ambizioso obiettivo di promuovere una giornata con zero vittime sulle strade. Nel corso della settimana compresa tra mercoledì 16 e martedì 22 settembre 2026, la Sezione di Polizia Stradale di Foggia predisporrà una serie di servizi mirati di controllo della circolazione stradale, finalizzati alla prevenzione e al contrasto dei comportamenti maggiormente pericolosi per la sicurezza degli utenti della strada.
Le indagini avrebbero consentito di ricostruire un quadro di violenza reiterata e progressiva, culminato nel grave evento del decesso della donna.
Era uno di quelli chiamati a combattere il fuoco, in qualità di volontario - da ben 13 anni - di protezione civile ed oggi, ironia della sorte, viene accusato di essere proprio lui l’incendiario. Andrea Diurno, viestano, classe 1992, è stato arrestato nella tarda serata di venerdì 11 settembre e si trova attualmente recluso in carcere, in attesa dell’interrogatorio di garanzia. Oltre ad otto incendi - tutti verificatesi tra Vieste e Peschici - un nono episodio, fermato sul nascere, gli viene contestato come tentato incendio, in una sequenza che va dal 31 luglio al 3 settembre e che per gli investigatori assume i contorni della serialità. “Esattamente, un seriale”, conferma a l’Attacco il tenente colonnello Giuliano Palomba, comandante del Reparto Carabinieri Parco Nazionale del Gargano. L’abitualità delle condotte trova conforto anche nelle valutazioni cautelari della gip Marialuisa Bencivenga: secondo quanto ricostruito nell’ordinanza, non ci si troverebbe davanti a un fatto occasionale, ma a una pluralità di episodi concentrati nell’arco di poco più di un mese. Diurno resta naturalmente indagato e le accuse dovranno essere provate in un eventuale processo, ma l’aspetto che più di tutti continua a sorprendere anche chi ha condotto l’inchiesta è il profilo dell’uomo finito nell’occhio del ciclone: incensurato, operatore ecologico, volontario conosciuto in città e impegnato proprio nelle operazioni antincendio.
“Anche per noi è stata una sorpresa conoscere questa persona che era insospettabile - ha commentato Palomba -. Ma è chiaro che gli accertamenti hanno fatto riferimento alla sua persona”. L’indagine coordinata dalla Procura di Foggia e condotta dai Carabinieri Forestali ha progressivamente stretto il cerchio attorno a Diurno: “Le circostanze sono state tante e quindi abbiamo focalizzato il tutto su di lui. Gli indizi sono tanti”, ribadisce il comandante. Non soltanto videotrappole: “È tutta un’attività d’indagine che è stata fatta unitamente alla Procura, con Gps, con i telefoni, abbiamo controllato i telefoni, una serie di attività tecniche”. A destare sospetti sarebbe stata inizialmente la presenza ricorrente della Ford Fusion utilizzata dall’indagato nelle aree interessate, poco prima dell’insorgere delle fiamme. Da qui sono scattati il monitoraggio Gps dell’auto e le intercettazioni ambientali.
I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Foggia hanno arrestato in flagranza di reato un 23enne del luogo, con precedenti di polizia, accusato di detenzione illecita di sostanze stupefacenti. Nel pomeriggio dell’8 settembre, a seguito di una richiesta anonima di aiuto pervenuta tramite il Numero Unico di Emergenza 112, i militari dell’Arma, supportati da una pattuglia dell’11° Reggimento Carabinieri “Puglia”, sono intervenuti presso un’abitazione del capoluogo dauno. Mentre cinturavano la zona, hanno notato che dalla porta di una abitazione era stata lanciata nella tromba delle scale una busta di plastica, contenete un ingente quantitativo di sostanza stupefacente. Nel corso della successiva perquisizione domiciliare, i Carabinieri hanno rinvenuto complessivamente oltre 1,4 kg di sostanze stupefacenti, tra cui circa 1,135 kg di hashish, 176 grammi di hashish bianco– il c.d. “white hash”, ossia una resina di cannabis con elevate percentuali di THC – e 104 grammi di cocaina.
Un’incursione nella casa al mare, l’impianto di videosorveglianza messo fuori uso e alcune galline trovate decapitate. È quanto accaduto a Margherita di Savoia nell’abitazione di Arcangelo Sannicandro, avvocato ed ex parlamentare con una lunga esperienza politica tra Capitanata e Bat. Stando alle prime informazioni, qualcuno avrebbe raggiunto la proprietà e reciso i cavi delle telecamere, per poi entrare nell’area dove si trova il pollaio. Qui sarebbero stati uccisi alcuni animali. Una dinamica che ha fatto scattare gli accertamenti delle forze dell’ordine. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire l’esatta sequenza dei fatti e di capire se i due episodi – il sabotaggio della videosorveglianza e l’uccisione delle galline – siano riconducibili a un’unica azione. Resta da accertare anche l’eventuale carattere intimidatorio del gesto e, in tal caso, quale possa esserne la matrice.
Notizie
E’ iniziata coi primi eventi e con l’attività di ristorazione, lounge bar e balneazione – nel solito pienone - l’estate 2026 dei Bagni Bonobo di Siponto, il cuore della movida del Golfo, nonostante la terza interdittiva piombata sull’impresa Biessemme srl il 13 aprile scorso. La presenza di Francesco Romito tra i soci continua da otto anni a rappresentare il motivo per cui la Prefettura di Foggia e il Gruppo interforze ritengono persista il rischio di infiltrazioni mafiose. Sono state molteplici le interdittive antimafia adottate dalla Prefettura foggiana nei confronti dei Romito, da quelle relative a Bagni Bonobo e al ristorante Guarda che luna che era gestito da Michele Romito (padre di Francesco) fino agli atti riguardanti la sorella di quest’ultimo Grazia Romito per le sue agenzie di onoranze funebri. Una famiglia, quella del boss Mario Luciano (fratello di Michele e Grazia) ucciso nella strage di mafia del 9 agosto 2017, su cui l’attenzione degli inquirenti e dell’UTG persiste in maniera costante. Soltanto per Biessemme si tratta della terza interdittiva. A pesare è stato sicuramente quanto emerso negli ultimi anni dall’inchiesta “Giù le mani” di Procura di Foggia e Guardia di Finanza, nel cui processo penale adesso in corso presso il Tribunale daunio tra gli imputati figura Michele Romito. La prima interdittiva per Biessemme srl risale al lontano 2018, confermata ad aprile 2022 (4 anni e 3 prefetti dopo la prima), quando - nonostante il Tribunale delle imprese di Bari dovesse ancora esprimersi all’esito del biennio di controllo giudiziario - l’allora prefetto Carmine Esposito tirò fuori il nuovo cartellino rosso. Ma per la Prefettura quella vicenda ebbe un epilogo amaro, perché a luglio 2022 il TAR Puglia annullò l’interdittiva, con grande soddisfazione di Checco Romito e dei suoi soci Antonio Conoscitore e Pasquale Emanuele Capuano. Ad aprile scorso il terzo atto cui subito seguì da parte del Comune la revoca delle S.C.I.A. del 2015 per attività di stabilimento balneare e annessa attività di somministrazione di alimenti e bevande in viale Lungomare del Sole.
“Questa indagine, per quanto riguarda la dottoressa Denise Decembrino, si fonda evidentemente su un errore investigativo, che ha portato a confondere i fatti”. A parlare a l’Attacco è il noto penalista foggiano Paolo D’Ambrosio, legale della dirigente di Palazzo Dogana. Il riferimento è all’articolo pubblicato su queste colonne sabato scorso, in cui rispetto all’ente Provincia di Foggia si ricordava come da giorni le Fiamme gialle si stanno recando negli uffici, un via vai che è collegato all’ampia indagine della Procura daunia (pm Giuseppe Mongelli) e della Guardia di Finanza su presunti episodi di corruzione, turbativa negli appalti pubblici, induzione indebita, falso, omissione di atti d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture, truffa e reati in materia di lavori pubblici. Si tratta dell’inchiesta che attiene soprattutto al Comune di San Marco in Lamis. Gli inquirenti sospettano che il sindaco sammarchese Michele Merla, indagato, abbia indotto il Comune di San Marco e l'ente Provincia a commissionare disinfestazioni scolastiche, in assenza di oggettive e reali esigenze connesse alla pubblica igiene e alla salubrità degli ambienti, in favore di Urbano chimica srl cui avrebbe precedentemente promesso tali interventi. Secondo chi indaga, questa indebita induzione sarebbe stata attuata dal sindaco col concorso di Costanzo Cascavilla, preside dell'istituto superiore Giannone anch’egli indagato, il quale avrebbe redatto la richiesta di disinfestazione straordinaria alla Provincia dal contenuto ideologicamente falso, e col concorso della dirigente della Provincia Denise Decembrino (indagata), che ha emanato un provvedimento per la chiusura degli istituti di istruzione secondaria superiore a San Marco in Lamis, anch’esso per il pm dal contenuto ideologicamente falso perché a conoscenza del fatto che la richiesta di disinfestazione straordinaria avanzata da Cascavilla fosse basata su esigenze di igiene e salute pubblica che sarebbero state inventate da Merla.
A San Marco in Lamis sono numerosi gli interrogativi sollevati dall’indagine di Procura di Foggia e Guardia di Finanza su presunti episodi di corruzione, turbativa negli appalti pubblici, induzione indebita, falso, omissione di atti d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture, truffa e reati in materia di lavori pubblici. Tra gli indagati, com’è noto, ci sono diverse persone per fatti legati al paese garganico, a partire dal sindaco piddino Michele Merla (ad un anno dalle elezioni comunali del 2027), dal dirigente comunale Antonio Del Mastro, dall’ex dirigente comunale Tullio Daniele Mendolicchio (oggi al Comune di Foggia), dal funzionario comunale Giuseppe Martino e dal dirigente scolastico dell’istituto Giannone, Costanzo Cascavilla. In Comune non paiono finora esser state adottate misure di sospensione cautelare preventiva volte a tutelare l’ente fino all’accertamento giudiziario dei fatti. Eppure le questioni oggetto dell’inchiesta sono pesantissime, come quella che riguarda l'attuale dirigente del settore lavori pubblici e manutenzione, ovvero l’ingegnere Del Mastro, che per gli inquirenti avrebbe falsamente attestato l'assenza di causa e incompatibilità tra l'ufficio pubblico ricoperto e l'essere socio di Res Aedificatoria Real Estate srl, società che ha in corso di realizzazione un complesso residenziale nel paese garganico. Inoltre, la realizzazione del complesso immobiliare avrebbe comportato la commissione di gravi illeciti superati formalmente con la redazione dell'attuale Piano urbanistico generale del Comune sammarchese, atto che sarebbe viziato da irregolarità e omissioni di natura tecnica.
Quella tragica mattina del 9 dicembre dell’anno scorso sembrava solo l’epilogo di una brutta vicenda che sarebbe dovuta rimanere tutta interna alle questioni familiari di Sandra Diatete, la donna nigeriana di 33 anni che fu trovata morta dal marito nella loro abitazione di Via De Peppo a Lucera. Era sul letto, quasi del tutto svestita, e con alcuni segni superficiali su braccia e gambe.
A prima vista, era stato ritenuto un suicidio o un malore improvviso, e invece, dopo nove mesi di indagini, la procura di Foggia ritiene che dietro quel decesso ci sia una brutta storia di violenze e sopraffazioni dal parte del marito, connazionale di 35 anni. L’uomo è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di morte come conseguenza di altro reato, cioè maltrattamenti aggravati e lesioni aggravate, perpetrati per un lungo periodo di tempo. Su Newton Diatete, bracciante agricolo regolare, pende un addebito pesante, a seguito delle indagini condotte dal nucleo di polizia giudiziaria del commissariato di Via Po, basate su racconti di amici e conoscenti, sia lucerini che connazionali della coppia che ha quattro figli tutti minorenni. I testimoni avrebbero riferito di ripetuti episodi di violenza fisica e psicologica, caratterizzati da abituali percosse e da imposizioni mirate a limitare i rapporti con i familiari, e a isolarla dal proprio contesto affettivo, partendo dalla sorella della donna.
Le indagini avrebbero consentito di ricostruire un quadro di violenza reiterata e progressiva, culminato nel grave evento del decesso della donna.
La Polizia di Stato, in particolare il personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Manfredonia, in data 10 settembre 2026, ha dato esecuzione all’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di una coppia, precisamente un uomo di 48 anni ed una donna di 34 anni, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di due furti aggravati e di una rapina impropria. I fatti contestati sarebbero stati commessi all’interno del supermercato “Famila”, sito a Manfredonia, in via della Transumanza.
Il capitano Antonio Belardo dal 17 settembre 2026 è il nuovo Comandante della Compagnia Carabinieri di Foggia, subentrando al maggiore Giancarlo Pallotta, destinato a un prestigioso incarico presso il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri. Trentasette anni, originario della provincia di Caserta, muove i primi passi nell’Arma arruolandosi, quale Allievo Maresciallo, nel 2009 per poi frequentare il 194° Corso presso l’Accademia Militare di Modena, completando e perfezionando la propria preparazione presso la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma.
La FAI CISL Puglia, con il segretario generale Antonio La Fortuna e tutta la struttura regionale, vuole rivolgere un sincero messaggio di gratitudine e vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori forestali dell’ARIF che, anche quest’anno, hanno affrontato una campagna antincendio particolarmente impegnativa, lavorando in condizioni difficili e con temperature elevate.
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